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#32268
Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1297428191=kingofpop]
bhè ma per realtà tridimensionale è quello che sappiamo fino ad oggi..la teoria su un universo olografico e quindi su tutta la nostra realtà non smentisce l esistenza della tridimensionalità?
[/quote1297428191]
il modello olografico è un'idea che viene presa in esame di recente e che può avere diverse interpretazioni, per ora non si è smentito nulla, si sta cercando di mettere alla prova certe idee anche in base a nuovi dati…non correre 😉
Inoltre un conto sono gli articoli che leggiamo e diffusi al pubblico e un conto è approfondire direttamente e più precisamente la teoria e le idee in merito

L'ologramma prodotto comunque risulterebbe tridimensionale ai nostri sensi, semmai ti riferisci al discorso che la cosiddetta “realtà materiale” non è così “reale” come pensiamo ma deriva da una proiezione d'energia diciamo, infatti il 99,999999% dell'atomo è spazio “vuoto”.
In questo senso smentiamo il banale concetto di “realtà materiale” che è tutto ciò che esiste.

questo lo hai visto?

Stanno cercando di capire se una certa idea può avere un fondamento, ma per ora non arriviamo a conclusioni precise..e comunque questa “base d'informazione bidimensionale” che crea l'ologramma tridimensionale non mi convince in generale come concetto, è un modo che per ora viene preso in considerazione per spiegare il concetto olografico, è un passo in questa direzione..

Hai visto Haramein?

In fisica, il principio olografico è una congettura riguardante la gravità quantistica, proposta da Gerardus 't Hooft[1] e sviluppata da Leonard Susskind,[2] secondo cui l'intera informazione contenuta in un volume di spazio può essere rappresentata da una teoria che si situa sul bordo dell'area esaminata.
http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_olografico

http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2005/Ucau050722d001
Il principio olografico di 't Hooft e Susskind si riferisce originariamente a particelle libere che cadono in un buco nero. La fisica di queste particelle si riduce da quattro a due dimensioni. In altre parole possiamo descrivere il loro comportamento come se vivessero in un mondo a due dimensioni. È come se, proiettando le loro traiettorie su uno schermo (bidimensionale), fossimo comunque in grado di darne una rappresentazione fedele. Questo ha suggerito l'analogia con l'olografia. Per produrre un'immagine olografica si investe un oggetto tridimensionale con luce laser. La luce riflessa viene fatta interferire con un raggio laser imperturbato e la figura di interferenza viene registrata su una lastra fotografica. Una volta che questa sia sviluppata, colpendola con un raggio laser si riproduce la figura tridimensionale.
Lo stesso fenomeno sembrerebbe verificarsi per le particelle che cadono in un buco nero. La loro fisica può essere registrata su uno schermo bidimensionale. Per dirla con una metafora di 't Hooft “i dati possono essere scritti su una superficie”. ..

..L'idea di base del principio olografico è proprio questa, che si possa descrivere la fisica di sistemi in cui è coinvolta la gravitazione in due modi complementari, o nella sua versione quadridimensionale o in una versione proiettata su un opportuno schermo

…Si tratta di un principio per ora solo teorico e di impatto limitato: per esempio, il tentativo di applicarlo a problemi cosmologici non ha portato finora a risultati significativi.