Rispondi a: SUPERATA LA VELOCITA' DELLA LUCE…

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Richard
Richard
Amministratore del forum

Grazie Richard di mantenere viva la discussione… Mi stavo già scoraggiando. Allora: l'esperimento Michelson-Morley fu decisivo per escludere l'esistenza di un “etere”. Quello che i più non sanno e che è facilmente dimostrabile (anche se un po “tecnico”), è che tale famoso esperimento è ben lungi dal dimostrare l'inesistenza dell'etere ed anzi prova direttamente la sua esistenza! Nel prossimo post cercherò di esporre in maniera piana quello che riguarda l'esperimento Michelson-Morley, mi ci vorrà tutto il week end temo.

Grazie a te per il tuo intervento e impegno che cade alla perfezione qui su AG 😉
La discussione continuerà di sicuro, ma con calma, così diamo eventualmente il tempo anche ad altri di intervenire e li incoraggio, anche solo intuitivamente.

Einstein, è verissimo, ha più volte cambiato versione , ed alla fine ha ammesso che non esiste alcuna alternativa alla esistenza dell'etere (questo in contrasto completo cion la sua Teoria), non è strano?

Chissà probabilmente si aspettava che ci fosse questa Forza nell'Universo..

Questa elegantissima compagine del Sole, dei pianeti e delle comete non poté nascere senza il disegno e la potenza di un ente intelligente e potente. E se le stelle fisse sono centri di analoghi sistemi, tutti questi, essendo costruiti con un identico disegno, saranno soggetti alla potenza dell'Uno: soprattutto in quanto la luce delle stelle fìsse è della stessa natura della luce del Sole, e tutti i sistemi inviano la luce verso tutti gli altri. E affinché i sistemi delle stelle fisse non cadano, a causa della gravità, vicendevolmente l'uno sull'altro, questo stesso pose una distanza immensa fra di loro. Egli regge tutte le cose non come anima del mondo, ma come signore dell'universo. E a causa del suo dominio suole essere chiamato Signore-Dio, pantokrator.

Isaac Newton, Principi matematici di filosofia naturale (1713, 2ª edizione), a cura di A. Pala, UTET, Torino, 1965, pp. 792-793
http://www.emsf.rai.it/brani/brani.asp?d=320

Il tempo, per me , è una condizione indispensabile affinchè qualsiasi cosa esista. Ogni cosa esiste per un certo tempo, altrimenti non esiste. Il tempo è fatto di passato che non è più, di futuro che non è ancora , e di presente, che, è l'unico tempo che noi possiamo dire realmente esistente. Ora, per noi esseri umani la percezione del tempo si identifica con le variazioni di moto che riusciamo a percepire (circa una ogni decimo di secondo, come sappiamo dal cinema, dove scoprrono fotogrammi a questa cadenza per poterci dare l'illusione della realtà).
Ogni moto che avvenga al disotto di tale soglia, per noi non esiste. O meglio esiste solo per gli strumenti atti a coglierli. Allo stesso modo abbiamo una soglia di percezione per le radiazioni luminose e acustiche).

Sono d'accordo e mi fai pensare a questo:
li chiamerei “attimi di consapevolezza” che avvengono pare grazie ai microtubuli del cervello e sono diversi in frequenza secondo l'evoluzione di tale cervello, dal mondo microscopico, agli animali e all'uomo..
a seconda di quanti attimi per secondo sono percepiti, si ha una diversa consapevolezza di quella che chiamiamo realtà

Hameroff supponeva che le sostanze usate per l’anestesia totale dovessero interferire in qualche modo con l’attività elettrica interna ai microtubuli; questa attività in seguito addormenta la consapevolezza. Se ciò fosse vero, allora sarebbe vero anche il contrario: l’attività elettrica dei microtubuli, che compongono la parte interna dei dendriti e dei neuroni nel cervello, deve essere in qualche modo il cuore della consapevolezza.
http://gabrielemanfre.wordpress.com/2011/02/10/i-microtubuli-e-la-tesi-della-mente-estesa/