Rispondi a: SUPERATA LA VELOCITA' DELLA LUCE…

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Richard
Richard
Amministratore del forum

Il fatto di indagare e dimostrare se sono possibili segnali piu veloci della luce e la trasmissione eventuale di informazione a velocità superiore o istantanea, apre le porte ad argomenti come
appunto la comunicazione istantanea senza limiti di distanza e ovunque (quindi anche al concetto della costante comunicazione istantanea tra tutte le cose nell'universo), il viaggio a velocità ultraluminale per coprire rapidamente distanze stellari o galattiche ..la nostra esistenza in un “campo” che ci collega tutti istantaneamente con tutti gli esseri dell'universo e tutte le possibilità che ne derivano sia spirituali che materiali

esempio http://www.segnidalcielo.it/oltre_la_barriera_luce.html
Trovandosi una forma di vita extraterrestre a 1.000 anni luce da un sistema stellare ci vorrebbero 1.000 anni perché tale forma di vita arrivi sulla Terra viaggiando alla velocità della luce! E altri 1.000 anni per rientrare. ..
Per definizione, come si evince dall'analisi del gap temporale del viaggio e dei sistemi di comunicazione alla “velocità della luce”, qualsiasi civiltà ET capace di giungere qui dallo spazio interstellare si avvarrebbe di tecnologie che distorcono il tempo/spazio lineare, come noi lo conosciamo. Vale a dire, essi devono sparire dalla realtà spazio-temporale lineare e attuare le loro comunicazioni o viaggi usando tecnologie (e spettri di realtà) ben al di fuori delle spettro elettromagnetico attualmente in uso ad Harvard e al SETI per rilevarli.

“Cosa c'è oltre la barriera della luce”? Cosa si sperimenta quando si oltrepassa la velocità (o la vibrazione) della luce e degli elettroni e persino quella delle particelle subatomiche? Per definizione, qualsiasi civiltà ET interagente con la Terra è capace di viaggi e di comunicazioni interstellari. Ciò significa che essa opera sull'altro lato della barriera luce/materia, con la stessa facilità con la quale noi utilizziamo segnali radio e voliamo sui jet. È la loro realtà, è il loro mondo..

Wilcock:
http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_02.htm
LA NUOVA VISONE DELLA RELATIVITA’ IN GINZBURG http://helicola.com/index.php?p=about

I primi concetti chiave che desideriamo esplorare sono da collegarsi all’opera del dott. Vladimir Ginzburg, nato a Mosca e trasferitosi negli USA con la famiglia nel 1974. Dopo la laurea in scienze tecniche nel 1968, egli si trovava certamente nella migliore posizione per conoscere le scoperte di Kozyrev, uno dei maggiori astrofisici russi. Come detto, nell’ex-Unione Sovietica esisteva un forte desiderio del regime di stendere un velo di segretezza su questi argomenti, infatti Ginzburg stesso non menziona Kozyrev nelle sue opere. Nondimeno, Ginzburg scoprì che potevano essere effettuate poche semplici modifiche alle comuni equazioni facenti parte della teoria della relatività senza creare discordanze con le osservazioni note e, per di più, riuscendo a spiegare le anomalie di modificazione del peso della materia che già Kozyrev aveva notato.

La teoria della relatività afferma che un oggetto aumenta gradualmente la sua massa una volta che è stato sottoposto ad accelerazione. Secondo il pensiero scientifico convenzionale, nessun oggetto può superare la velocità della luce, perché appena esso raggiunge tale velocità, secondo le equazioni l’oggetto diventerebbe infinitamente grande. Allora, in termini approssimativi, Ginzberg trovò che era possibile invertire completamente queste equazioni senza violare alcuna regola scientifica. Questo significa che invece di diventare più grande, un oggetto avrebbe addirittura[color=#ff0000] rilasciato energia verso l’etere[/color] nel momento in cui fosse stato spostato, provocando così la perdita graduale di tutte le sue caratteristiche profonde di massa gravitazionale, massa inerziale e polarità elettrica qualora avesse raggiunto la velocità della luce. Ginzberg presenta questi nuovi concetti nei seguenti termini: [grassetto nostro]

Le caratteristiche principali di queste nuove equazioni sono:

– Sia la massa gravitazionale che quella inerziale di una particella decrescono quando la sua velocità aumenta.

– La polarità elettrica di una particella decresce allo stesso modo quando la sua velocità aumenta…

Come si vede, la massa (peso) complessiva di un oggetto è rappresentata sia dalla massa gravitazionale che da quella inerziale, le quali sono semplicemente misure del comportamento della gravità e dell’inerzia su di un oggetto. Curiosamente, sia la gravità che l’inerzia manifestano essenzialmente effetti identici sulla materia; ciò è noto come il “Principio di Equivalenza” di Einstein. Tale principio ci mostra che la gravità e l’inerzia sono due forme della stessa energia di uguale forza, una (la gravità) che si muove verso giù, e l’altra (l’inerzia) che provoca la resistenza al movimento nello spazio. [color=#ff0000]Questo è uno dei modi più semplici per capire che deve allora esistere un ‘etere’ o ‘vacuum fisico’, che risiede dietro queste forze, come aveva già notato Kozyrev[/color]. Così, dopo aver iniziato ad accelerare un oggetto (che abbiamo già detto essere simile ad una spugna immersa nell’acqua in questo nuovo modello), la pressione aggiunta comprimerà atomi e molecole dell’oggetto causando con sempre maggior evidenza il rilascio del suo etere.

Ginzburg poi continua:

Potreste non essere preparati ad abbandonare subito le vecchie equazioni relativistiche. Ma quando lo sarete, scoprirete molte cose interessanti:

– Solo quando una particella è a riposo può essere considerata come materia ‘pura’. Appena la particella comincia a muoversi, la sua massa gravitazionale e la polarità elettrica inizieranno a decrescere, in accordo con le nuove equazioni relativistiche, così che una parte della sua materia sarà convertita in un campo. Quando la velocità della particella diventa uguale all’ultima velocità di campo a spirale “C”, la sua massa gravitazionale e polarità elettrica diverranno uguali allo zero. [color=#ff0000]A quel punto, la materia sarà completamente convertita in un campo ‘puro’.[/color]

“L’ultima velocità di campo a spirale ‘C’” menzionata da Ginzburg è leggermente più alta della normale velocità della luce, a causa del percorso a spirale che egli ritiene ogni energia debba seguire. Questo semplice cambio nelle equazioni della relatività base porta quindi ad una nuova[color=#ff0000] fisica quantica della trasmutazione,[/color] contenente il concetto che un oggetto può sparire completamente dalla nostra realtà fisica conosciuta. E questo conduce dritto ad un nuovo interrogativo: [color=#ff0000]“Sparisce per andare dove?”[/color]

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sono riuscito a spiegare un pochino il possibile significato più interessante e importante? :ummmmm: