Rispondi a: Gesù è stato assassinato sul palo, o croce?

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brig.zero
brig.zero
Partecipante

[color=#0033ff]Il corpo del Cristo dopo la morte [/color]
Vi ho solo udito tremare intimamente ed è stato quando vi siete domandati come spiegare la resurrezione di Cristo. Vi siete mai fatta, effettivamente, questa domanda? Vi siete mai chiesti che cosa avvenne del corpo di Cristo?
Domanda – Ce ne avevate già parlato di questo.
Risposta – Finimmo con un interrogativo e con una risposta che forse non tutti possono condividere, ed oggi vorrei rinnovare questo interrogativo. Pensateci. Voi credete che il corpo sia stato sottratto dai discepoli del Cristo o che si sia smaterializzato? Perché è indiscutibile che entro il terzo giorno il corpo fu tolto, o comunque venne fuori dal sepolcro. E’ vero fratelli? La Sindone ce ne fa fede.
Domanda – Dali fece l’esempio della polvere bruciata all’aperto, dello spostamento dell’aria dovuto alla disintegrazione che ha mosso la pietra della tomba…
Risposta – Ma voi aveste questa risposta in seguito ad una domanda che vi facemmo: se per voi era più logico credere che il corpo del Cristo fosse stato sottratto dai discepoli, o disintegrato. E tutti conveniste che fu disintegrato. Ma vorrei che esaminaste questa risposta. Per questo, oggi che non siete più gli stessi di ieri ma siete cresciuti di numero, vi ripongo l’interrogativo. Vorrei che faceste una profonda indagine in voi stessi e chiariste a voi stesse ed a noi e ai vostri fratelli, perché voi siete propensi a credere l’una cosa piuttosto che l’altra.
KEMPIS

3 Febbraio 1962
[color=#0033ff]Il corpo del Cristo dopo la morte [/color]
Domanda – Abbiamo riflettuto e discusso sul quesito postoci da Kempis. Alcuni fra noi pensano che, essendo stata la nascita normale, anche le conseguenze della morte dovevano seguire la legge normale. Altri suppongono possibile la smaterializzazione della materia del corpo fisico denso di Cristo allo scopo di comprovare la resurrezione. Altri sono propensi all’idea della smaterializzazione allo scopo di evitare la profanazione del corpo (o l’idolatria) e di far tornare al Cosmo le energie in esso contenute. Altri, riconoscendo di non sapere niente, non escludono che possa esservi anche un’altra realtà a noi sconosciuta.
Risposta – Veramente il fratello Kempis aveva un’altra intenzione nel porvi quella domanda; quello che doveva essere fatto non era una conversazione, così, collettiva, piuttosto un colloquio intimo e ciascuno di voi doveva studiare se stesso per comprendere se una qualche idea che gli potesse venire circa la soluzione di questo problema, cioè la scomparsa del corpo del Cristo, poteva in qualche modo ripugnargli, oppure essere accolta e perché in un caso e nell’altro, questo avveniva. Se ad esempio qualcuno, meditando su questo argomento, veniva alla conclusione che era favorevole alla soluzione consistente nell’aver i discepoli tolto dal sepolcro il corpo del Cristo, si doveva domandare: perché io penso questo? Lo faccio per sminuire quella che è la natura divina del Cristo? Lo faccio per attribuire agli apostoli una certa non complessa onestà? E trovare la risposta. Ma poiché a voi sembra invece più importante conoscere la cronaca di quello che è avvenuto, abbandoniamo il problema come era stato posto dal fratello Kempis e facciamo alcune considerazioni. Voi avete letto i Vangeli, quello che i Vangeli dicono su questo argomento, e avrete certamente notato che il racconto è fatto in modo che il lettore sia convinto, o pensi, che Cristo con il proprio corpo fisico, nel terzo giorno, si sia alzato dal sepolcro, abbia deposto la Sindone, ripiegato il sudario con tutta calma, spalancato in qualche modo l’entrata del sepolcro, tolta la pietra cioè, e sia uscito con questo corpo fisico. E ciò, voi sapete benissimo, non risponde a verità. Certo è che il corpo fisico del Cristo fu separato dalla Sindone entro il terzo giorno; l’immagine rimasta sul lenzuolo ce ne fa fede. Ma come fu separato? Gli apostoli sembrano sinceri nel racconto; è vero che questo è fatto perché gli uomini credano che il corpo del Cristo sia resuscitato, ma il loro stupore è così reso al naturale che questo ci da una lieve indicazione che non potevano essere stati loro a togliere il corpo dal sepolcro. Il racconto è fatto con una certa immediatezza, tanto che questa impressione di stupore degli apostoli si può ritenere sincera e naturale. Ed allora che cosa avvenne? Voi avete detto che il corpo del Cristo scomparve per dar valore alla resurrezione; certo anche questo fa pensare che gli apostoli non avevano bisogno di non vedere più il corpo per credere alla resurrezione, se vogliamo dire ad una apparizione, dopo il trapasso, del Cristo, perché gli apostoli potevano benissimo comprendere la differenza fra corpo fisico e corpo astrale. Avete anche detto che il corpo può essere stato smaterializzato per far tornare la materia che lo componeva nel Cosmo. Figli cari, questa materia non è mai uscita dal Cosmo e che sia in una forma solida fisica organizzata, o che sia allo stato elementare, è sempre nel Cosmo e non può uscirne e non v’è certo bisogno che ritorni in fretta allo stadio elementare. Che cosa avvenne quindi? Effettivamente, figli cari, per quel senso che dicevo prima, mistico, l’uomo è portato ad una religione, ad una idea, se questa ha qualcosa che lo affascina, e niente v’è di più affascinante del mistero e del miracoloso. Ma i miracoli erano già di per sé dei fatti che attiravano le folle, non v’era bisogno di fare una messa in scena della resurrezione, che nessuno poteva controllare né vedere con i propri occhi, per convincere gli uomini sulla divinità del Cristo. Purtuttavia, siccome il Cristo si materializzò agli apostoli con il corpo astrale per continuare l’insegnamento, per rafforzarli nella fede, la notizia fu divulgata e gli uomini realmente non avrebbero creduto in questa resurrezione se il corpo fosse rimasto. [color=#0033ff]Vi sono stati dei fenomeni, in tono minore, anche in epoche moderne, fenomeni analoghi. Il corpo del fratello Paramhansa Yogananda fu trovato come… carbonizzato, se così vogliamo dire.[/color] A che cosa è dovuto ciò? Chi, nel piano fisico, raggiunge uno sviluppo dei propri centri astrali notevole, automaticamente pone in sintonia il proprio corpo fisico con questi centri e le energie che in questi centri ruotano vorticosamente sono rilevanti. Quando avviene il trapasso, nel distacco dal corpo fisico, automaticamente il corpo astrale riversa queste energie e l’effetto è tanto più forte quanto più sono sviluppati i sensi del corpo astrale. Questa è una cosa naturale e consueta. Quindi Cristo nacque come ogni uomo e morì come ogni uomo, ma poiché Egli era anche Figlio di Dio, cioè era massimamente evoluto, altrettanto naturalmente il suo corpo subì questo processo. Ben lo sapevano gli Esseni i quali erano al corrente della sua missione ed i quali, da Lui avevano avuto l’ordine di tenersi in disparte. Perché? Direte voi. Perché come regola essenziale di quella comunità era la vita isolata e perché Cristo non voleva, venendo fra gli uomini e portando il suo nuovo insegnamento, dare l’impressione di appartenere ad una qualche setta. Ecco perché gli Esseni, pur essendo profondamente a conoscenza della missione del Cristo e del suo insegnamento, si tennero in disparte. E quando la missione sulla terra fu compiuta, per lo meno con il corpo fisico, ben conoscendo quella che sarebbe stata la conseguenza naturale di questo, cioè, se vogliamo così chiamarla, la smaterializzazione naturale del corpo fisico, si incaricarono di prelevare questo corpo e di portare il medesimo in un luogo dove il processo naturalmente fu condotto a termine, in modo naturale. Ecco quindi che è giusto pensare che il Cristo sia nato e morto come ogni uomo e che il suo corpo fisico abbia seguito la condotta, o l’iter, naturale di tutti i corpi fisici; ma è proprio caratteristica naturale di coloro che hanno sviluppato i centri astrali quella di, involontariamente, automaticamente, riversare queste energie sul corpo fisico dopo il trapasso; ed è altrettanto naturale che il corpo fisico abbia questa via diversa, cioè che non vada in putrefazione, ma rimanga come disseccato, nelle forme più lievi di risveglio dei centri astrali, fino alla smaterializzazione la quale, però è graduale.
DALI
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