Rispondi a: Come Satana creò la reincarnazione

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brig.zero
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La Resurrezione
Voi, figli, e più di voi coloro che sono nati nel segno della religione Cristiana, celebrate qualcosa che ha un profondo significato: un episodio della vita del Cristo, reale, ed avente un simbolismo reale, perché, come voi sapete, Cristo risorse, anche se in modo diverso da come fino ad oggi si è creduto, e qualcuno tutt’oggi crede ancora.
Simbolico perché tutta la vita del Cristo ha un profondo simbolismo, è una allegoria della vita dell’individuo. Questa particolare resurrezione di Cristo è da noi presa questa sera, per parlarvi della resurrezione dell’uomo.
Per dirvi che la verità della resurrezione è una verità che permea tutto il Cosmo; Il Cosmo si fonda sulla morte e sulla resurrezione, sulla trasformazione, sulla metamorfosi; e nella vita dell’individuo, nella sua teoria della evoluzione, è un susseguirsi di resurrezioni, in quanto ogni qualvolta l’individuo raggiunge una meta di questa sua evoluzione
( e si può dire che la teoria della evoluzione è fatta di innumerevoli mete, così come una linea è fatta di innumerevoli punti),ogni qualvolta l‘uomo raggiunge una di queste mete, è una morte e una resurrezione, è una trasformazione.
Noi molte volte vi abbiamo detto che lo scoglio che fu di salvezza ieri, diventa, o può diventare, un ostacolo: ed ecco la morte, ecco il gradino che ha portato l’individuo fino a quel punto, e che da quel punto serve di base per il nuovo cammino che l’attende.
Morte e resurrezione è dunque una Verità cosmica, una Verità valida per tutti gli individui, una Verità valida per tutte le materie.
E’ una Verità che è un pilastro di questo Cosmo.
Voi, figli, quindi, dovete morire e risorgere e nascere ogni giorno;
dovete abbandonare tutto quanto può, nell’intimo vostro, essere di impiglio; tutto quanto può, come una cappa di piombo, soffocare la Verità di voi stessi, e risorgere da questo cadavere.

La reincarnazione
Domanda – Vorrei sapere: la reincarnazione al tempo di Cristo, era accettata, vero?
Fino a che epoca?
Risposta – Dobbiamo dire che era accettata dagli Apostoli. Cristo aveva parlato in modo chiaro e senza equivoco di reincarnazione agli Apostoli, e quindi la Verità della reincarnazione faceva parte di quella dottrina del Cristo detta “esoterica” cioè segreta. E tale è rimasta nell’insegnamento occulto cristiano per molti anni. Non possiamo dare una data esatta, ma circa un duecento anni. E naturalmente in seguito è andata perduta, così come tante altre verità.
Questo non solo nella religione Cristiana, ma in tutte le religioni.

Domanda – Non è dipeso dal II Concilio di Costantinopoli?
Dicevano che da allora era stato deciso che non si
doveva più parlare di reincarnazione, nella religione cristiana.
Non è esatto?
Risposta – Sì, è esatto. Io ho detto circa duecento anni per dire in senso lato nell’insegnamento cristiano
esoterico. In seguito poi è rimasto ancora, ma presso pochissimi, i quali successivamente hanno risollevato la questione.

I Vangeli
Questa sera, figli, siete ritornati sull’argomento dei Vangeli e, più precisamente, sulle notizie riguardanti la edizione primitiva di questi testi sacri. Non posso fare altro che ripetere quello che già abbiamo detto altre volte; e cioè che questi libri, o queste Scritture, sono attribuiti agli Apostoli, ma in realtà anche recenti studiosi hanno smentito quello che si credeva anticamente, perché questi libri sono di più di un autore.
Ad esempio, il Vangelo secondo Matteo trae le sue origini dal così detto “Vangelo degli Ebrei”, il quale era una traduzione e rimanipolazione dell’Evangelo scritto dall’Apostolo Matteo in aramaico. Quindi voi comprendete che se l’Evangelo di Matteo, quale voi oggi lo
conoscete, fosse giunto fino a voi senza subire ulteriori rimanipolazioni, non sarebbe ugualmente autentico, in quanto sarebbe già frutto di due rimanipolazioni: l’una quando dal primitivo Vangelo dell’Apostolo Matteo fu fatta la traduzione e rimanipolazione che si chiamò “Vangelo degli Ebrei”, l’altra quando di questo “Vangelo degli Ebrei” venne poi fatta una traduzione e rimanipolazione che è stata chiamata nuovamente “Vangelo di Matteo”. L’Evangelo di Luca è stato scritto da un certo Luca, effettivamente, il quale è autore degli “Atti degli Apostoli”, ed è il più recente. Poi abbiamo l’Evangelo di Marco, il quale fu un discepolo di Pietro, e scrisse questo Evangelo attingendo all’Evangelo di Pietro, il quale è andato perduto.
Ed infine abbiamo l’Evangelo di Giovanni, il quale dovrebbe essere quello che ha subito meno rifacimenti e dovrebbe essere stato scritto da Giovanni l’Apostolo. Però noi abbiamo detto, figli, che nessuno dei quattro Vangeli che voi conoscete è stato scritto da testimoni oculari; infatti tutti hanno subito delle rimanipolazioni per cui di effettivo, di scritto dal vero autore, ben poco è rimasto. Però fra tutti, ripeto, quello che dovrebbe essere venuto più direttamente a voi, dovrebbe essere quello dell’Apostolo Giovanni.
Domanda – Perché “dovrebbe”?
Risposta – Dovrebbe, perché in effetti non è. Dovete cercare di comprendermi. Se ancora riesaminiamo tutto quanto, gli altri Vangeli sono stati scritti su testi già esistenti, vedi ad esempio l’Evangelo di Matteo, è vero figli?
Il Vangelo di Marco è stato scritto da un certo Marco, discepolo di Pietro, ispirandosi al Vangelo di Pietro.
Altrettanto dicasi di Luca, mi spiego?
Il solo che non è stato scritto ispirandosi ad un’altra opera già esistente, è l’Evangelo di
Giovanni e, quindi, in questo senso, dovrebbe essere più autentico degli altri, più consono alla Verità dei fatti. Però anche questo, voi comprendete che nel passare degli anni, nel giro dei secoli, ha subito molte depauperazioni ed aggiunte, per cui anche questo conserva poco. Ad esempio l’inizio di questo Vangelo, veramente bello e profondo: “Nel principio era la parola…” era molto più lungo e molto più significativo di quanto sia oggi. Però se noi vogliamo
avvicinarci a comprendere lo Spirito del grande Maestro Cristo, dobbiamo studiare e meditare sul Vangelo di Giovanni perché in quei pochi passi che possiamo dire autentici rimangono delle Verità profonde. Vedi, ad esempio, l’inizio, le varie parabole, fra le quali quella del cieco nato e la fine stessa dell’Evangelo.

Il cieco nato (la reincarnazione)
Riprendiamo così questa parabola riportata dall’Evangelo di Giovanni, che fu da noi citata per dimostrare in qualche modo che il Cristo aveva parlato ai Discepoli di reincarnazione. Reincarnazione che oggi è, invece, negata dalla Chiesa Cristiana. Non vi è chiara se ho ben capito, o figli, la risposta data da Cristo. I Discepoli domandarono al Maestro se quell’uomo, cieco fin dalla nascita, fosse nato con questa sua infermità in seguito a peccati da lui commessi (evidentemente in un’altra vita, precedente a quella, essendo lui nato cieco) oppure se fosse infermo in seguito a un karma famigliare. E’ necessaria qui una precisazione. Dobbiamo dire che in effetti l’una cosa, generalmente, va di pari passo all’altra. Infatti voi comprendete che, sia che la creatura sia nata cieca per un suo karma, o per un karma
famigliare, in effetti quella creatura nasce cieca sempre per un suo karma, perché non possiamo assolutamente pensare che una creatura innocente sconti la colpa che non ha commesso. Quindi se un individuo nasce cieco, o in qualche modo infermo, è sempre per un suo karma. Non solo, ma se questo individuo è contornato da famigliari e da creature
che a lui vogliono bene, questo karma non è solamente suo, ma anche di queste creature. E quindi vedete che in effetti le cose camminano di pari passo; quindi i discepoli chiedendo, sono stati un po’ superficiali. Ma noi dobbiamo comprenderli perché erano creature molto semplici, e prima di allora non avevano mai udito parlare di quelle Verità le quali, invece, furono loro svelate dal Cristo. Voi vedete, figli, che dopo molti anni che qui venite e ci ascoltate, ancora fate delle domande che dovevano essere fatte in un primo tempo e da questo voi capite che anche i discepoli del Cristo, benché pronti per ricevere quelle Verità, non avevano ancora avuto il tempo – come si usa dire – materiale per assorbirle proprio nel concetto. La risposta del Maestro Cristo è un insegnamento; un insegnamento grande, fatto
proprio per l’uomo e non per il Maestro. Un insegnamento dato conoscendo profondamente la natura umana, infatti il Cristo dice: “Non vi preoccupate dei particolari…” perché se avesse dovuto rispondere con precisione, cioè: “è per un karma suo”, avrebbe dovuto dire quello che io ho detto prima, cioè che sia suo o dei suoi genitori è una identica cosa.
Ma il Cristo taglia corto e dice: “Non preoccupatevi dei particolari. Questa creatura è nata cieca acciocché la Gloria di Dio sia manifesta il Lui”. E non già alludendo al miracolo che avrebbe compiuto immediatamente dopo, perché non è quella la Gloria di Dio, ma alludendo alla liberazione, alla comprensione che quella creatura avrebbe avuto in seguito al
sopportare il karma della cecità. Mi spiego?
Voi direte: “Perché Cristo ha voluto tagliar corto e ha detto “non preoccupatevi dei particolari”?
Per la stessa ragione, o figli, che causa il non ricordare le passate incarnazioni. Cioè: se
l’uomo ricordasse le colpe commesse, non le commetterebbe più solo per il timore di ciò che può accadergli e non per intimo superamento. Ecco perché appunto l’uomo non si ricorda delle passate incarnazioni, e si domanda il perché della sua sofferenza; l’uomo non deve commettere più certe azioni, non già per la paura di ciò che può venire in seguito a
queste azioni, ma perché ha superato la passione che lo spingeva a commetterlo. Per questa ragione il Maestro Cristo non risponde, e non dice “per un suo karma”. Cioè “non preoccupatevi del particolare, non preoccupatevi di sapere che lui è nato cieco in seguito ad una colpa che ha commessa”. In questa rivelazione dal vivo, l’umano sarebbe stato portato
a dire: “Ben ti sta. Non dovevi commettere quella colpa!”
E dove sarebbe andato l’amore al prossimo?
Non solo ma
avrebbero chiesto immediatamente: “E per quali dei suoi peccati quell’individuo ha dovuto nascere cieco?”
Ed allora si
sarebbero subito preoccupati di non commettere quel peccato, per la paura di dover nascere ciechi anche loro.
Ricordatevi che questo episodio del cieco è avvenuto non in privato, fra i discepoli eletti, ma in mezzo anche a tante creature che erano meno preparate degli Apostoli. Ecco perché, quindi, il Cristo taglia corto e dice:
Non preoccupatevi dei particolare, ma sappiate che tutto avviene acciocché Dio si riveli nell’intimo delle creature, acciocché le creature raggiungano l’intima comprensione”.

tratto dall'insegnamento del CF77 ….


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