Rispondi a: Come Satana creò la reincarnazione

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brig.zero
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Cristo: la manifestazione della Scintilla Divina dell’uomo Gesù

Quando noi abbiamo parlato del Cristo fino dai primi incontri, coloro che da tempo ci seguono ne sono consapevoli, dicemmo subito di questa doppia natura e ne fummo portati per spiegare la “nascita virginea”. Quale senso aveva parlare di “nascita virginea”?
Ed allora vi dicemmo che il Cristo non aveva ottenuto la sua evoluzione come la otteniamo tutti noi, vi ricordate, è vero?
Ma era stato emanato direttamente dal seno del Padre. Da qui appunto l’espressione di “nascita virginea” di Cristo, interpretata poi con la verginità di Maria.
Naturalmente questa era una verità punto di passaggio, perché voi sapete che la verità ultimamente detta è andata oltre queste semplici affermazioni.
Vi dicemmo che alla personalità Gesù subentrava la Divinità.
Perché questo?
Perché Gesù era colui che preparò il corpo, i veicoli, per la manifestazione della Divinità Cristo.
E’ vero?
E fin qua tutti ci avete seguito, avete compreso questa affermazione. Infatti se voi pensate alla preparazione del corpo fisico, ad esempio, del corpo astrale, del corpo mentale, era perfettamente inutile e, d’altra parte impossibile che uno Spirito, tanto per chiamarlo così,
massimamente evoluto come il Cristo, preparasse questi veicoli. Ed allora c’era, dicemmo a quell’epoca, una specie di discepolo che preparava i veicoli fino a quando non furono pronti per accogliere il vero Cristo, cioè la Divinità. Questa divinità che non avrebbe ottenuto la evoluzione nel modo che la otteniamo tutti noi, ma che sarebbe stata emanata direttamente dal Padre. Questo discorso di dire che non aveva ottenuto la evoluzione come la ottengono tutti gli individui, ma che era emanata direttamente dal Padre, stava proprio a spiegare il senso della frase “emanato dal Padre”.
Allora non potevamo dirvi che la manifestazione del Cristo altro non era che la manifestazione della Scintilla Divina dell’uomo Gesù, perché avremmo creato molta più confusione di quella che non si è prodotta, lo stesso, dopo.
Quindi per incamminarvi in un certo senso alla spiegazione più avanzata, più aderente alla realtà della manifestazione della Scintilla Divina, dicemmo che era emanata direttamente dal Padre.
Ma se noi andiamo ad osservare bene questa espressione, vediamo che in fondo non è poi tanto lontana dalla Realtà perché la manifestazione della Scintilla Divina dell’uomo Gesù può, in un certo senso, definirsi emanazione diretta dell’Assoluto. Come se ad un certo punto della
vostra esistenza di individui potesse manifestarsi nella sua Divinità, completezza, pienezza di evoluzione, la vostra Scintilla Divina. Voi non potete pensare che la Scintilla Divina, quel frammento di Divinità che ciascun individuo ha dentro di sé, sia un frammento di una Divinità non Divina; che sia una sorta di Divinità che deve perfezionarsi, è vero?
Ciascun individuo ha un frammento di Divinità in sé e questa… Divinità è Assoluto, è Colui che è, non è soggetto a evoluzione. Dunque, se questo frammento di Divinità che è in ciascuno di voi, ad un dato momento riuscisse, per parlare in linguaggio figurato, a perforare tutti gli involucri dai quali è circondato per giungere alla vostra consapevolezza, ecco che sarebbe una diretta emanazione del Padre.
Cioè non sarebbe l’individuo che sale alla Divinità, ma la Divinità che scende all’individuo. Nella figura del Cristo è avvenuto questo.
L’uomo Gesù, ad un certo punto della sua esistenza, in più punti saltuariamente e poi per un periodo più lungo, ha comunicato con la sua Scintilla Divina, con quel frammento di Divinità che era in lui come è in tutti gli uomini. E quindi ha parlato Dio, non era più Gesù, era il Cristo, così si è chiamato. Ma noi vogliamo andare ancora oltre queste semplici affermazioni che non presentano, credo, di fronte alla comprensione, nessuna difficoltà.
Se voi credete che in ciascuno di noi ci sia un frammento di Divinità, che poi è questa una immagine, perché la Divinità è unica e individuale, ma che ciascuno di noi, diciamo più precisamente, faccia capo nell’intimo suo a Dio, non possiamo pensare, se credete
questo, che questo Dio con il quale nel più profondo del nostro essere troviamo testimonianza, sia un Dio diverso dall’Assoluto: è l’Assoluto e se deve e può comunicare, comunica l’Assoluto.

L’Assoluto limitato

Ma, direte voi, come è possibile che l’Assoluto comunichi attraverso a dei corpi, a dei veicoli umani?
Certo che, per quanto noi possiamo pensare ed immaginare vi è indubbiamente una limitazione. Cioè nella figura del Cristo., cioè di Dio Assoluto che parla attraverso ai veicoli preparati dall’uomo Gesù, noi non possiamo che vedere un Assoluto ancora, in qualche modo, limitato. Limitato, non fosse altro, dalla necessità di farsi intendere da degli uomini. Allora, se noi parliamo di Assoluto limitato, voi dovete immediatamente collegare questa cosa alla
progressione del sentire, perché solo l’Assoluto nella sua vera natura non soggiace a illusorio trascorrere. Ma quando noi parliamo di limitazioni, ecco che allora ci distogliamo da questo principio, da questa verità del non tempo, non spazio, non successione, per cui potremmo dire che la manifestazione Divina di Cristo potrebbe avere un suo tempo, ma dove? Nell’Assoluto no, nell’Assoluto non può esistere tempo; ma in una zona del manifestato,
in una zona dell’Essere, di quell’essere del quale conosciamo vari punti: punto che si chiama Gesù, punto che si chiama Cristo, punto che si chiama Dio-Assoluto.
Quando, dunque, se noi andiamo ad osservare la progressione del sentire, è sentito questo Essere nei suoi punti?
Ecco: l’Essere Gesù secondo la progressione del sentire dell’individuo, come il vostro, né più né meno; da un sentire più semplice si passa ad un sentire un poco più complesso e via e via attraverso, prima alla sequenza dei fotogrammi; poi non v’è più bisogno di fotogrammi, ma il sentire fluisce spontaneamente.
E questo è tutto chiaro; il sentire dell’uomo Gesù è analogo al sentire di tutti gli individui. L’altro sentire, quello del Cristo, di che cosa fa parte?
Noi vi abbiamo detto che è sentito sempre, fa parte della individualità di quell’essere che conosciamo come Gesù, come Cristo, come Dio. E come individualità è sentito sempre.
E’ vero?
In un attimo eterno il sentire della individualità di ciascuno di noi percepisce i vari sentire
successivi successivi del singolo individuo. Così il sentire della individualità Cristo, in un solo attimo eterno, percepisce tutti i sentire dell’uomo Gesù, non solo, ma percepisce un sentire singolare che le altre individualità non hanno ed è quel sentire di ritorno fra gli uomini, nel mondo umano, per missione, limitato dalla carne, da tutto quello che volete, per aiutare gli uomini. Dunque vedete questa singolarità di questa individualità che possiamo chiamare
Cristo, che ha un sentire quasi Assoluto, definizione terribile, che fa sì che contenga questa esistenza dei ritorni fra gli uomini.
Perché dico dei ritorni?
Perché questo fatto, episodio che voi conoscete della esistenza di questo essere col nome di Gesù-Cristo, non è né il primo né l’ultimo. Questo essere che alcuni chiamano Signore del
Mondo e con altri nomi, periodicamente ritorna.
Chi ritorna?
Ritorna Scintilla Divina in una forma limitata, non di Assoluto nel suo fulgore, abbiamo visto, vero?
Questo sentire che possiamo dire di individualità, io spero di essermi spiegato sufficientemente, ritorna e ritorna sempre nella stessa forma. Andiamo a vedere, per comprendere meglio, l’episodio precedente al Cristo: quello di Krishna.
Ecco, anche nel Krishna si è avuto lo stesso procedimento. Quell’uomo che poi nella vita successiva si chiamò Gesù aveva un altro nome in precedenza e preparava i veicoli per la manifestazione di questa Scintilla Divina che allora chiamarono Krishna; cioè che allora dette origine ad un essere vivente, ad una personalità, ad un uomo vivente che allora fu chiamato Krishna.
E Krishna stesso lo dice parlando al suo discepolo: “Ogniqualvolta la legge viene meno e la licenza prende il sopravvento, Io ritorno. Ritorno per proteggere i deboli, i derelitti, i perseguitati”.
Ed ogni volta infatti, è questa manifestazione. La manifestazione successiva, ho detto, fu quella di Gesù-Cristo. Quel Gesù era lo stesso individuo che aveva preparato i veicoli al
Krishna e che naturalmente nella vita successiva noi ritroviamo ad un grado di sentire più complesso perché segue
l’evoluzione di tutti, è vero?
Come noi, naturalmente, ad una vita successiva abbiamo un grado di sentire superiore.

Il ritorno del Cristo

Finalmente siamo arrivati al ritorno del Cristo o del Krishna perché sì, siamo prossimi ad una nuova incarnazione del Maestro, da ogni parte questo è annunciato ed è sentito, direi. Ma questa volta il ritorno del Maestro avrà una risonanza diversa perché corrisponderà ad un ritorno dall’intimo di ognuno.
Vedete, si parla di fine del mondo, i profeti di sventura sono moltissimi. Il mondo dovrebbe finire: mille e non più mille. Ma, più che fine del mondo, sitratterà di fine di un mondo.
Perché veramente sarà una trasformazione indescrivibile e il ritorno del Cristo, dall’intimo
di ognuno, farà parte di questo… capovolgimento, di questa meravigliosa distruzione del mondo dell’egoismo, della incomprensione, dell’ingiustizia.
Forse a voi, che in questo momento vivete fra tante belle comodità che vi ha dato il progresso, ed agi, anche delle impressioni di disordine, di crudeltà e via dicendo, di disinteresse, di egoismo, farà piacere sapere che queste situazioni sono situazioni estremamente transitorie; che ciò che rende l’uomo diverso, in un certo senso, da altre forme di vita o, se vogliamo dirlo più chiaramente, più evoluto di altre forme di vita, si farà strada
nell’uomo e sarà questo che salverà il mondo, veramente, dalla fine nel senso catastrofico che i profeti di sventura danno.
Il mondo non finirà in quel senso lì, ma più che in quel senso finirà perché si trasformerà, perché corrisponderà ad un modo di vivere più immediato, più semplice, senza ipocrisie, più pieno di comprensione reciproca.
Ed io vi auguro, a voi che certe volte siete come confusi e smarriti, di poterlo vedere presto, di poter vedere presto i segni di questa trasformazione
.

A presto

:si:


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