Rispondi a: Concilio di Nicea

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#34242
giusparsifal
giusparsifal
Partecipante

Salve, forse sarò lungo nell'esporre quelc he penso, abbiate pazienza per piacere 🙂
Tra l'altro considero questa mia risposta come temporanea, nel senso che come potrò la arricchirò, ma, non abbiate timore, il resto non lo pubblicherò 🙂

Grazie fin d'ora per la pazienza che avrete nel leggere le mie “elucubrazioni”.

Sebbene ci siano state menti ben più preparate della mia per simili discorsi, vorrei provare a dire la mia riguardo la “questione politica” inerente la religione Cristiana.
In generale, mi sono fatto l’idea che il semplice accordo “politico” non possa giustificare la nascita di una religione. Se non esiste un substrato spirituale “solido e reale” diventa davvero difficile ridurre il Cristianesimo al Concilio di Nicea o alla conversione di un uomo potente.
La religione, tutt’al più, può diventare una questione politica, e su questa funzione della Chiesa nei vari secoli non ci sono dubbi, ma il suo Fondamento deve essere essenzialmente spirituale.
Ora, cerchiamo di re-inquadrare il tutto.
Con questo intendo proprio partire dal principio del ragionamento.
Abbiamo bisogno di una premessa: ai più sembrerà superflua eppure conosco tanta, ma tanta gente che addirittura la ignorano; se se ne parla, se ne parla solo da qualche anno a questa parte.
Gesù, i Suoi genitori, i suoi discepoli, per una grande parte della massa delle persone a cui si rivolge, sono Ebrei.
C’è chi afferma che Gesù fosse un Esseno, ma su questo ci sorvoliamo (la cosa diventerebbe anche più complicata).
Gli Ebrei li conosciamo sin dal suo capostipite Abramo (capostipite anche degli Arabi, tra l’altro) e tramite la Torah, o anche nella Sua versione cristiana dell’Antico Testamento, li “conosciamo” anche abbastanza bene.
Sappiamo che sono un popolo dalla “dura cervice”. Agli Ebrei davvero sembra non bastare mai nulla. Hanno assistito a ciò che è avvenuto in Egitto, hanno assistito alla separazione del Mar Rosso, alla comparsa della manna e non soddisfatti anche alla venuta delle quaglie; potremo dilungarci ancora a lungo.
Io credo che, ai giorni nostri, anche uno di questi “Miracoli” farebbero cadere il Mondo intero in ginocchio, anche perché questo popolo aveva il privilegio di poter “parlare” direttamente con D-o (ricordiamo che sono loro ad aver paura ai piedi del monte Oreb che D-o li possa far morire solo con la voce, e delegano Mosè).
Insomma, l’idea che personalmente mi sono fatto degli Ebrei di migliaia di anni fa, è quella di un popolo che oggi chiamerei materialista e assolutamente pragmatico, concezioni che sembrano così lontane dall’essere spirituale. Eppure proprio qui cado nell’inganno. Gli Ebrei sono si materialisti “fino all’osso” eppure posseggono una spiritualità che è unica, almeno nella nostra tradizione occidentale.
Parlando di Gesù, pertanto, non si può tener conto di tutto questo. E non è che fra gli Ebrei erranti del deserto e gli Ebrei stanziali dell’epoca di Gesù le cose siano cambiate, anzi. Anzi, non sono cambiate neanche dopo 2008 anni della sua nascita! (secondo la datazione che ci è comune)
Ora, la Terra Promessa è realtà, qualche suo Re ha combinato “marachelle” (alcune perdonate, altre no) il primo Tempio è già stato distrutto. Ora, gli Ebrei vivono un’altra dominazione, quella dei Romani.
Prima di andare avanti pare corretto ricordare che il concetto di Messia, o più propriamente di “Mashìach” è fondamentalmente Ebreo così come quello del “Cristo” si perde nella notte dei tempi.
Questo perché nella nostra cultura, e più in generale nella cultura occidentale, questi concetti vengono, per i più, considerati come concetti fondamentalmente cristiani. Si tratta di concetti, invece, “mutuati” il che non vuol dire, ad ogni buon conto, che non sia giusto farlo.
Ricapitolando le cose, tenendo conto del “materialismo” ebreo e della dominazione Romana, come tutti sappiamo, gli Ebrei, forti anche delle Profezie, attendono l’arriva del Messia che li libererà dall’oppressore. La Tradizione Ebrea ha molte cose da dirci sul Mashìach, in realtà, ma per quello che mi son prefisso ora possiamo andare oltre.
In questo contesto arriva un uomo conosciuto come Gesù. Trovo, dopo esserci andato dietro per qualche tempo, inutile, davvero inutile, la discussione se sia mai esistito per davvero quest’uomo. Non credo, per la questione spirituale, che questo sia davvero importante (Resurrezione a parte).
Esistito o no, ci vengono dette delle cose di fondamentale importanza.
La questione di quella che io chiamo del “materialismo” Ebreo ci verrà più volte in soccorso. Da un punto di vista pratico, infatti, Gesù non è il Mashìach. Semplice, il Messia sarebbe venuto per liberare definitivamente il Suo popolo e questo non è avvenuto. Non sarà l’unico motivo per cui non ci credono ma questo ci sembra già più che sufficiente.
Ah, questo popolo dalla dura cervice! Cresciuto nella cultura Egizia e pure così ancora saldamento tenuto unito dalle memorie dei suoi Padri Fondatori, Abramo, Isacco e Giacobbe, appunto, Israele.
Cresciuto in una cultura pagana, non sa, forse, darsi pace a non poter sapere il Nome e neanche farsi un’immagine di D-o.
Ed ora, ecco un uomo che parla in Sua vece e che, ancor di più, non da al suo popolo assolutamente nulla di concreto. Vogliamo ricordare, e crediamo ce ne sia davvero bisogno, che uno dei “cavalli di battaglia” dei Cristiani è “Ama il tuo prossimo come te stesso” che rappresenterebbe il cambiamento rispetto all’Antico Testamento. Di questo gli Ebrei non è che non sanno cosa farsene, semplicemente lo conoscono già benissimo (piuttosto chiaramente almeno in Levitico 19:18). Lo stesso per i miracoli, questo popolo ha memoria di altri grandi eventi compiuti da un uomo, Mosé, che però mette subito in chiaro il fatto che a farli sia D-o.
Si scaglierà contro i sacerdoti ed il Sinedrio (come da legislazione Romana) lo consegnerà agli oppressori. Gli ebrei da tempo deviano dalle strade del Signore, non sono gli unici, ma loro non se lo possono permettere. Han già pagato più volte questo e, ahimè, quanto ancora pagheranno. La figura di Gesù è, in questo senso, paragonabile a quella di molti altri profeti del passato che già avevano messo in guarda Israele dai suoi peccati. Gesù rincara la dose.
Quindi quest’uomo che viene a fare? A predicare? Per assurdo, così ci viene propinata l’immagine di quest’uomo, dal forte carattere ma assolutamente inutile alla sua causa. Non solo, ma viene anche a dire “Non crediate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; non sono venuto ad abrogare ma a compiere” (Matteo 5:17).
Giusto per ricordare, la Legge è quella della Torah.
Indubbiamente, tutto quel che avverrà dopo, avverrà per la Resurrezione. Non sono in grado di discutere questo.
So solo che circa 4 secoli dopo, quest’uomo sarà “ufficialmente” riconosciuto come Figlio di D-o, e su di Lui verrà fondata una religione.
Possibile sia una mossa “meramente” politica?
In realtà i Vangeli canonici non ci sono di grandissimo aiuto. Oltre che a raccontarci la storia non ci dicono nient’altro (sembra). Vero che per la maggior parte delle persone anche l’intera Bibbia fa la stessa cosa. Ci racconta una storia, meravigliosa, ma una storia.
La Tradizione ci dice che la Torah ha diversi livelli di significato, e man mano che la si “studia” (come solo chi sa veramente l’ebraico può fare) essa “svela” i suoi segreti.
Non pensiamo necessariamente a qualcosa di “occulto” o di “esoterico”.
Prendete un libro di chimica ed apritelo senza aver fatto una sola lezione. Ora apritelo dopo la terza lezione. Poi dopo la decima. Man mano che studierete le sue formule “confuse” vi verranno “svelate”.
Questo è il Fondamento.
In questo senso il “recente” Vangelo di Giuda ci da ampie spiegazioni.
Gesù chiama “Il Padre Mio” come tutti noi abbiamo almeno chiamato (pregato) “Il Padre Nostro”. Lui non ci dice che è un Figlio esclusivo, è un figlio. E ci dice che lo siamo anche tutti noi.
Non è raro nella Torah trovare, ad esempio, Giacobbe dire ad Isacco suo padre “il tuo D-o”, senza per’altro escludere che sia anche il suo!
Errori di traduzione? In questo caso non credo.
Ciò che voglio dire è che credo nella buona Fede di chi ha voluto tramandare l’essenza del messaggio che un uomo chiamato Gesù ha voluto dare “Tu sei D-o, D-o è in te”.
La Tradizione Ebraica, e senza andare fino in fondo ad essa, ci da ampi riscontri in questo senso.
Perfino Berg ce ne da testimonianza: braccati ormai dagli Egizi, con il Mar Rosso di fronte, gli Ebrei chiamano disperatamente D-o in loro soccorso; la risposta di D-o a Mosè è questa: “Il Signore disse a Mosè: “Perché mi chiami in aiuto? Ordina piuttosto agli Israeliti di riprendere il cammino!””. (Esodo, 14:15)
La prima volta che la lessi rimasi scioccato! Perché D-o rispose in quel modo? Esodo 14:16 continua così: “Prendi in mano il bastone e stendilo sul mare. Così aprirai un passaggio nel mare perché gli Israeliti possano camminarvi all'asciutto.”
Ma la Tradizione ci viene in aiuto: Berg narra che un anziano ebreo entrò, da solo, in acqua e nulla accadde finché l’acqua del mare non tocco il suo naso: a quel punto le acque si divisero!
È questo messaggio che viene preservato, per questo il Vangelo di Giuda ci viene in appoggio, perché la sua analisi rivela questo, come del resto quasi tutti i Vangeli non canonici.
Ma del resto, bisognava convertire un Imperatore romano. Non si poteva dare appoggio ad un popolo di deportati. Gli stessi Vangeli (se si eccettua quello di Marco che secondo gli studiosi è redatto in prossimità, prima o dopo, la deportazione ebrea da parte di Tito nel 70) narrano le vicende molto tempo dopo i fatti. Ci si stava preparando ad un cambiamento? Come portare un messaggio così prezioso in una cultura pagana? Come portare un messaggio di un popolo da sempre malvisto?
Io, insomma, credo nella buona fede, dei Padri Fondatori.
Se qualcosa di politico c’è stato, è avvenuto dopo, cavalcando e tradendo la buona fede di chi ha voluto mantenere il Fondamento.