Rispondi a: I DIECI PUNTI FONDAMENTALI DELLA NUOVA RIVELAZIONE

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windrunner
Partecipante

[quote1222414778=iniziato]
ho letto tutto, penso che metterò in prima pagina il primo post di windrunner.

Dobbiamo comprendere che qui sulla Terra molti uomini di grande cuore hanno compreso delle verità, il problema è scindere tra comprendere una parte di un Grande Discorso e comprendere il discorso tutto.

Questo uomo ha compreso delle cose importanti ma probabilmente non è riuscito a comprendere la totalità degli aspetti fenomenici.

Certo comprenderli tutti equivale ad un raggiungimento di consapevolezza immane, quindi immaginiamo che solo pochissimi nei millenni arrivino ad una comprensione tale.
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Ciao iniziato,
sono assolutamente d'accordo con quanto affermi.
Quest'uomo era riuscito davvero a comprendere molto… ma vi posto parte della Biografia per capire meglio… pare infatti che sentisse dentro di Sè la voce di Dio che “dettava” cosa scrivere… e questa voce la percepiva all'altezza del Cuore… secondo me questa è una grande rivelazione… Forse un precursore dei contattisti? La cosa differente che ho notato è che molti contattisti dicono di sentire la voce nella testa mentre lui affermava di sentirla all'altezza del cuore… questo potrebbe, a mio avviso, fare una grande differenza…………….

JAKOB LORBER
“LO SCRIVANO DI DIO”

Il mistico austriaco Jakob Lorber nacque il 22 luglio del 1800 da una famiglia di antica origine contadina nel piccolo villaggio di Kanischa presso l'odierna Maribor nell'attuale Slovenia. All'epoca la regione faceva parte dell'impero austriaco.
Il padre Michael, che coltivava personalmente il podere di sua proprietà, aveva uno spiccato talento musicale e sapeva suonare diversi strumenti. Fu infatti sotto la sua guida che Jakob, il maggiore dei suoi tre figli, imparò a suonare il violino, il pianoforte e l'organo.
Nel 1829 Jakob Lorber conseguì il diploma di maestro elementare. Non riuscì però a trovare un posto di insegnante e quindi decise di abbandonare l'idea della scuola e di seguire la propria vocazione artistica. Cominciò dunque a dare lezioni di violino – strumento in cui eccelleva – e pianoforte, a comporre lui stesso brani musicali e a tenere concerti. Durante quegli anni, Jakob Lorber manifestò un'inclinazione per l'approfondimento spirituale, e lesse tra l'altro Justinus Kerner, Jung Stilling, Emanuel Swedenborg, Jakob Böhme e Johann Tennhardt. Ma non si separò mai dalla Bibbia, che fu per lui una fonte di ispirazione fino al termine della sua vita.
All'età di quarant'anni gli giunse inaspettatamente da Trieste l'invito ad assumere l'incarico di secondo maestro di cappella: una proposta allettante che gli dava garanzie di sicurezza per il resto della sua vita, che fino ad allora era stata molto precaria. Cominciò dunque a fare i necessari preparativi per questo trasferimento, quando ebbe luogo l'evento inatteso che rivoluzionò la sua esistenza: il 15 marzo 1840, verso le sei del mattino, dopo aver appena detto la sua preghiera mattutina, sentì chiaramente nella regione del cuore una voce che gli ordinava: “Alzati, prendi la tua penna e scrivi!”. Lorber obbedì immediatamente a quel misterioso ordine, si alzò, prese la penna e cominciò a scrivere parola per parola ciò che gli veniva dettato interiormente.

Le prime parole furono: “Così parla il Signore per ognuno, e ciò è vero, fedele e sicuro: chi vuole parlare con Me, venga a Me, ed Io gli metterò la risposta nel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno il suono della Mia Voce. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con quello Io voglio camminare a braccetto. Egli Mi vedrà sempre come un fratello vede l'altro fratello, e come Io lo vedevo fin dall'eternità, prima ancora che egli fosse”.

Dopo aver scritto queste parole, Lorber si rese conto che dal mondo superiore gli veniva assegnato un compito eccezionale. Da quel momento in poi continuò a guadagnarsi modestamente da vivere dando lezioni di pianoforte e violino e trascorse tutto il resto del suo tempo a scrivere; prima di allora Jakob Lorber non aveva mai scritto nulla.
Il suo particolarissimo modo di scrivere viene descritto in una breve biografia dal suo amico Ritter von Leitner, che andava a trovarlo quasi ogni giorno. Ci viene delineato un Lorber intento a scrivere senza mai fare una pausa, completamente concentrato in se stesso, come chi scrive sotto dettatura e a volte aveva anche delle visioni di ciò che la Voce gli dettava.

Lorber stesso ci ha lasciato la sua testimonianza su come avvertiva la Voce Interiore:
[….] posso dire soltanto che sento pronunciare la Parola santissima del Signore sempre nella zona del cuore, come un pensiero chiarissimo, luminoso, splendente. Nessuno, anche se vicinissimo a me, può sentire questa Voce misteriosa, che per me risuona più limpida di qualunque altro suono materiale, per quanto forte esso sia. Questo è tutto ciò che posso dire riguardo alla mia esperienza.

Solo per due brevissimi periodi Lorber interruppe la trascrizione della Parola di Dio: nel 1844 per recarsi in Carinzia a dare una mano ai suoi due fratelli nella loro attività di commercio del legname e nel 1857 per una tournèe musicale di pochi mesi.
La sua vita la trascorse quindi quasi esclusivamente in una sola stanza a Graz, dove solo pochi amici andavano a fargli visita regolarmente e, come Ritter von Leitner, assistevano per ore stupiti all'eccezionale “dettato”. Gli amici gli furono preziosi perché lo sostennero spontaneamente con aiuti di vario genere nei momenti di indigenza, poichè egli impartiva solo qualche lezione privata sentendo che la sua missione era quella di “scrivano di Dio”.
Dopo i sessant'anni la sua salute subì un tracollo, ma continuò a svolgere la sua attività con mente lucidissima e dettando le sue opere agli amici che le trascrivevano per lui.
Una sera, mentre era da amici, dichiarò che sarebbe morto due giorni dopo. Nessuno volle credergli, ma in effetti fu così: la mattina del secondo giorno fu trovato a letto quasi privo di sensi: uno sbocco di sangue rese inutile l'intervento del dottore. Jakob Lorber spirò poco dopo serenamente. Era il 24 agosto 1864. Sulla sua tomba, nel cimitero di S. Leonard in Graz, sta scritta la parola di Paolo: “Possiamo vivere o morire, noi siamo del Signore”.

Ciao 🙂