Rispondi a: Dio e Lucifero – Lucifero e Dio

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giusparsifal
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Partecipante

Non so cosa ne pensa pagal, ma io credo che siamo finiti OT 🙂
Ad ogni buon conto, se proprio devo dire la mia (quanto più libero da vari condizionamenti, cattolici, ebraici ecc.) ed in base alle letture da me fatte, che non sono tantissime ad ogni modo, secondo me vedere la Bibbia come la “Creazione” vera e propria del Mondo e dell'Uomo, non regge.
Secondo me è descritta l'evoluzione dell'Uomo, il suo passaggio da uno stadio all'altro, nelle mie elucubrazioni più assurde potrebbe essere descritto quel processo che nella teoria darwiniana era “l'anello mancante”.
Ribadisco, dal mio punto di vista, che “ragionare” su Adamo ed Eva (nomi di fantasia) Eden e serpente (ancora non ho capito come era prima :)) in virtù della nostra ottica è pura fantasia.
Ancor di più ritengo assurdo, ma è solo mia personalissima opinione, “trattare” questi argomenti dal punto di vista razionale e scientifico, come se la scienza non fosse una nostra “invenzione” ma una Forza primordiale della Natura.
E' nostra natura, in mio parere, porci in questa condizione di superiorità, affibbiare a tutti gli esseri dell'Universo (Divini o meno) nostre caratteristiche.
Giusto per concludere, qui si usano i termini ebraici con una superficialità che va oltre misura. Io cerco di usarli quanto meno possibile, proprio perchè non riesco (ancora) a penetrare l'incredibile complessità di quella lingua, e dell'eziologia di pensiero che è completamente diversa dal nostro. Per questo, credo, gli ebrei son sempre propensi a criticare in malo modo anche eminenti studiosi non ebrei quando questi tentano di spiegare la cultura ebrea.
Voglio far presente che gli antropologi da anni cercano di portare l'attenzione di come le culture presenti sul nostro pianeta AI GIORNI NOSTRI richiedano un'incredibile attenzione, ad esempio, nella traduzione di testi. Sono svariati gli esempi che essi ci fanno su clamorose sviste di interpreti all'ONU proprio perchè se sembra “facile” tradurre ed interpretare delle parole da una lingua all'altra, estremamente più difficile risulta “collocarle” nel giusto ambiente socio culturale. Questo non per far critiche agli interpreti che fanno un lavoro duro e faticoso per davvero, ma proprio per sottolineare quanto sia superficiale dire “questo significa questo” ecc. Non vale per i giorni nostri, immaginatevi a leggere le Scritture così!
Ed infatti questi testi sono scritti da uomini o comunque “per” uomini con una cultura ed un pensiero IMPARAGONABILE con l'uomo attuale.
Su questo, vorrei porre io una domanda: non vi sembra strano che l'uomo, nella sua complessità, non sia sostanzialmente cambiato rispetto all'uomo di 2000 (2.000!) anni fa? E non intendo evoluzione genetica (il lasso di tempo è breve) ma proprio psicologica.
Forse perchè continuiamo ad interpretare le Scritture come faceva quell'Uomo?
Affinche l'uomo faccia davvero il salto non sarebbe decisivo la Loro interpretazione secondo valori differenti?