Rispondi a: Ognuno dovrebbe portare volentieri la propria croce

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Rezlan
Partecipante

Le responsabilità ci sono, vanno vissute e sostenute, poichè le responsabilità sono ciò che ci distingue dalle più basse bestie.
Dare una mano alla propria famiglia è una responsabilità, gli uomini la affrontano e ne vanno fieri, le bestie la refuggono appena possono (e anche molti uomini che poca differenza hanno dalle bestie).

Le “croci”, le uniche vere croci spirituali sono i malanni, le “sfighe” per usare un termine giovanile, che la vita ci butta contro.

L'avere un caro amico/parente ammalato di cancro è una croce, che va portata ed affrontata a testa alta e senza riserve.

L'avere un tumore è una croce che va affrontata, non dipende da te, non presenta scelte, non presenta niente, è una sfortuna che va vissuta sinchè possibile e portata a termine.

Tutto qui.
Spesso la vita ti prende a randellate, per i credenti è dio che ti punisce poichè EVA ha mangiato una mela.
Per gli atei è il lotto della vita, se sei fortunato sei figlio di bill gates, se sei sfigato nasci nel quartiere sanità a Napolim o meglio ancora vieni costretto a tagliare teste in un villaggio in Africa, e in tutto questo nessun Dio, nessun Angelo, nessuno spirito mette mano, sono tutti impegnati a far piangere le madonnine evidentemente.