Rispondi a: La Bibbia e i codici della Torah

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#35867
elerko
elerko
Partecipante

ooook Pas :ok!: come al solito sbaglio le misure :kkk:

Tornando in tema:
Ne parla anche Braden nel suo ultimo libro (di qualità decisamente inferiore ad altre sue opere), ma anche a me non convince molto.
Ecco il passo in questione: 😉

TRATTO DA:

Il Codice del Tempo

UNA MAPPA DEL TEMPO VECCHIA TREMILA ANNI
A novembre del 1995 Yitzah Rabin, primo ministro di Israele, fu assassinato a Tel Aviv. Sebbene l'evento in sè avesse scioccato il mondo, ci fu un aspetto dell'omicidio di Rabin che scatenò una sorta di terremoto all'interno della comunità scientifica, con scosse di assestamento che continuano ancora oggi. Prima del giorno della sua morte, Rabin era stato preavvisato di una minaccia di assassinio che pesava su di lui. Ciò che rese l'avvenimento così inconsueto, però, è che non arrivava da un informatore segreto ne dal lavoro di un detective – almeno, non di uno che lavorasse nel campo dell'ordine pubblico. Al contrario, l'informazione relativa alla morte di rabin si basava su un codice profetico scoperto in un documento creato più di tremila anni fa: LA BIBBIA.

In particolare, i ricercatori che avevano messo in guardia Rabin avevano scoperto i dettagli della sua morte in una particolare sezione della Bibbia. I primi cinque libri del Vecchio Testamento cristiano sono gli stessi misteriosi cinque libri che costituiscono la Torah ebraica, uno dei documenti più stabili della storia umana. Paragonando la Torah di oggi alle versioni più antiche conosciute, si rileva che non ha subito tagli e le revisioni di altre parti della Bibbia. Infatti, solo circa ventitrè delle sue lettere sono cambiate nell'arco di mille anni.

Quindi, quando si studia la Torah, si può essere certi di stare leggendo il testo originale, proprio come lo si intendeva più di trenta secoli fa. E' proprio per questo che Rabin seguì il suo programma nel giorno del suo assassinio. Era un uomo profondamente spirituale e credeva nella Torah a tal punto da sentire che, se il suo ultimo giorno sulla Terra era realmente codificato in un testo sacro, allora gli eventi di quel giorno erano destinati ad accadere. Il 4 novembre si realizzarono.

E' all'interno della Torah, e solo di essa, che il matematico israeliano Eliyahu Rips, Ph.D., scoprì il “Codice della Bibbia”, che era stato controllato e convalidato dagli scienziati delle principali università di tutto il Mondo e da agenzie di consulenza tecnica specializzate nella decodifica dei codici cifrati, quali il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America. Rips e Michael Drosnin, il giornalista che scrisse il primo libro che descriveva il codice , scoprirono alcuni dettagli e li comunicarono a Rabin. Il codice della Bibbia descriveva i particolari dell'evento, e lo faceva con una tale accuratezza da non lasciare alcun dubbio su cosa stesse rivelando.

Il cognome del primo ministro, Rabin, era scritto a chiare lettere, insieme alla data dell'assassinio, al nome della città in cui sarebbe avvenuto e perfino al nome dell'assassino: Amir. In qualche modo antico e misterioso i particolari dell'evento che cambiò il corso della storia di Israele erano stati codificati nella tessitura del libro più amato al mondo, un testo comparso sulla Terra più di mille anni prima dell'epoca di Gesù.

IL CODICE NEL CODICE

Per più di due secoli gli studiosi hanno sospettato che la Torah contenesse ben più delle parole da leggersi dall'alto in basso e da sinistra a destra di ciascuna sua pagina. uno studioso del XVIII secolo che va sotto il nome di Genio di Vilna un tempo affermò:

“La regola dice che tutto ciò che è stato, è, e sarà fino alla fine dei tempi, è incluso nella Torah, dalla prima all'ultima parola. E non solo in senso generico, ma in termini di particolari riferiti a […] tutto ciò che gli è successo dal giorno della sua nascita fino alla sua fine”

I matematici studiano i messaggi criptati della Torah riferiti al tempo, passato e futuro, creando una matrice a partire dalle lettere contenute nei cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Cominciando dalla prima lettera e dalla prima parola, vengono tolti tutti gli spazi e i segni di punteggiatura, fino a che non si raggiunge l'ultima lettera dell'ultima parola, producendo una singola frase lunga migliaia di caratteri. Servendosi di sofisticati programmi di analisi, questa matrice fatta di lettere viene esaminata alla ricerca di schemi e intersezioni di parole. Per esempio, nel libro della Genesi la parola Torah è scritta a intervalli di formati da molteplici serie di cinquanta caratteri ebraici, inserite tra ciascuna delle lettere che compongono quella parola. Questa stessa sequenza è presente nei libri di Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio. Solo i Levitico il codice è assente, per motivi misteriosi che potrebbero rivelare un segreto ancora più grande contenuto al suo interno. il ritrovamento di queste sequenze, fin dagli anni quaranta , si deve al Rabbino H.M.D. Weissmandel, e la parola Torah ha fornito la chiave per svelare il codice nel codice, contenuto nel testo.

Con lo sviluppo dei computer superveloci, l'estensione del Codice della Bibbia è stata finalmente rivelata. I nuovi computer hanno sostituito la noiosa decodifica manuale che avava fatto impazzire gli studiosi della Bibbia per secoli. paragonata ad altri testi di controllo, come “Guerra e pace”, “Moby Dick” e perfino le “Pagine Gialle” del telefono, soltanto la Bibbia ha rilevato la presenza di queste cifrature. Secondo Harnold Gans, un ex decifratore della U.S.National Security Agency (NSA), esiste circa una possibilità su duecentomila che le informazioni rivelate dal Codice della Bibbia rappresentino una coincidenza. Verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente, i nomi di paesi, eventi, date, ore e persone si intersecano fra loro in modo tale da rendere la Bibbia un testo diverso da qualunque altro, offendoci una fotografia degli eventi del nostro passato e una finestra su quelli del futuro.

Sebbene il motivo per cui un antico strumento profetico come questo riesca a sondare così a fondo un lasso di tempo di tremila anni rimanga un mistero, la grossa domanda che sorge è questa: che rapporto ha col nostro futuro?
In base all'accuratezza che dimostra rispetto a eventi quali la Seconda Guerra Mondiale, l'Impatto con Giove della cometa Shoemaker-Levy, i missili Scud scoperti durante la Prima Guerra del Golfo in Iraq e l'assassinio di Kennedy, quanto può essere affidabile questa antica matrice quando scruta negli anni a venire?

Per rispondere a questa domanda, il dottor Rips indica che la stesura dell'intero Codice della Bibbia ha dovuto avvenire simultaneamente, in quanto atto singolo, anzichè svilupparsi nel tempo. L'implicazione contenuta in una simile affermazione è sconcertante. Significa che quando la Torah èstata trascritta, tutte le possibilità e tutti i futuri possibili esistevano già e si trovavano già al loro posto. “lo sperimentiamo come se fosse un ologramma”, afferma Rips. “Sembra diverso quando lo osserviamo da un'angolatura diversa – ma l'immagine, naturalmente, è preregistrata”. La chiave di applicazione di questo antico Codice Temporale agli eventi futuri potrebbe consistere nel concepirlo attraverso la visione di ciò che sappiamo oggi riguardo ai cicli temporali.