Rispondi a: La Bibbia e i codici della Torah

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farfalla5
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[quote1274339616=Richard]
ma sai Farfalla i millenni passano e le informazioni tramandate comunque è difficile che si conservino perfettamente e che vengano diffuse correttamente da chi dovrebbe studiarle e insegnarne il contenuto..l'uomo è sempre uomo in tutto il pianeta, tutti i popoli fanno e hanno fatto degli errori
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per ora ho trovato questo, ma il lavoro che ho letto tempo fa di Prof. G. Venkataraman era molto accurato e semplificato per noi occidentali, se ti interessa te lo trovo ma con calma.
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ORIGINE DEI MANTRA

Veda – sruthi – samhita

I Veda, la cui radice deriva da “Vid”, che significa “conoscere”, sono il complesso delle rivelazioni di origine divina a cui i Rishi, gli antichi veggenti, ebbero ispirato ed interiore accesso.
Il significato dei Veda venne tramandato oralmente, con delle formule vocali chiamate mantra, dai rishi ai propri discepoli nell’ambito delle scuole filosofiche e religiose che si raccolsero intorno ai loro romitaggi.
Originariamente i Rishi sono sette (Angiras, Bhrigu, Daksha, Kashyapa, Narada, Vasishtha e Visvamitra) ma in seguito ne vennero considerati dieci o ventuno, come riportato nel Mahabharata, assimilati a Prajapati, il creatore.

I rishi strutturarono il loro insegnamento in inni per renderli più facilmente memorizzabili e, unitamente all’essere state delle conoscenze non intellettuali, ma udite su ispirazione del Divino, questo spiega perché i Veda vengano chiamati sruthi in virtù del fatto che originariamente esistevano solo in forma sonora. Sruthi, difatti, significa 'ciò che viene udito'.

“La vera ragione per cui ai Veda venne dato il nome Sruthi è che le Vibrazioni Cosmiche (che non possono essere sentite con le orecchie né viste con gli occhi) venivano però udite in meditazione dai saggi sotto forma di suoni.
Questo è uno dei motivi per cui all'aspetto del suono viene conferita così tanta importanza e perché gli insegnanti dei Veda pongono tanta attenzione alla corretta pronuncia delle parole ed alla intonazione durante il canto.” (Prof. G. Venkataraman, Evoluzione e significato dei Veda, 1 dicembre 2006)

Sruthi si riferisce al processo di apprendimento dei Veda da parte del discepolo che presta la massima attenzione e cura nell'ascolto di ciò che il maestro gli insegna, memorizzando tutto e mettendo in pratica quanto ha appreso.
Riguarda l'esatta maniera di cantare i mantra e, quindi, il modo di trarre il massimo profitto dalla recita dei Veda.
Il suono dei mantra deve essere eseguito nello stesso modo in cui viene insegnato dagli istruttori, che vanno seguiti con estrema serietà. Perciò, l'apprendimento dei mantra vedici è tramandato solo oralmente”
. (Satya Sai Baba, Discorso 3 Ottobre 1989)

Sruthi ha anche un significato più ampio rappresentando il sanathana dharma o “legge eterna”, cioè quella conoscenza tradizionale, unica, universale, metafisica, presente nello spazio e nel tempo, a disposizione di tutti.
Accanto alla sruthi, che comprendo i quattro veda e le upanishad, ed ha, pertanto, il valore di Principio eterno e indifferenziato, nel tempo si formò, adattandosi ai tempi e ai luoghi, la smriti che comprende l'ampio corpo dei commentari e delle chiose sulla sruthi.

“I Veda sono l’incarnazione di ogni saggezza ed insegnano il modo di ottenere la purezza del cuore e di abbandonare le impurità. Lo studio e la padronanza dei Veda sono piuttosto difficili perché la loro rivelazione è ininterrotta ed infinita. Studiare i Veda ha sempre richiesto un'infinità di tempo e, se è già difficile studiarli, figuratevi metterli in pratica e trarne beneficio.
All'inizio esisteva un solo blocco di Veda che li comprendeva tutti; poi Vyasa, costatando le difficoltà che abbiamo considerato, ne fece quattro sezioni: Rigveda, Yajurveda, Samaveda e Atharvaveda.
Altro nome per definire i Mantra è “Samhita”, sicché abbiamo il Rigveda Samhita, lo Yajurveda Samhita ed il Samaveda Samhita. Il Rig veda è sostanzialmente composto di inni di lode dedicati alle varie deità. Gli antichi se ne servivano per pregare Dio e per propiziarlo in molti modi. Lo Yajurveda si compone di mantra per l'adorazione dei diversi aspetti del divino ed era utilizzato nelle celebrazioni di sacrifici e per il compimento delle opere di carità”. (Satya Sai Baba, Ibidem)

Ciascun veda viene così diviso in tre parti conosciute rispettivamente come: Samhita, Brahmana e Aranyaka, quindi ognuno dei quattro veda ha il suo Samhita, il suo Brahmana ed il suo Aranyaka.
La parola samhita significa 'ciò che è stato raccolto ed organizzato'.
Il Samhita di un particolare veda contiene perciò i mantra che appartengono a quel particolare “ruscello”, organizzati in modo sistematico e che, nel loro insieme, esprimeranno l'obiettivo principale di quel particolare Veda.

“I Veda consistono di inni, migliaia di migliaia di inni. Essi sono un oceano alla cui formazione hanno contribuito innumerevoli Saggi, fin dai tempi in cui esisteva solo la lingua parlata e niente poteva essere registrato tramite la scrittura. Gli inni dei Veda rappresentano pensieri e rivelazioni che arrivavano ai saggi dell'antichità durante le loro meditazioni sotto forma di inni che essi trasmettevano ai loro discepoli.
Fu così che i Veda vennero tramandati per secoli, di generazione in generazione: per via orale. La versione scritta apparve molto più tardi. Perciò la crescita dei Veda è come una serie di piccoli rigagnoli che confluiscono a formare ruscelli che a loro volta alimentano la crescita di grandi fiumi, i quali infine si gettano nell' oceano. Questa analogia è molto appropriata, perché l'acqua dei rigagnoli è proprio quella della pioggia, che a sua volta ha come fonte l' oceano. Allo stesso modo i saggi ricevevano le loro rivelazioni dal Divino. Anche l'oceano costituito dall'insieme delle rivelazioni che costituiscono i Veda è il Divino (…). Gli inni vedici devono essere cantati appropriatamente ed il canto ha un significato spirituale, che il Paramacharya di Kanchi spiegò come segue:

'I Veda devono essere cantati ad un certo volume affinché il suono possa essere udito senza difficoltà.
I mantra vedici non solo producono vibrazioni benefiche in chi li canta in modo appropriato, ma anche vibrazioni simili in coloro che li ascoltano.
Dato che la vibrazione viene diffusa nell'atmosfera, [dove rimane], assicura benessere sia al momento in cui viene emessa che in futuro.
La caratteristica più evidente dei Veda risiede nel fatto che il suono stesso dei mantra che vengono cantati possiede un significato, a prescindere dalle parole, che pure sono pregne di significato?”.
(Prof. G. Venkataraman, Ibidem)


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.