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[size=16]Anno 1827: l’abate eretico e il disco volante del profeta Zaccaria

Articolo scritto da Antonio De Comite (Direttore Generale Centro Ufologico Taranto)

Quella che vi proporrò di seguito è una scoperta effettuata mentre visualizzavo un libro, grazie al circuito online di “Google Book”. Il libro in questione si chiama “La Sacra Scrittura illustrata con monumenti fenico-assirj ed egiziani” e fu scritto da Michelangelo Lanci. Di questo personaggio si sa poco o nulla. Facendo comunque una breve ricerca in internet, sono riuscito a trovare qualcosa di questo particolare personaggio. Innanzitutto nacque a Fano, da nobile famiglia, nell’anno 1779. Entrò poi all’età di dodici anni in seminario e, nell’anno 1803, divenne sacerdote. Una volta entrato nel circuito ecclesiastico, si distinse particolarmente per il talento nell’approfondimento e la traduzione di varie lingue, tra cui il greco, l’arabo, il siro-caldaico e l’ebraico. Questo talento precoce che ebbe in sè lo portò, a soli ventotto anni d’età, ad insegnare l’arabo presso l’Università Romana (oggi nominata Sapienza). Ma il suo etichettamento nobiliare lo portò, grazie al cavaliere Italinski (allora ambasciatore di Russia presso la Corte Romana) e al Duca di Blacas d’Aulps, ad ottenere l’incarico di interprete primario di lingue orientali presso la Biblioteca Vaticana e, nel 1821, intraprende un lungo viaggio, che durerà tre anni, che lo porterà in Germania, Polonia e Russia per poi trattenersi, per circa un anno, a Parigi. L’audacia e le teorie eretiche proposte, soprattutto in tema di Sacre Scritture, non furono viste di buon occhio dal Santo Uffizio. Fu così che l’Ente vaticanista lo defenestrò, togliendoli anche i più semplici mezzi di sussistenza. Ma ciò non fù un problema per l’abate Michelangelo Lanci, visto i numerosi estimatori che aveva, soprattutto in campo nobiliare. Rientrò comunque a Roma grazie all’avvento al papato di Pio IX. Morì a Palestrina, nell’anno 1867, all’età di circa 88 anni. Ma cosa non fù digerito dal Santo Uffizio? Le idee eretiche che andavano dal discorso degli Eloim all’inizio della Genesi, il discorso dei Giganti, ma anche le interpretazioni che diede sul misterioso ed enigmatico vocabolo di Azazele, secondo il Lanci sinonimo di nome divino. Ma scorrendo il libro, trovo una parte della visione di Zaccaria (Antico Testamento). Una parte che mi fa sobbalzare dalla sedia. Ma andiamo con ordine. Cosa dice, tra l’altro, questa visione? Andando a fare una ricerca sul sito del Vaticano, trovo la trattazione che interessa. Ed eccola di seguito proposta:

Poi alzai gli occhi e vidi un rotolo che volava. L’angelo mi domandò: “Che cosa vedi?”. E io: “Vedo un rotolo che vola: è lungo venti cubiti e largo dieci”. Egli soggiunse: “Questa è la maledizione che si diffonde su tutta la terra: ogni ladro sarà scacciato via di qui come quel rotolo; ogni spergiuro sarà scacciato via di qui come quel rotolo. Io scatenerò la maledizione, dice il Signore degli eserciti, in modo che essa penetri nella casa del ladro e nella casa dello spergiuro riguardo al mio nome; rimarrà in quella casa e la consumerà insieme con le sue travi e le sue pietre”.

Fin qui la parte interessata al discorso. Se analizziamo questa parte di visione, si evince un elemento assurdo ossia un “rotolo” che vola. Elemento simbolico o qualcos’altro? E soprattutto la traduzione dall’originale corrisponde alla verità? Michelangelo Lanci che, come abbiamo visto sopra, era un esperto linguista, metteva in dubbio ciò. E ciò è presto detto. Analizzando l’ebraico antico, l’abate si è soffermato su due frasi, ossia Meghillà e Guillà. E qui le sorprese, Meghillà translato sta a significare volume, quindi un qualcosa di suppostamente solido, mentre Guillà sta a significare disco ruotato. Adattando ciò alla visione di Zaccaria ecco cosa dice il Lanci:

http://centroufologicotaranto.files.wordpress.com/2010/05/michelangelo-lanci-2-0011.jpg?w=600&h=265
http://centroufologicotaranto.files.wordpress.com/2010/05/michelangelo-lanci-3-001.jpg?w=600&h=66

Ebbene si, avete letto bene, Zaccaria avrebbe visto un disco volante. Stiamo parlando di un opera scritta nell’anno 1827, dove di UFO non si parlava affatto, ma è la più antica opera letteraria in cui si utilizza questo termine. Ma apre un discorso più ampio, perchè nella Bibbia attuale CEI (Comunità Episcopale Italiana) il “disco volante” è stato sostituito con “rotolo”? Un oggetto volante con delle misure interessanti. Secondo la descrizioni del dotto abate Lanci e della Bibbia contemporanea, l’elemento in cielo era di “venti cubiti in lunghezza e dieci in altezza” (per questo ultimo elemento per la Bibbia CEI è dieci di larghezza). Il cubito era l’unità di misura che si utilizzava nell’antichità ed equivale a circa mezzo metro. Ebbene, questo oggetto volante, “disco volante” per Michelangelo Lanci, era lungo circa dieci metri e alto circa cinque. Ma le “stranezze” non finiscono qui. Tornando ad analizzare la Bibbia CEI ufficiale e la parte che ci interessa, Zaccaria vide nel cielo un altro elemento strano. Ecco cosa dice:

Poi l’angelo che parlava con me si avvicinò e mi disse: “Alza gli occhi e osserva ciò che appare”. E io: “Che cosa è quella?”. Mi rispose: “È un’efa che avanza”. Poi soggiunse: “Questa è la loro corruzione in tutta la terra”. Fu quindi alzato un coperchio di piombo; ecco dentro all’efa vi era una donna. Disse: “Questa è l’empietà!”. Poi la ricacciò dentro l’efa e ricoprì l’apertura con il coperchio di piombo.

Analizziamo ora questa parte. L’elemento strano è la cosiddetta “efa”. Facendo una ricerca in internet, trovo che l’efa in antichità era considerata unità di misura di capacità, era identificata come una sorta di recipiente (di circa 35 litri) che poteva contenere senza fatica un uomo all’interno. Come? Zaccaria vide una sorte di recipiente in volo? E se, invece di un qualcosa di simbolico, il profeta vide una sorta di oggetto a forma sferica, con cupola? E dalla cui cupola, una volta aperta, uscì questo essere femminile? Davverò molto strano ques’altro elemento di cui abbiamo trattato sopra. Ma le possibili anomalie non terminano qui. Analizzando ancora questa parte di visione, leggiamo di un altro elemento che sembra per davvero strano:

Alzai di nuovo gli occhi per osservare e vidi venire due donne: il vento agitava le loro ali, poiché avevano ali come quelle delle cicogne, e sollevarono l’efa fra la terra e il cielo. Domandai all’angelo che parlava con me: “Dove portano l’efa costoro?”. Mi rispose: “Vanno nella terra di Sènnaar per costruirle un tempio. Appena costruito, l’efa sarà posta sopra il suo piedistallo”.

Oltre al fatto che Zaccaria vide altre due donne volanti, che presero l’efa e la portarono verso il cielo, notiamo che spicca il termine Sènnaar. In antichità Sènnaar era la contrada dell’antica Babilonia (fra il Tigri e l’Eufrate), dove con mattoni e bitume fu fabbricata la città, al cui centro doveva sorgere la mitica torre di Babele. Secondo la mitologia, la torre di Babele stava a significare l’unione tra l’umanità terrestre e Dio, il collegamento tra la Terra e il Cielo. E se, naturalmente in questo caso fantastico un pochino, fosse stata una rampa di lancio “antelitteram”, utile agli “efa” di salire dalla Terra al Cielo, partendo dal “piedistallo” costruito dagli uomini? Ma è solo una fantastica ipotesi. Cosa ci nasconde ancora il passato, raccontato nelle Sacre Scritture? Sicuramente molto e il “disco volante” di Michelangelo Lanci è solo uno sconvolgente e inquietante esempio.

Fonti bibliografiche

La Sacra Scrittura illustrata con monumenti fenico-assirj ed egiziani, di Michelangelo Lanci anno 1827

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PTC.HTM

http://www.laparola.net/nomi/nomi.php?nome=Efa

http://www.donboscosanto.eu/concordanze/S/004/Sennaar.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Babele

Fonte:
http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2010/05/31/anno-1827-labate-eretico-e-il-disco-volante-del-profeta-zaccaria/