Rispondi a: Cerchio Ifior

Home Forum TEOLOGIA Cerchio Ifior Rispondi a: Cerchio Ifior

#36473
brig.zero
brig.zero
Partecipante

… [color=#0033ff]interessante[/color] … :yesss:

Creature serenità a voi,
allora, confusi ma contenti… aspettate di aver parlato con me!
Mi sembra che l'andamento dell'incontro sia quello giusto: è inutile stare a parlare per delle ore finendo con il confondervi ancora di più le idee e con il cervello stanco da non recepire quello che viene detto in seguito. Quindi, la discussione anche soltanto di un'oretta può bastare, se proficua e intensa come è stata questa oretta: tutti avete parlato, tutti avete partecipato e di questo, per una volta, siamo veramente contenti.
Certamente non avete compreso tutto, ma non potevamo aspettarci che questo accadesse e, d'altra parte, se così fosse, noi cosa ci staremmo a fare?
Vediamo intanto di incominciare a chiarire qualche elemento, se ci riusciamo.
Forse è il caso di riprendere per un attimo il discorso del DNA, riprendendo cose che avevamo già detto in passato, ma che possono essere importanti per i discorsi che stiamo facendo ultimamente.
Voi siete abituati, secondo la vostra scienza ufficiale, a considerare il DNA come una struttura prettamente fisica, fatta di sostanze chimiche, di molecole, di atomi che scambiano informazioni tra di loro, facendo sì che all'interno del corpo si applichino delle ripetitività di meccaniche che portano alla costituzione del vostro corpo fisico.
In passato avevamo detto che – come è logico e come accade in tutto il Cosmo, d'altra parte – qualsiasi materia fisica non è mai scollegata dalle altre materie,ma, per esistere, è necessario che sia collegata a materia astrale, a materia mentale, e anche a materia akasica; magari si tratta di materie che non sono ancora totalmente formate, magari – come il cristallo – si tratta di materie che sono praticamente indifferenziate, ad esempio. Tuttavia ,affinché vi sia la manifestazione sul piano fisico di un corpo fisico, qualunque esso sia, è necessario che vi sia un aggancio con tutte le materie che compongono il tessuto della realtà, altrimenti la realtà si disgregherebbe. E questo mi sembra ovvio…
Questo significa, d’altra parte, che anche quello che voi siete abituati a concepire come parte strettamente fisica, materiale, fisiologica e via e via e via, debba avere una componente astrale e una componente mentale e che, essendo il corpo dell'uomo grandemente strutturato e possedendo un corpo akasico di una certa complessità, non farà più capo a materia indifferenziata, a materia poco strutturata, ma a sua volta avrà una struttura che si replica sui vari piani di esistenza di materia appartenente ai corpi che possiede l'individuo quando si incarna. Da qui proviene la nostra osservazione che la costruzione del corpo fisico è governata dalla porzione di DNA fisico, la costruzione del corpo astrale è governata nelle sue leggi nei suoi movimenti dal DNA astrale e lo stesso avviene anche per il corpo mentale e, ovviamente, anche per quello akasico.
Ora, qual era il punto della questione che avete sollevato, che cos'era che non vi convinceva?

D – Il nostro dubbio era il collegamento del DNA con la cristallizzazione… come fa a regolare l'equilibrio dei vari corpi…
D- Il dubbio era come i tre DNA si relazionano, come interagiscono per regolare l'equilibrio dei tre corpi.

Forse avete un po’ la tendenza a personalizzare i concetti e a finire col considerare i concetti (ad esempio quello del DNA) come un qualcosa che ha una sua autonomia, una sua vita… ma in realtà non è così. Il DNA è a sua volta indirizzato nella sua costituzione… da che cosa? Dai bisogni di evoluzione dell'individuo. E’, quindi, indirizzato direttamente dai bisogni di comprensione del corpo akasico; questo significa che nel momento in cui il DNA si costituisce, si costituisce in una determinata maniera, con una certa base che fornisce il carattere che poi sfocerà in personalità e nel tipo di reazioni che poi l'individuo avrà sul piano fisico, a seconda delle direttive provenienti dal corpo akasico, il corpo della coscienza, il quale, naturalmente, essendo inserito in un ambiente molto più vasto, a sua volta riceve le sue direttive dalle sfere più alte… ma lasciamo da parte questo aspetto, se no ci complichiamo troppo la vita.
Ordunque, il DNA non è che ha sua autonomia, ma è governato nelle sue reazioni, nei suoi meccanismi da quelle che sono le richieste di comprensione.
Questo cosa significa?
Significa che dovete considerare il DNA una specie di relais, ovvero un meccanismo che viene messo in funzione a seconda di certi parametri esterni che attivano o disattivano determinate situazioni interne, e questo dà vita a un circolo di energie. Questo è vero per la corrente elettrica, per esempio, ma è assimilabile anche a quello che succede nel DNA. Il DNA viene attivato e riceve l'ordine di attivare, a sua volta, determinati suoi elementi interni, in accordo con le richieste dell'akasico; quindi non vi è nessuna decisionalità, discrezionalità da parte sua, non è il DNA che gestisce l'equilibrio delle energie ma è il corpo akasico che contribuisce a questa gestione delle energie attraverso i comandi e le vibrazioni che arrivano all'interno dei corpi inferiori dell'individuo attraverso il DNA.

D – Quindi la strutturazione del DNA muta in funzione della strutturazione del corpo akasico?

Certamente, questo era già insito in quanto avevamo detto prima, allorché avevamo detto che le varie peculiarità che formano il carattere di una persona sono caratteristiche che provengono dalle sue incomprensioni e quindi provengono direttamente dal corpo akasico; e il corpo akasico è quello che dà questi elementi di base dell'individuo affinché possa, con gli strumenti che gli sono stati donati quando si incarna, fare esperienza e aggiungere nuovi elementi o sfumature di comprensione. Mi sembra che risulti chiaro che tutto, comunque sia, alla fin fine, fa capo a quelle che sono le vibrazioni, i dettami che provengono dai bisogni dell'akasico: restiamo in questo piccolo microcosmo, senza allargarci troppo, perché se no la situazione diventa veramente complicata.
Quindi, ripeto, cerchiamo di non immaginare il DNA come qualcosa che fa o decide: il DNA è uno strumento, così come sono uno strumento il vostro corpo fisico, il vostro corpo astrale, il vostro corpo mentale e anche, a ben vedere, anche il vostro corpo akasico.

D – Quello che hai detto non spiega, però, una cosa: in che modo il DNA riequilibra i corpi, anche se non lo fa di sua spontanea volontà? … forse me lo sono perso…

Riprendiamo il discorso… mi sembrava ovvio ma evidentemente no.
Il corpo akasico invia le richieste di esperienza che devono coinvolgere tutto l'individuo e farlo reagire sul piano fisico, e per governare l'insieme dei suoi corpi inferiori passa attraverso il loro DNA, d’accordo?
L'azione che viene messa in moto all'interno dei tre corpi provoca uno spostamento dell'energia affinché le situazioni si evolvano, accadano, succedano e ci sia la possibilità di fare esperienza.
Ora, voi dite: “ma come, voi avete sempre detto che all'interno del sistema corpi inferiori la somme delle energie resta sempre costante! Ma com'è che resta costante? Cos'è che la fa restare costante?” La fa restare costante la consapevolezza del corpo akasico che l'energia che ha a disposizione è quella e non può essere diversa, cosicché sarà lo stesso corpo akasico che, attraverso l'attivazione o la disattivazione (diciamo dei geni per semplificare le cose) all'interno delle varie porzioni di DNA, provocherà un aumento o una diminuzione delle varie energie in modo da mantenere l'equilibrio energetico costante.

D – Comunque la regolazione avviene sempre tramite l'attivazione disattivazione di componenti che sono già nel DNA, non avviene una vera e propria modifica del DNA nell'ambito di una incarnazione.

Le modifiche ci possono essere certamente.

D – Proprio modifiche?

Proprio modifiche.

D – Ma di entità limitata o possono essere anche pesanti?

Generalmente di entità limitata; poi ci sono, come in tutte le cose, dei casi eccezionali in cui avvengono particolari reazioni, ad esempio, che so: la crescita di una nuova dentatura; questo è contro i dettami della fisiologia normale eppure avviene perché, evidentemente, c'era bisogno di fare quel tipo di esperienza, e allora deve attuarsi qualcosa di completamente lontano dalla norma. Com'è possibile – visto che il genoma dell'essere umano contiene l'ordine genetico che vi debba essere una nascita dei denti, una caduta dei denti da latte e una crescita della dentatura definitiva e basta – che possa avvenire un’ulteriore dentizione? Questa seconda dentatura va contro ovviamente quella che è la struttura genetica normale dell'individuo, e questo significa che, ad un certo punto, la struttura genetica dell’individuo è cambiata, significa, cioè, che quei geni che hanno provocato la prima dentatura si sono riattivati provocandone una seconda.
E questo come può accadere? Può accadere soltanto per un intervento esterno che fa ripetere la stessa attivazione.

D – Questo riguarda l'attivazione del gene, ma la catena genetica, quella fisica… È stata modificata proprio a livello chimico biochimico…

Diciamo che… come posso dire, non vorrei che il discorso diventasse troppo specializzato, si dovesse arrivare a parlare di adenina, timina e via dicendo cosicché il mi parlare diventerebbe una cosa troppo complicata e noiosa: quello che ci interessa farvi capire è, invece, a livello generale. Diciamo, dunque, ci sono diversi modi per interagire tramite il DNA: uno stesso risultato può essere ottenuto attivando geni diversi, ad esempio, allora possono essere attivati dei geni che modificano la catena genetica, che magari restano attivati poi per tutto il resto della vita, però danno delle sfumature di diversità che non vengono neppure recepite, però la modifica c'è. Sostanzialmente il 90% della catena genetica resta costante nel corso della vita, tranne quelle modifiche che servono per indurre, ad esempio, le modificazioni, biologiche e non solo, tipiche dell'avanzamento dell'età e via dicendo.

D – Invece nel caso di un trauma, se ad esempio in guerra una persona perde una mano cosa succede nel DNA, dal punto di vista dell'energia?

Considerate che non perde una mano, perde la parte fisica della mano. Però non perde la parte astrale e mentale, la parte del corpo astrale e del corpo mentale hanno i dati di quella mano. Tant'è vero che tuo nonno, a cui mancava una mano, diceva che sentiva ancora il prurito dopo tanti anni che l'aveva persa; questo perché? Perché essendo ancora collegata la parte astrale della mano, la sensazione del prurito poteva ancora essere recepita, era come se dal punto di vista astrale la mano esistesse ancora.
Ovviamente il primo tentativo da parte del DNA che ha le sue meccaniche e le sue reazioni è quello di ricercare di ricostruire la mano, cosa che nella maggior parte dei casi – in effetti in natura, talvolta, succede: c'è qualche animale che può ricostruire una parte del suo corpo – non avviene, e, poiché non riesce a ricostituire in quella parte la porzione di corpo mancante, non può fare altro che modificare la sua costituzione in modo tale da tener conto del fatto che in tale situazione il corpo fisico è privo di quella parte, in modo da ridistribuire l’equilibrio delle energie all’interno dei corpi inferiori.
Così accade che, in conseguenza della mancanza fisica della parte della mano, si acuisce in proporzione la parte astrale, ad esempio, della mano stessa; se ci pensate, restando nel caso della mano, voi di solito non vi rendete conto del prurito alle vostre mani o di quello che succede alle vostre mani, è una cosa talmente abituale e di cui usufruite senza esserne consapevoli, da poter essere considerata quasi un automatismo; come dicevamo, accade, allora, vi sia un aumento della sensibilità che non potendo poi sfociare nella mano, perché nella parte fisica la mano non esiste, attraversa poi tutto il corpo astrale dell'individuo e si manifesta in una sensibilità diversa, leggermente diversa all'interno di tutto il corpo fisico. Ecco così che tutte queste energie del fisico che vengono a mancare vengono compensate da energie astrali che però non si notano perché la loro entità viene distribuita all'interno di tutto il corpo astrale invece di essere fissata fissa su un punto soltanto.

D – Come chi perde un senso e acuisce gli altri

Esatto, è la stessa cosa.

Un'altra questione importante per voi, che non siete riusciti a risolvere e che ha tormentato il nostro amico dai capelli bianchi è l'incapacità di trovare un esempio di cristallizzazione sul piano fisico.
Effettivamente posso capire che non sia un collegamento facile da farsi. Proviamo a farlo ragionandoci assieme, considerando la cristallizzazione in una maniera un po' particolare, in modo che ci possa fornire un'idea certamente non esatta -dal momento che è impossibile fornirvi idee esatte di tutto questo – ma almeno un'idea che vi possa aiutare ad avere una rappresentazione dei meccanismi di quello che accade.
Abbiamo detto che la cristallizzazione potrebbe essere considerata uno stadio avanzato dello psicosomatismo, in cui ad un certo punto – e lasciamo stare i confini perché se no, ancora una volta, ci complichiamo troppo la vita – lo psicosmatismo non riesce più a mettere in atto le meccaniche che arrivano a manifestarsi sul piano fisico e le energie che non si manifestano incominciano a restare all'interno, girano su stesse fino a formare quel nucleo, quel nocciolo duro che abbiamo definito cristallizzazione all'interno dell'individuo.
Esaminiamo un attimo questo nocciolo.
Noi abbiamo detto che la cristallizzazione è un insieme di vibrazioni, quindi non è che sia materia condensata: la durezza del nocciolo non è data dalla struttura rigida o condensata della materia che è all'interno del nocciolo, bensì dal vorticare su se stesse delle energie che impedisce a queste energie sia di fuoriuscire, sia di farne entrare altre. Si tratta, quindi, di una rigidità dovuta all'impenetrabilità del nocciolo non alla costituzione materiale, reale del nocciolo stesso.

D – E’ dovuto alla velocità del vorticare, in sostanza?

Sì, diciamo di sì.
Ora, però ,avevamo anche detto che la cristallizzazione – così come lo psicosomatismo, d'altra parte – coinvolge tutti i corpi dell'individuo, perché è formato dalle vibrazioni di tutti i corpi dell'individuo, quindi vi è una parte astrale, una parte mentale e una parte fisica in ogni cristallizzazione così come vi è in ogni psicosomatismo, d'accordo?
Però, in realtà, considerando la genesi della cristallizzazione, che è una incomprensione, possiamo immaginare facilmente che vi è una linea particolare di spinta che porta alla cristallizzazione, quindi è facile che il punto più alto di tensione delle energie, di ciò che fa ruotare le energie su se stesse, il “picco” della cristallizzazione sia più facilmente in un determinato corpo piuttosto che in un altro; quindi che il nucleo più forte della cristallizzazione sia, supponiamo, nel corpo mentale piuttosto che su quello astrale o su quello fisico. Questo cosa significa? Significa che la cristallizzazione è individuabile sul piano mentale, significa che lì vi è il nucleo più forte, il vero centro il vero nucleo, nocciolo della cristallizzazioni ma che le vibrazioni che attraversano la cristallizzazione influiscono anche sulle porzioni astrale e fisica degli altri corpi.
Pensate al percorso che abbiamo tracciato per la formazione della cristallizzazione, dall’incomprensione, allo psicosomatismo alla cristallizzazione: c'è una successione di tempi e di problematiche che ha individuato anche la vostra medicina, fornendo una terminologia che può fornirvi l'idea di questa passaggio di resistenza delle vibrazioni alla comprensione (ché, poi, si riduce a questo, tutto sommato). Non vi si accende nessuna lampadina?
Pensate alle malattie: esiste la malattia, la malattia acuta la malattia cronica.
Possiamo considerare la malattia cronica una cristallizzazione.
Che cos'è la malattia cronica ? E’ quella malattia per cui, qualsiasi cura si possa fare, ormai vi è un tale ripetersi della stessa situazione per cui è difficile dall'esterno riuscire a fare qualcosa e porre un vero rimedio alla malattia. D'accordo? Questo è un concetto che dalla vostra medicina può essere trasposto al concetto di cristallizzazione per cercare di comprenderlo meglio. Però ci può anche aiutare a capire qual è la cristallizzazione, quando il nucleo è sul piano fisico.
Ad esempio: tutte le malattie croniche le potete considerare delle cristallizzazioni a livello fisico, con il nucleo centrale della cristallizzazione situato a livello fisico.
Tutti gli sbalzi emotivi violenti, in caso di cristallizzazione, possono essere considerati la parte cronica della cristallizzazione allorché il centro della cristallizzazione è all'interno del corpo astrale.
Tutte le patologie psichiatriche sono quelle che fanno capo invece a cristallizzazioni dovute ad un nucleo attivo situato principalmente all'interno del corpo mentale.
Questo, ci tengo a sottolinearlo, non deve far pensare a tre settori diversi, perché, comunque, ognuno di questi elementi ha ripercussioni su tutti i corpi inferiori dell’individuo, anche se a livelli di intensità talvolta anche molto diversi..
Lo stesso discorso, allargando un po' la visuale, accade a proposito dell'organo bersaglio.
Abbiamo detto che quando ci si trova davanti ad una cristallizzazione, solitamente l'organo bersaglio resta sempre lo stesso. Questo perché? Perché le vibrazioni coinvolgono sempre la stessa porzione di materia dei tre corpi, non coinvolge nessun'altra porzione in alternativa e, quindi, non può che seguire quella direzione cosicché arriva a fissarsi in quella determinata porzione di corpo fisico, e qua, se volete pensarci, si può arrivare, come dicevamo, a discutere sulla cronicità delle malattie, perché è tutto collegato.
Però non dimenticate quello che succede all'esterno della cristallizzazione: all'esterno della cristallizzazione le altre energie continuano a fluire, trovano l'ostacolo, rimbalzano, reagiscono, deflettono per superare, andare oltre al flusso delle vibrazioni interrotto dalla cristallizzazione. Questo cosa comporta?
Comporta che possono andare a colpire altri organi, possono avere delle influenze su altri organi del corpo fisico, però non sono mai fisse ma transitorie, non sono mai elementi psicosomatici che si manifestano sempre uguali ma anzi molto spesso sono variabili nel tempo e nella localizzazione all'interno del corpo fisico.
Vediamo di chiarire meglio quanto abbiamo detto in precedenza, aggiornandolo sulla base di quanto detto fin qua: a secondo di quale sia il corpo più fortemente influenzato dalla cristallizzazione essa porterà a una fenomenologia fissa, ripetitiva e costante in particolare proprio sul corpo dove il nucleo della cristallizzazione è situato. Ma, in contemporanea, potranno esserci degli psicosomatismo collaterali, estremamente variabili, dovuti al rimbalzare delle vibrazioni contro la cristallizzazione. Questi saranno variabili perché variabili, in conseguenza delle sfumature di comprensione via via acquisite dal corpo akasico con l’esperienza, sono le vibrazioni che il corpo akasico invia perso il piano fisico.
E qua, ovviamente, le cose si fanno davvero complicate.
Volete chiedere qualcosa.

D – In psichiatria differenziano i disturbi psicotici dai disturbi dell'umore, possiamo dire che i disturbi psicotici sono l'effetto di una cristallizzazione sul corpo mentale, e i disturbi dell'umore di una cristallizzazione sul corpo astrale?

Sì, direi proprio di sì

D – Però tutti, oppure alcuni non c'entrano niente con la cristallizzazione?

Ma io direi che il 90% appartiene ad una cristallizzazione

D – Cosa fa sì che una incomprensione tenda a manifestarsi come nucleo centrale principalmente su uno dei tre corpi invece che sugli altri? C'è qualche caratteristica dell'incomprensione che va a determinare questa scelta?

Senza dubbio l'incomprensione detta i tempi e i luoghi della reazione.
Non potrai facilmente, che so io, comprendere che devi amare i tuoi fratelli creando una cristallizzazione che riguarda l'andare a vedere una partita di calcio no? Ma deve avere una certa attinenza con l'argomento che deve essere compreso, altrimenti non servirebbe a niente e sarebbe soltanto un ostacolo punto e basta, e non avrebbe alcuna funzione, mentre voi sapete che, all'interno del Cosmo, nulla esiste che abbia una sua funzione e una sua ragion d’essere.
Come avviene, come è il percorso della cristallizzazione, l'ordine degli avvenimenti?
Abbiamo detto che parte da una incomprensione, quindi fermiamoci all'akasico senza andare a cercare ordini superiori.
L'akasico invia la vibrazione di richiesta che attraversa il DNA, e provoca l'attivazione di sue porzioni che determina la formazione della base caratteriale dell'individuo; questa vibrazione si espande all'interno dei corpi inferiori creando i collegamenti adatti per potersi manifestare all'esterno per cercare l'esperienza necessaria all'akasico per comprendere.
Ora ,all'inizio, questa comprensione se non viene compresa continuerà a essere rimandata indietro provocando cosa? Provocando quelli che sono gli psicosomatismi. A forza di ripetere e ripetere il suo percorso all’interno dell’individuo, ad un certo punto, inevitabilmente, si crea un certo cammino preferenziale all'interno delle vibrazioni dei corpi facilitando la formazione di uno psicosomatismo che sfocerà all'interno del piano fisico. Nel momento in cui però vi è un irrigidimento dell'Io che si rifiuta, comunque sia, malgrado le manifestazioni lo disturbano, di comprendere o accettare una determinata comprensione ecco che le energie ritornano indietro e continuano a girare su se stesso arrivando a formare la cristallizzazione.

D – Quindi in sostanza, questo vortice si crea dal contrasto delle due richieste, quella dell'akasico e quello che l'esperienza manda indietro che non trovano sintonia, ma anzi distonia e che iniziano a vorticare tra di loro?

Ricordate lo schema che avevamo fatto del percorso della vibrazione sui vari piani di esistenza? Noi abbiamo sempre parlato di un circolo di energia, ma la cosa è molto più complessa e dallo schema magari si può anche dedurre.
L'energia che viene dall'akasico attraversa i corpi inferiori , ma li attraversa direttamente, uno per uno, circola, cioè, all'interno del corpo mentale, poi circola all'interno del corpo astrale poi in quello fisico, poi ritorna su ripetendo circolo dopo circolo e ritorna all'akasico. Durante il percorso di uno questi circoli nei corpi inferiori si forma l'irrigidimento e quindi la costituzione del nucleo della cristallizzazione.
Ecco perché è possibile che vi sia il nucleo centrale localizzato su uno dei tre corpi inferiori, in dipendenza dalla spinta iniziale della richiesta akasica.

D – Adesso che in teoria abbiamo capito come si forma la cristallizzazione, quando si scioglie è sempre un processo graduale o si scioglie di colpo e in qualche modo si può agire dall'esterno per arrivare a scioglierla?

Vi sono diverse possibilità.
Vi è, come qualcuno diceva prima, il procedimento naturale, ovvero il fatto che, intanto, le altre comprensioni che il corpo akasico raccoglie arrivano a modificare le vibrazioni che circondano la cristallizzazione, in maniera tale che qualche vibrazione risuona con le vibrazioni irrigidite della cristallizzazione e un po' alla volta la sgretolano. Questo, di solito, avviene gradatamente ed è una situazione ottimale. Perché ottimale? Perché significa che vi è stata una comprensione, comunque sia, o più comprensioni che hanno portato allo scioglimento, in quanto esse sono andate a modificare la richiesta di comprensione di partenza dell'akasico. In realtà lo sgretolamento della cristallizzazione non avviene tanto per lo scontro tra le vibrazioni quanto per la modifica all'origine della vibrazione.
Questo è il modo più naturale e, come sempre, il migliore affinché le cose avvengano.
Vi è poi la possibilità di forzare lo scioglimento della cristallizzazione.
Questo è un processo difficile e quasi sempre doloroso perché si deve combattere contro le resistenze del proprio Io; vi è la necessità di porre molta attenzione a se stessi, di fare diventare la propria osservazione su se stessi attiva a quel punto, perché è qualcosa che riguarda i propri corpi inferiori cosicché non può essere una cosa soltanto teorica che riguarda il corpo akasico; se voi dall'interno del piano fisico volete intervenire sulle vostre cristallizzazioni la vostra azione deve essere attiva non solo teorica. Quindi dovete osservarvi attivamente, usando gli strumenti che avete, ovvero il vostro corpo mentale per ragionare, il vostro corpo astrale per comprendere le vostre reazioni emotive, e osservare gli elementi che vi sembrano indicare la presenza di una cristallizzazione. Da lì, con la pazienza e osservando più elementi, è possibile forzare l'attenuazione della rigidità della cristallizzazione, il suo scioglimento avverrà più velocemente del modo naturale perché sarete stati voi che con la vostra attivazione, la vostra partecipazione, con la vostra attività cosciente che avrete aiutato il vostro akasico a accelerare il processo di modifica delle sue incomprensioni, dal momento che, mentre farete quel lavoro, comunque comprenderete delle cose di voi stessi in maniera più rapida.

D – Ci vuole la collaborazione di tutti i corpi

Certamente… sarà una situazione di maggiore equilibrio quindi diventerà più facile intervenire in una situazione di disequilibrio.
La terza ipotesi è lo scioglimento della cristallizzazione forzata dall'esterno.
Dall'esterno è possibile, ma è poco consigliabile ed è pericoloso.
E' possibile perché, senza dubbio chi possiede una forte carica energetica può, se sa guidare le proprie energie, se sa indirizzarle nella maniera giusta, se sa focalizzarle in determinati punti all'interno dell'altro individuo, può andare a urtare contro le energie cristallizzate dell'altro
individuo e urtandole consapevolmente, la proprio consapevolezza può diventare uno strumento esterno di modifica della rigidità del nucleo della cristallizzazione.
Però questo diventa una costrizione: non vi è una comprensione raggiunta dall'individuo, quindi lo scioglimento di una cristallizzazione non spontanea, non operata dall'individuo stesso attraverso la sua volontà, deve avere delle ricadute negative non può essere una cosa naturale e normale perché se così fosse significherebbe che qualunque individuo potrebbe andare ad agire sulle incomprensioni dell'altro, modificando le sue incomprensioni facendo come dicono certi teorici “illuminare” e via dicendo.
Non è possibile che questo venga fatto: il cammino evolutivo è sempre una cosa individuale e può essere raggiunta solo individualmente. Un maestro, un qualsiasi maestro dall'esterno può sempre soltanto indicarti la strada, ma la strada poi deve essere percorsa. Lo stesso discorso può essere spostato sul tentativo di spezzare dall'esterno la cristallizzazione. Può essere (teoricamente, molto teoricamente) che l'individuo con una forte energia, con una forte concentrazione, una forte consapevolezza di quello che sta facendo spezzi la cristallizzazione di un altro individuo, ma questo scioglimento, non essendo naturale, provocherà dei grossi scompensi nell'individuo. Questi scompensi che si collocheranno principalmente sul nucleo in cui si è fissata più rigidamente la cristallizzazione e poi si ripercuoterà anche sugli altri corpi dell'individuo provocandogli dei problemi non indifferenti. E non soltanto: questo porterà a delle reazioni forti da parte della persona che si sentirà “violentata” dall'energia dell'altro: un Io che viene violentato a sciogliere qualcosa che non vuole riconoscere non può restare inerme senza reagire e, certamente, la reazione porterà a dei picchi di espressione, picchi che saranno incontrollabili e difficile da gestire e a non far sfociare in comportamenti aggressivi e nocivi.
Tuttavia c’è da considerare ancora un aspetto di questa situazione: la cristallizzazione è stata spezzata “a forza” dall’esterno, ma le vibrazioni che hanno indotto la sua formazione, non essendovi stato il raggiungimento della comprensione che l’akasico richiedeva, continueranno a inviare le loro richieste. Quindi non passerà molto tempo che la cristallizzazione si riformerà ricostituendo tutto il meccanismo che l’alimentava e la teneva rigidamente costituita. Quindi il beneficio di questo tipo di azione “di forza” sarà sempre relativo e, comunque, solo temporaneo.
Questi sono i pericoli che chi si è un po' occupato della teoria della magia conosce e, quindi, sa benissimo di dover evitare, ed è anche per questo motivo che consigliamo di non avvicinarsi con faciloneria o superficialità a questo tipo di cose. Molte cose sono possibili all'essere umano: è possibile agire molto sulle vibrazioni sapendo determinate cose, sapendo molti degli elementi che costituiscono la realtà, ma se chi tenta di fare queste azioni cerca di farlo senza cognizione di causa, senza consapevolezza e, quello che più conta, senza un sentire adeguato, i risultati dei suoi tentativi saranno certamente disastrosi per se stesso e per gli altri.

D – Con una psicoterapia fatta bene e seria è possibile intervenire sulla cristallizzazione o solo sui fantasmi vibratori?

Sui fantasmi vibratori certamente sì se intendiamo come fantasmi vibratori quelli che portano a delle psicosomatizzazioni. Certamente se la psicoterapia è fatta in maniera seria in qualche maniera può fungere da corpo akasico esterno, no? Ecco che lo psicoterapeuta diventa un corpo akasico esterno che gli suggerisce gli dà degli impulsi per cercare di adoperare elementi che magari gli sfuggivano; gli può dare delle indicazioni per arrivare a costruire quel riconoscimento di se stessi, quella propria frammentarietà che va riunita e quindi aiutare a sciogliere le psicosomatizzazioni.
Per quello che riguarda la cristallizzazione è difficile che dall'esterno, attraverso un'analisi, sia possibile fare qualche cosa. Solitamente, specialmente in terapia clinica, quando si tratti di cristallizzazioni un po' pesanti (e parliamo di cristallizzazioni principalmente a livello mentale) la vostra scienza è ancora ferma all'uso delle medicine, intervenendo con medicine che finiscono con l'intorpidire la persona invece di aiutarla ad ammorbidire il punto dolente, invece di fare quel già poco che può che può fare il terapeuta. Le medicine, certamente, per le persone che stanno accanto a queste persone problematiche dal punto di vista psicologico, sono uno sgravio di responsabilità, un sollievo perché toglie elementi di difficoltà alle loro vite, però alla persona in questione non servono ad altro che a mettere in disparte il problema, anche se alla fine il problema in qualche maniera riesce sempre emergere perché il nucleo è troppo forte .

D – Se lo psicosomatismo può essere causato da una cristallizzazione.

D – Quindi ci può essere incomprensione, psicosomatismo, cristallizzazione e poi di nuovo psicosomatismo?

D'altra parte la ricaduta sull'organo bersaglio da parte della cristallizzazione in realtà è uno psicosomatismo, soltanto che si tratta di uno psicosomatismo che si cronicizza all'interno di quell'organo, per restare nella terminologia che abbiamo usato prima.

D – E il fatto che si crei un nuovo psicosomatismo è perché si sposta in qualche modo?

Non è un nuovo psicosomatismo è uno psicosomatismo che nasce in conseguenza della cristallizzazione…
Forse è una questione di termini: noi per psicosomatismo abbiamo inteso tutto il processo di formazione della somatizzazione, nel caso della cristallizzazione forse è più giusto dire che crea delle somatizzazioni. Lo somatizzazione è la parte finale all'interno del piano fisico dello psicosomatismo giusto? Ed anche per quello che riguarda la cristallizzazione si ha una somatizzazione all'interno del piano fisico che è analoga, può ricordare lo psicosomatismo con un decorso normale, quotidiano che vivete attimo dopo attimo delle vostre vite.

D – Volevo saper se è considerata cristallizzazione anche quando mi accorgo di avere un comportamento ripetitivo un pensiero ripetitivo però non sono in grado di capire come uscirne, cioè non comprendo cosa mi serve per cambiare la mia modalità. Io so che c'è ma non so cosa fare per cambiarlo. In questo caso che cos'è?

Forse di questo non abbiamo parlato abbastanza ed è un argomento interessante specialmente per le vostre vite di tutti i giorni.
Noi abbiamo enfatizzato la cristallizzazione affinché dall'esempio più eclatante, più grosso e più forte voi poteste capire tutte le diramazioni che questo può avere. Però non è necessario che vi siano delle grandissime cristallizzazioni, le cristallizzazioni possono anche essere piccole, vi possono essere delle piccole incomprensioni che non vengono accettate e quindi provocano delle piccole cristallizzazioni all'interno dei corpi dell'individuo: invece di avere un macigno all'interno del flusso delle vibrazioni dall'akasico al fisico avremo… della ghiaia. Ed ecco i casi in cui vi è un comportamento reiterativo ripetitivo all'interno del piano fisico e non si capisce e non si riesce a capire quale ne è causa. Solitamente, però, questi comportamenti non provocano grossi problemi perché si tratta di piccolissimi noccioli di vibrazioni discordanti e si sciolgono facilmente perché basta il raggiungimento di una comprensione vicina per modificare completamente il percorso delle vibrazioni di quella piccola cristallizzazione, cosicché si sciolgono facilmente. E ciò avviene direi quasi meccanicamente, senza neanche che l'individuo se ne renda conto, e viene il momento in cui l'individuo guardandosi indietro dice “oh guarda, mi è capitata la stessa cosa, di solito reagivo così ed ora non reagisco più così”.
Quindi vedete come la cristallizzazione non sia sempre e comunque una cosa enorme e catastrofica, senza aggiungere che molte volte diventa enorme e catastrofica perché siete voi che l’alimentate con il vostro vittimismo, con il cercare di non vedere i motivi che stanno a lato di tutto quello che vi succede. La nostra amica ne sa qualcosa, la sua vita è un po' tutta governata per esempio, da questo sentirsi oppressa da queste cose che non riesce a governare che non accetta, che non riesce a capire, che non riesce a riconoscere, che conosce razionalmente ma che interiormente non riesce a mettere in chiaro dentro di sé, e quindi le succedono tutte le somatizzazioni

D – Anche se le più grosse penso che siano di origine karmica…

Sì diciamo che in gran parte è così ,però ci metti anche del tuo, perché, vedi ,uno può nascere anche karmicamente con una gamba più corta, però alla fine può avere una vita normale, felice accettando di avere una gamba più corta…

D – Ma io ci sono riuscita più o meno….

Sì ma piangi sempre troppo..

D – Perché non sono riuscita ad accettare il karma

Sei sicura che sia quello che non riesci ad accettare ma che invece tu non riesca ad accettare per come gli altri reagiscono al tuo karma… o per la paura di come gli altri potrebbero reagire al tuo karma..

D- Sì

Quindi vedi che non è il tuo karma il problema ed è su quello che devi lavorare principalmente…

D – Dov'è finita la cristallizzazione nel caso della malattia della nonna…

Scusa ma è una domanda stupida non è finita è semplicemente finita con lei, è finita nel momento in cui la nostra vecchietta non aveva più i corpi che potessero essere cristallizzati, nel momento in cui ha abbandonato il piano fisico, certamente la cristallizzazione non se l'è portata con sé.

D – La malattia della nonna: abbiamo detto che la cristallizzazione si può sciogliere però nel suo caso, dato il tipo di malattia, non si può tornare indietro… quindi era già troppo tardi a quel punto.

Certamente diciamo che la cristallizzazione si è cronicizzata, tanto per restare nella definizione che abbiamo dato prima, ed essendosi cronicizzata, è difficile poter fare qualcosa. Lo stesso accade per le malattie mentali: più tempo si aspetta ad intervenire e modificare lo stato mentale dell'individuo più è facile che l'irrigidimento diventi tale per cui difficilmente si riesce a scioglierle. Anche perché quando si tratta di un epicentro mentale della cristallizzazione questo porta al travisamento di tutta la realtà da parte dell'individuo che vive in questo stato, e questo significa che anche tutte le esperienze che vivrà difficilmente riusciranno a penetrare e a fare arrivare dati al corpo akasico. Quindi più si lascia cronicizzare la cristallizzazione più diventa difficile fare qualcosa, ma d'altra parte questa è una legge che è valida per tutte le altre cose.
E' valida, per esempio, anche per le vostre piccole reazioni dell'Io: più voi non fate niente per modificare voi stessi e comprendere più queste reazioni diventano forti, ripetitive, tendendo a diventare una parte fissa di voi stessi.

D – Però nel caso della malattia mentale ci rimette la persona… non è come come può essere un Io che non vuole comprendere ed arrivi a soffrire di più, quando si è cronicizzata ci rimette la qualità della vita della persona.

Non sono molto d'accordo su questo perché ti garantisco che molte vite sono più dure e più difficili per piccole cose non volute osservare dall'Io di quanto lo siano cristallizzazioni psichiche di individui con ormai una patologia fissa, in quanto loro, molte volte, non si rendono di quanto stanno vivendo. Certamente c'è una ricaduta su quelli che stanno loro attorno, Nel primo caso la ricaduta è leggera nel secondo caso la ricaduta è pesante, e in questo il karma ovviamente ha la sua funzione.

D – Avevamo parlato di anoressia.. e l'avevamo identificata con la cristallizzazione, può esser definita tale?

Può diventare una cristallizzazione,senza dubbio, perché oltre ad essere alimentata dai bisogni di comprensione può essere alimentata dalle spinte proveniente dagli archetipi, quindi il suo processo di cristallizzazione diventa più rapido rispetto ad altre forme, come sempre accade quando vi è questa concomitanza di vari elementi che spingono a formare la cristallizzazione.

Bene, creature direi che possiamo fermarci qua, cose ne sono state dette tante, spero che siano state interessanti, la strada intrapresa mi sembra abbastanza soddisfacente sia per voi che per noi, quindi continuiamo così e auguri a tutti quanti.
Creature serenità a voi (Scifo)


https://www.facebook.com/brig.zero