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brig.zero
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Partecipante

Om tat sat
[color=#0033ff]Un giorno un merlo, nella pausa tra uno svolazzare e l'altro, si intratteneva a conversare amabilmente con una formica che si stava arrampicando lungo lo stelo di una spiga di grano..
– Ciao, piccolina, come va la vita?
– Come vuoi che vada… tana e lavoro, tana e lavoro, perennemente imprigionata in questa routine mentre mi piacerebbe poter vedere un po' di più il mondo.
– Il mondo – e te lo dice uno che ha girato parecchio – non è poi quella gran cosa che ti immagini, anche se contiene parecchie cose stupefacenti.
– Se lo dici tu… quello che è certo è che tu, con le tue alette nere, puoi solcare velocemente l'aria e chissà quali cose meravigliose hai avuto occasione di vedere, cose che io non riesco neppure a immaginare. Anzi, ne avrai viste così tante che, alla fine, avrai perso lo stupore e la meraviglia e anche per te la tua vita sarà magari diventata una routine come lo è la mia per me.
– Beh, forse è proprio così. Anche se devo dire che amo sempre al di sopra di ogni altra cosa volare sui pendii della montagna e lasciarmi trasportare dalle correnti d'aria in mezzo alle alte cime coperte di neve. E in quei momenti non posso fare a meno di meravigliarmi per la sua imponenza e la sua altezza vertiginosa.
– Oh… che meraviglia… ma cos'è una montagna?
– Vuoi dire che non sai cos'è?
– Effettivamente no… hai detto che è imponente… dimmi: è più imponente di te? Mi sembra impossibile, dato che mi sovrasti e incombi su di me come un anticipo del nero della notte!
– Imponente io? Io che sono solo un misero mucchietto di carne con qualche piuma addosso? E allora una montagna per te cosa sarebbe?
– E rieccoci con questa montagna… possibile che non riesci a spiegarmi cosa sia in modo che io me la possa raffigurare con precisione? Hai detto che ha un'altezza vertiginosa… è più alta di questa spiga di grano su cui sto arrancando per arrivare ai suoi chicchi?
– Bella questa! Più grande di una spiga di grano! Sei proprio una mattacchiona! Una montagna è… è… fatta di terra, ricoperta di erba, alberi e fiori, e di pietra che, di solito le fa da cocuzzolo e spesso è imbiancata da neve che non si scioglie perché è così in alto che il caldo che servirebbe per scioglierla non arriva fin lassù… ti è chiaro, adesso?
– Hum… ho capito da cos'è fatta: terra, alberi, fiori, pietra, neve, sono tutte cose che conosco. Ma proprio non riesco a immaginare come tutte queste cose riescano a stare insieme creando una… come hai detto che si chiama?… una montagna. E poi, a che cosa serve?
– Bella domanda. Me la sono fatta anche io e mi sono risposto che esiste per permettere a un sacco di creature di esistere: serpenti, falchi, stambecchi.
– Non mi complicare la vita tirando in ballo altre cose sconosciute… o vuoi spiegarmi cosa sono anche loro?
– No no, per carità… è già così difficile cercare di spiegare a una creatura così minuscola, raso-terra e con i sensi poco affinati come i tuoi che cosa sia una montagna, figurati cosa vorrebbe dire cercare di farti capire che cosa sia uno stambecco!
– Lo so, sono un po' limitata… mi dispiacerebbe, però, se tu non mi parlassi più di queste cose meravigliose che conosci a causa delle mie difficoltà a capirti. Queste chiacchierate con te sono un po' il sale della mia vita monotona.
– Sei proprio tenera. Sarebbe bello se tu potessi trasformarti, come per magia, in un merlo come me. Potremmo volare assieme sopra praterie, fiumi, mari…
– Sopra cosa?
– Niente, niente, per carità, lasciamo perdere. Ora, però. Devo proprio andare.
– Ma tornerai?
– Certo che tornerò. E vedrai che prima o poi troverò il modo di farti capire cos'è una montagna. Puoi stare certa che non mi arrendo!
Detto questo il merlo, con un improvviso frullio delle ali s'involò nell'aria.
La formica, continuò il suo arrancare sulla spiga di grano, rendendo meno monotono il suo percorso cercando di formarsi un'idea più precisa di quell'essere straordinario che il merlo aveva chiamato montagna.
Ma arrivò al primo chicco di grano senza esserci ancora riuscita.
E, dopo, lo sforzo di strappare quel chicco così grosso e imponente e di portarlo con sé lungo lo stelo della spiga verso la tana in cui lei e le sue sorelle accumulavano i rifornimenti per la brutta stagione fu tale che non ebbe più il tempo di fantasticare su quello che proprio non riusciva a capire.[/color]

Om tat sat :medit:
(Ananda)

… interessante l'interpretazione … http://ifior.forumfree.it/?t=61882500#lastpost :legg:


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