Rispondi a: TOMBE DI GIGANTI IN SIRIA –

Home Forum MISTERI TOMBE DI GIGANTI IN SIRIA – Rispondi a: TOMBE DI GIGANTI IN SIRIA –

#365

deg
Partecipante

E' vero, c'è un bel pò di roba al riguardo sul web!
Trovato anche questo, un presunto ritrovamento di scheletri giganti nel 1663, a Tiriolo, provincia di catanzaro, ma non c'è accenno a un luogo di conservazione dei reperti…….

“Si procedeva nel territorio ad alcuni scavi: gli operai addetti al lavoro si trovarono alla presenza di una tomba antica. La scoperchiarono ed una macabra visione si presentò ai loro occhi: nella tomba spalancata “innante in una notevole quantità di cerume” adagiato sul dorso stava uno scheletro di proporzioni enormi. Lunghe erano le gambe e le braccia, largo e poderoso il bacino, grosse le costole, voluminoso il teschio. Ne rimasero atterriti. La notizia del rinvenimento si propagò; non c'erano allora giornali e gazzette o altri fogli d'informazione, non c'erano reporter o inviati speciali che curassero un servizio stampa come ai nostri giorni, ma la notizia si diffuse ugualmente dal paese alla cittò, dalla città agli altri centri grandi o piccoli che fossero.
L'avvenimento, come spesso succede, nel passare da una bocca all'altra fu esagerato ed anche in qualche modo travisato, ma non dovette essere certamente lontana dal vero la relazione che dell'accaduto il medico Giovanbattista Cappucci, residente a Crotone, fece per lettera il 24 giugno dell'anno 1663 a Marcello Malpighi, grande medico bolognese.

Marcello MalpighiChi fosse Marcello Malpighi è ben risaputo da coloro che possiedono dimestichezza, anche modesta, con la storia della medicina. Questo medico vissuto nel '600 per la sua grande dottrina fu chiamato ad insegnare nelle università di Pisa, Messina, Bologna, risiedette anche a Roma e fu archiatra del pontefice Innocenzo XII, fu membro delle più rinomate accademie dell'epoca, anche straniere, il suo nome è ancora legato ad interessanti scoperte fatte nel campo della medicina.

Giovanni Battista Cappucci fu anche medico, e di lui null'altro conosciamo se non che era di origine napoletana e che risiedeva a Crotone; non dovette tuttavia appartenere alla categoria dei medici mestieranti se aveva familiarità ed era inoltre in corrispondenza col Malpighi, di cui forse fu discepolo.

Ed ecco quanto scriveva il grande maestro bolognese a proposito del rinvenimento dello scheletro gigante di Tiriolo:
“… Sperai nell'Aprile prossimo aver materia di scrivere a V. S. E. una lunga lettera sopra il ritrovamento d'un sepolcro antichissimo aperto nella campagna di Tiriolo terra di questa Provincia, et in esso d'una ossatura di cadavere gigantesco innatante in una notabile quantità di cerume, la mostra del quale è stata portata anche fin a Napoli al Sr. Tommaso Cornelio sotto nome di balsamo, et io ne ho visto qualche minuzia, ch'esaminata al di fuori pareva una pece bruna addensata, et invecchiata, ma nel fuoco spirava un odor migliore della pace comune. Onde ho preso a sospettare che sia mistura di pece e d'altra raggia di miglior fumo. Un dente anche mi fu promesso dal medesimo cadavere, che corre voce sia stato quindici palmi di statura… Il nostro Sig. Giovanni Battista Abati, che da Catanzaro è più di me vicino a Tiriolo, avrebbe meglio informarsi, ma egli incarparbito a tener il riporto menzogna et il cerume e l'ossa imposture o favolosi, non ha voluto impicciarsi… per separare dal falso il vero, se di quello, come è solito in tutte le novità, vi è misura notabile nella storia”. ”

Articolo completo http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.tropeamagazine.it/scheletrigiganti/scheletrogigante.jpg&imgrefurl=http://www.tropeamagazine.it/scheletrigiganti/index.html&h=257&w=466&sz=38&hl=it&start=14&sig2=8p11C5SHc8BTyWM7TzRQdg&tbnid=hSHe_sY9nuQCBM:&tbnh=71&tbnw=128&ei=H9KcSNnvIIiE7gWviumgBQ&prev=/images%3Fq%3Dscheletri%2Bgiganti%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26sa%3DG