Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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Anonimo

Il grande storico Emilio Salsi scrive:

Un Di- che, per riscattare l’umanità dal peccato, si fa uomo e come tale si sottopone ad una passione di sangue ed estrema sofferenza, dopo aver predicato, istruito e scelto dodici “Apostoli” con un preciso mandato, una volta salito in cielo, si accorge di aver dimenticato “qualcosa d’importante”, allora scaraventa una folgore (a imitazione di Giove) su un certo Saulo Paolo, accecandolo, e con la “Voce” nomina un altro Apostolo con l’incarico di “aggiornare” la dottrina degli altri suoi “colleghi” che Lui stesso aveva appena istruiti, è una logica che può stare in piedi solo previo millenario lavaggio del cervello.
Nominati i dodici Apostoli …

Anche dall'analisi di alcuni versi riportati dal Nuovo Testamento si può intuire e convalidare quanto riportato attaverso lo studio della storia dal grande storico Emilio Salsi.

Infatti, l'evangelista Luca in 6,12 riporta: ” In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Di-. 13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli”

A sottolineare l'importanza di ciò che Gesù sta per compiere, per due volte nello stesso verso si parla di preghiera verso D-o, prima come intenzione , e poi come fatto, [u]ma del tredicesimo apostolo cioè di San Paolo neppure un accenno né da parte di Gesù, né come suggerimento da parte di D-o[/u].

Eppure questa persona, cioè San Paolo scrive in Galati 1,15 ” Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque 16 di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, 17 senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.”

In questo caso le due versioni sono contrapposte, diverse, fortemente divergenti, ad ognuno le proprie conclusioni.

A questo punto una piccola riflessione è d'obbligo.

Paolo vuol far credere ai suoi fedeli che Gesù, dopo essersi prodigato per circa due o tre anni anni ad istruire gli Apostoli nella sua dottrina e dopo ave predicato:

“E' più facile che finiscano il cielo e la terra piuttosto che cada una sola parola della legge, anche la più piccola” Luca 16,17;

“In verità vi dico: finché non passino il cielo e la terra, non un iota, non un apice cadrà dalla legge, prima che tutto accada”Matteo in 5,18 ;

alla fine abbia affidato, mediante una visione celeste, l'intero suo apostolato all'unico personaggio che da vivo non l'aveva mai conosciuto, che non sapeva niente del suo insegnamento, che si era distinto nella persecuzione dei suoi seguaci e che, nei quattro brevi incontri avuti cogli apostoli (verso i quali nutriva il massimo disprezzo), ebbe solo degli acerbi conflitti, l'ultimo dei quali quasi mortale

e che sosteneva che essere cristiano non consisteva nel vivere secondo la Legge, secondo le opere compiute, e nell'aver ricevuto la circoncisione, ma nel vivere nella fede di Gesù, il figlio di D-o: «Infatti se la giustificazione [la salvezza] viene dalla Legge, Cristo è morto invano» (Gal 11, 21).

Affermazione gravissima per i nazarei o ebioniti i in quanto denunciava la rottura più netta col mondo ebraico e con la chiesa di Gerusalemme.

Un caro saluto a tutti e un ben arrivato al Sig. Cecco d'Ascoli