Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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CeccodAscoli
Partecipante

Non Paolo di Tarso il falso e mai esistito, Ma Paulus-(Apollonio)in Tarso-Tyana è il vero attore di questa storia leggendaria, non è stato difficile a Nicea per la penna cattolica modificarne la proprietà, in alcuni che sono solo fantasmi, d’altronde lo sono tutti gli attori neotestamentari. Questo mio pensiero e scritto accompagna la metodica e geniale ricerca storica del sig. Emilio Salsi, che saluto e ringrazio, insieme al sig. Pio per i suoi apprezzamenti e ringrazio anche il direttore Pasqual, dicendogli che è nel cristo storico che io avevo cercato di inserirlo. Grazie a tutti.

Andiamo al dunque: Studi e ricerche(30 anni) fatte dal cultore di arti meditative indiane(INDIA) Giuseppe Bufalo, che ci racconta questa storia sul sito “ANTIQUITAS”

KRISNA mito Indiano: Ecco come arrivò il suo vangelo detto il (Diegesis) sui tavoli Romani. Un grande saggio asceta, chiamato Deva Bodhisatoua, che visse nell’antica India, nel 1600 ac. Circa, scrisse un racconto mitologico su Krisna: il DIEGESIS. * Nel 38 circa d.C. Apollonio, (detto Paulus) nei suoi viaggi in Oriente, trovò e comperò tale libro a Singapore.
Egli lo ritenne così importante, che lo tradusse nella propria lingua madre, il samaritano.
Nel tradurlo egli apportò al testo molti cambiamenti, secondo la propria personale conoscenza e le proprie percezioni filosofiche della cosa. Al suo ritorno lasciò il manoscritto originale ad Alessandria e condusse con se la sua traduzione ad Antiochia. Circa 40 anni più tardi un altro samaritano, Marcione di Sinope corregionale di (Paulus), Apollonio, venne in possesso di questa traduzione; che a sua volta egli se ne fece copia, introducendo altri cambiamenti. Questa sua la portò seco a Roma, nel 145 circa d.C., dicendo che era il suo vangelo, e lì a Roma venne tradotto in greco ed in latino dando origine a quello che fu chiamato il Vangelo del Signore di Marcione. Apollonio di Tyana nacque in Cappadocia, regione dell’Anatolia, oggi Turchia, durante il regno di Cesare Augusto il 3 a.c.. La sua famiglia era molto facoltosa, così fece studiare il suo figliolo a Tarsus, una delle migliori scuole di quei tempi, poi proseguì i suoi studi al tempio di Esculapio a Aegae. A 16 anni divenne discepolo di Pitagora e asceta nomade. Il suo desiderio di conoscenza, lo portò a fare viaggi in tutto il mondo conosciuto. Secondo le scritture egli compì miracoli ovunque andò e fu ascoltato da moltitudini in venerazione. Lui non li definiva miracoli ma, espressioni della legge naturale. Apollonio dichiarava di ricevere rivelazioni dagli dei, ma egli era grande esperto e conoscitore delle tecniche mistiche insegnate a lui dai Bramini Indù e dai Maghi di Babilonia. A Efeso predisse la pestilenza, ebbe la visione dell’assassinio dell’Imperatore Domiziano, a Roma resuscitò dalla morte la figlia di un console. Nerone però lo espulse da Roma, ma Vespasiano, Tito e Nerva cercarono il suo consiglio. L’Imperatore Adriano collezionò i suoi scritti e le sue lettere, e il grande imperatore e filosofo Marco Aurelio ammise che per la sua conoscenza filosofica era debitore di Apollonio, dicendo:”Da Apollonio ho imparato la libertà della volontà e della comprensione, fermezza di intenti, e a non distrarsi dalla ragione neppure per un momento. “La filosofia Aristotelica di Apollonio abbracciava la condivisione del bene, la condanna della crudeltà e la compassione. Egli insegnò in molti centri del mondo Greco-Romano. Apollonio visse cento anni, dal 3 a.c. al 97 d.c., età giusta diceva lui per raggiungere lidi sconosciuti. A Tyana fu eretto un tempio in suo onore, e sue effigi erano in molti templi di altre città. JULIA DOMNA mamma dell’imperatore Settimio Severo, commissionò al filosofo Filostrato di scrivere la biografia di Apollonio, usando il quaderno scritto dal suo discepolo Damis di Ninive, e che era in suo possesso. Questo libro ebbe molta visibilità nel 210 d.c.. Ma dal IV° secolo la cristianità nascente post Niceana, attaccò con disprezzo la figura di Apollonio, definendolo un ciarlatano, un mago nero e l’anticristo. La chiesa nascente in tutto ha basato la divinità di Gesù su Apollonio, rubandogli perfino i miracoli. Apollonio di Tyana si asteneva dal bere vino e dal mangiare carne, perche per lui, si aveva la corruzione del corpo e dell’anima. A 15 anni prese la decisione di rimanere casto, perche aveva appreso che esiste un rapporto inverso tra i doni di chiaroveggenza e l’atto sessuale, infatti lui fu un grande “VEGGENTE”. Preannunciando la morte di Tiberio, di Nerone e di Domiziano. Nella sua vita errante predicava il ritorno alla purezza degli antichi misteri, ammonendo la vanità e le ricchezze materiali. Apollonio dava molti consigli al futuro Imperatore Vespasiano, addirittura lui gli offrì di diventare suo consigliere privato, che rifiutò dicendogli che era troppo vecchio. Al crepuscolo della sua vita sparì e nessuno ne seppe più niente. Come Pitagora Suo maestro, che divenne figlio di Apollo. Anche lui dai suoi seguaci veniva chiamato “APOLLO” o anche “PAULUS”. Raymond Bernard nel suo libro “APOLLONIUS THE NAZARENE” edito nel 1956 fa riferimento alla scoperta di antichi documenti nella biblioteca di Alessandria, salvati prima che il fuoco del clero cattolico romano distruggesse tutto. Tali documenti avrebbero riguardato lo sconosciuto maestro del primo secolo, lider degli esseno-terapeuti che per primo introdusse tra essi il vangelo di Krishna, il Salvatore Indù. Questo testo originale che stava nella biblioteca era stato tradotto anche in Sanscrito e Aramaico. Tre secoli dopo al tavolo di Nicea, venne elaborato e veicolato nei 4 che hanno fatto grande la chiesa. Le gesta di Apollonio di Tyana e il vangelo di Krishna, sono serviti alla prima cristianità, rimpiazzandolo/li con una figura fittizia, più confacente ai voleri del clero Costantiniano. Che Bernard non ha avuto remore nel definirlo (l’imperatore assassino). Così la dottrina degli esseno-terapeuti del loro maestro Apollonio divenne religione imperiale nella forma romanizzata, e coloro che la rifiutavano, venivano perseguiti con la morte. Dopo Costantino e i suoi figli, divenne imperatore il filosofo Giuliano, il quale cercò di ripristinare il culto degli dei, e ci ha lasciato questa frase: “Affinché qualcuno possa credere alla vostra verità come la intendete voi, allora si dovrebbe sommare in se l’improntitudine della razza ebraica e l’ indifferenza e l’ignoranza dei gentili. Questo è ciò che siete voi cristiani. Coerentemente con quanto detto, il nuovo testamento, con rigore è da definire il vangelo inventato.”
Cecco d’ Ascoli