Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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CeccodAscoli
Partecipante

Saluto e ringrazio tutti.
Oggi che il tempo me lo permette voglio essere un po' più prolifico scrivendo sul cristo storico:

L'anno successivo al termine dell'incarico di Pilato, cioè nel 37 d.C., Tiberio morì e la carica imperiale fu assunta da Gaio. Costui era intimo amico di Erode Agrippa I°. Così Gaio Cesare gli affidò il governo della tetrarchia situata sulla riva orientale del lago Kinnereth, che dopo la morte di Erode Filippo (nel 34 e.v.) era passata sotto il diretto controllo del praefectus romano. Agrippa I° nel 38, lasciò Roma per insediarsi nel suo dominio.
Durante il viaggio fece tappa ad Alessandria d'Egitto e qui si svolse un curioso episodio che ci racconta Filone Alessandrino, (Philonis Alexandrini: Flaccum, VI). Scrive che i greci alessandrini, nemici della comunità giudaica locale, avevano trascinato nello stadio uno sprovveduto trovato per la strada, lo avrebbero acconciato con una corona di rami intrecciati, lo avrebbero avvolto in un mantello improvvisato, gli avrebbero messo in mano, a guisa di scettro, una canna facendone un re da burla e lo avrebbero sistemato in posizione sopraelevata mentre alcuni giovani ai suoi lati, tenendo dei bastoni come lance, avrebbero rappresentato le guardie. Allora la gente gli si sarebbe avvicinata e lo avrebbe canzonato fingendo di ossequiarlo, di supplicarlo, invocando: “Oh Signore!” e usando per questo il termine che in siriaco (la lingua di Agrippa) era usato per rivolgersi al re. (Stavano sbeffeggiando l'immagine del rivoluzionario Mashiach dei giudei che qualche tempo prima si era fatto re acclamato dal suo popolo, sfidando il potere imperiale romano. Questo episodio è l’esatta rappresentazione, veicolata dalle penne Niceane sui versetti evangelici come passione di cristo:

Gv.[19/2-3] [u]E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: * “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi.[/u]
Mc.[ 15/19]“ Poi i soldati intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e lo rivestirono di un manto di porpora e si avvicinavano a lui e dicevano: “Salve o re dei giudei” e lo prendevano a schiaffi.
Mt. [27/27]“ mentre con una canna gli battevano il capo e gli sputavano addosso e, piegando il ginocchio, gli facevano la riverenza: Inginocchiatisi davanti a lui lo percuotevano dicendo: “Salve re dei giudei” E sputando su di lui prendevano la canna e lo colpivano sulla testa.

Cos'era successo nello stadio di Alessandria? Pomponio Flacco aveva acconsentito, o addirittura favorito, che alcuni canzonassero gli ebrei sfruttando l'immagine di quel sedicente re dei giudei che qualche tempo prima aveva sfidato una il potere imperiale romano. Il ricordo di questo evento era fresco e tutti coloro che avevano in antipatia i giudei trovavano che questi si fossero coperti di ridicolo per aver creduto in una possibile liberazione della Palestina. Come possiamo capire l'episodio è molto importante, perché ci dà la possibilità di restringere l’avvenimento della crocifissione del Messia di Israele, tra la Morte di Filippo Tetrarca 34 e.v., e questo avvenimento in Alessandria nel 38 e.v. , raccontato da Filone. (David Donnini: Storia della Palestina )

Le penne cristiane, maestre della pia e santa frode, con scaltra intelligenza hanno plagiato le altrui scritture, il primo esempio, per “la passione” è questo sopra descritto in Filone. Per la crocifissione hanno plagiato Flavio in Autobiografia; [420] In seguito, inviato dal Cesare Tito, con Cereale e mille cavalieri, a un villaggio chiamato Tekoa, per verificare se il luogo era adatto ad accogliere un campo trincerato, poiché ripartendone vidi molti prigionieri crocifissi e ne riconobbi tre che erano stati miei amici, ne ebbi il cuore straziato e mi recai pian­gendo a dirlo a Tito. [421] Egli ordinò immediatamente che fossero tirati giù e che ricevessero le cure più attente. Due, nonostante le cure, morirono, ma il terzo soprav­visse. Questo è il secondo esempio di santa plagia frode, dei “TRE” crocifissi, e il Giuseppe Flavio(alias d’ ARIMATEA) bar Mattia che tira giù qualcuno dalla croce. Cambiano le parole ma la musica resta. [!!!BAR-MATTIA!!! anagrammato e con qualche ritocco di penna lo fanno diventare b-in D’ARIMATEA e T in E] così è raggiunto lo scopo falsificatorio.
Saluti Cecco