Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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Anonimo

Ringrazio fin da ora chi mi indicherà dove è errata la mia analisi.

Con questa discussione mi pongo come obbiettivo di dimostrare in modo semplice e chiaro:

a) come è stata costruita questa interpolazione [u]“che era soprannominato il Cristo”[/u] allo scritto di Giuseppe Flavio “Antichità Giudaiche” libro XX cap. IX,1.

b) chi l'ha organizzata

c) perchè è stata fatta

d) le conseguenze

a) La costruzione dell'interpolazione o falsificazione

I)l testo originario di Giuseppe Flavio riportato in “Ant. Giud. libro 20.9. verso 197 e seguenti era questo:

197 “Venuto a conoscenza della morte di Festo, Cesare inviò Albino come procuratore della Giudea. Il re poi allontanò Giuseppe dal sommo sacerdozio e gli diede come successore nell'ufficio il figlio di Anano, il quale si chiamava anch'egli Anano”.

198 “Del vecchio Anano si dice che fu estremamente felice; poiché ebbe cinque figli e tutti, dopo di lui, godettero di quell'ufficio per un lungo periodo, divenendo sommi sacerdoti di Dio; un fatto che non accadde mai ad alcuno dei nostri sommi sacerdoti”.

199 ” Il più giovane Anano che, come abbiamo detto, fu designato al sommo sacerdozio, era una persona di indole franca e oltremodo ardita. Seguiva la scuola dei Sadducei, che, in verità, quando sedevano in giudizio erano più insensibili degli altri Giudei, come già accennato.”

2oo “Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: cosi convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo”, fratello di Gesù, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.”

201 Ma le persone più equanimi della città, considerate le più strette osservanti della Legge si sentirono offese da questo fatto. Perciò inviarono segretamente (legati) dal re Agrippa supplicandolo di scrivere una lettera ad Anano che il suo primo passo non era corretto, e ordinandogli di desistere da ogni ulteriore azione.

202 Alcuni di loro andarono a incontrare Albino che era in cammino da Alessandria informandolo che Anano non aveva alcuna autorità di convocare il Sinedrio senza il suo assenso.

203 “Convinto da queste parole, Albino inviò una lettera sdegnata ad Anano minacciandolo che ne avrebbe portato la pena dovuta. E il re Agrippa, a motivo della sua azione depose Anano dal sommo pontificato che aveva da tre mesi, sostituendolo con Gesù, figlio di Damneo.”

Riassumendo: in Palestina alla morte del procuratore Festo, l'imperatore romano lo sostituì con Albino, contemporaneamente il sommo sacerdote di quel tempo di nome Giuseppe fu sostiuitp da un'altra persona di nome Anano.

Anano era un cattivone che arrivato al potere cercò subito di abusare di tale potere, operando per uccidere una persona a lui ostile di nome Giacomo.

Questa persona di nome Giacomo aveva un fratello di nome Gesù e poichè il padre di Gesù era Damneo anche Giacomo che era fratello di Gesù era figlio di Damneo. Quindi, Damneo era il padre di entrambi.

Alla fine Giacomo fu salvato per l'intervento di persone buone presso il procuratore Albino, e suo fratello Gesù figlio di Damneo fu fatto sommo Sacerdote al posto del cattivone Albino.

[u]E' chiaro che questo passo di Giuseppe Flavio senza interpolazione non ha nulla a che fare con il cristianesimo[/u]

[u].E' chiaro che in questo passo di Giuseppe Flavio senza interpolazioni, Giacomo e Gesù sono figli di Damneo, tutte persone che non hanno nessuna relazione con la storia del cristianesimo.[/u]

Il falsario Eusebio da Cesarea leggendo questo passo ebbe l'infelice idea di inserire o far inserire nel verso 200:

“Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: cosi convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo”, fratello di Gesù, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.”

le seguenti ed esclusive parole: [u]che era soprannominato il Cristo[/u], dopo il fratello di Gesù.

Ed ecco il verso 200 interpolato:

“Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: cosi convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo”, fratello di Gesù, che era soprannominato il Cristo e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.”

[u]Con questa interpolazione, Giacomo diventa il fratello di Gesù Cristo. e quindi suo padre non è più Damneo ma Giuseppe, cioè il padre di Gesù Cristo.[/u]

b) Chi l'ha organizzata.

Tale interpolazione o fasificazione è stata organizzata da Eusebio da Cesarea (260-339 circa) storico ed esegeta che scrisse opere fondamentali sui primi secoli del cristianesimo.

Infatti fu il primo autore che riporti tale interpolazione sulla sua Storia Ecclesiastica, libro II,23-20:

“20. Giuseppe con sicurezza conferma questo pensiero nella sua opera, dicendo: «Queste sciagure si riversarono sui Giudei come punizione della loro efferatezza nei riguardi di Giacomo il “Giusto”, fratello di Gesù detto il Cristo, che essi uccisero, sebbene fosse l'uomo più giusto»”

Però si sa che Giuseppe Flavio non proclamò la messianicità di Gesù infatti il passo di cui stiamo parlando (Antichità giudaiche libro XX capitolo IX verso 200:”Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: cosi convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo”, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.”) non sembra essere stato incluso nei testi delle Antichità conosciuti prima del IV secolo.

Va ricordato che non possediamo il testo greco scritto da Giuseppe Flavio, ma soltanto delle copie: le più antiche (conosciute come P e A) datano dal IX e X secolo. Queste copie, relativamente tardive, sono quelle che stanno alla base delle nostre edizioni greche correnti e delle rispettive traduzioni nelle lingue moderne.

Ma conosciamo circa una dozzina di autori cristiani del II e III secolo che avevano dimestichezza con gli scritti di Giuseppe Flavio. Molti di loro scrivevano per contribuire a dare legittimità alla chiesa nascente e utilizzavano tutto ciò che potesse servir loro a tale scopo: è quindi significativo che nessuno di loro menzioni la fede in Gesù di Giuseppe Flavio. Se il famoso storico ebreo, sponsorizzato dalla famiglia imperiale, avesse affermato che Gesù è il Messia, sarebbe stato utile alla loro causa menzionare un tale fatto, ma ciò non avvenuto.
(Steve Mason – Giuseppe Flavio e il nuovo testamento)

È inoltre molto significativo il fatto che il celeberrimo maestro cristiano Origene (185-254) neghi apertamente, in due passi diversi, che Giuseppe Flavio abbia mai creduto nella messianicità di Gesù. Riferendosi alla descrizione (considerata favorevole) che Giuseppe Flavio fa di Giacomo «fratello di colui che è chiamato Cristo», Origene esprime la sua meraviglia per il fatto che lo storico ebraico «non accettasse che il nostro Gesù è Cristo» (Commento su Matteo relativo a Mt. 10,17). Analogamente, nella sua opera apologetica Contro Celso, rinvia il lettore alla difesa del giudaismo fatta da Giuseppe Flavio, ma si rammarica che quest'ultimo «non abbia creduto in Gesù come Cristo» (1.47). Origene conosceva molto bene gli scritti di Giuseppe Flavio: cita correttamente la Guerra, le Antichità e il Contro Apione. Ma è difficile immaginare come avrebbe potuto fare quelle affermazioni sull'incredulità di Giuseppe Flavio se avesse conosciuto il testimoniumflavianum che troviamo nelle nostre copie di Giuseppe Flavio e il contenuto di antichità Giudaiche libro XX, cat. IX,1. Evidentemente la sua copia delle Antichità, come quelle dei suoi predecessori, non contenevano quel passo.

E neppure negli Atti degli Apostoli viene riportata la morte di questo Giacomo fratello di Gesù che era soprannominato il Cristo.

Tutto questo perchè ancora in quei tempi nessun apologeta cristiano aveva accesso agli archivi imperiali per falsificare i relativi documenti nei punti in cui aveva interesse.

Un caro saluto.