Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

Home Forum TEOLOGIA Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove. Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

#36555
Richard
Richard
Amministratore del forum

io credo invece che avremo altri elementi tangibili come prova storica

http://www.edgarcayce.it/media/educazione.htm

D- Perché la Bibbia non parla dell’educazione di Gesù, o ci sono ora dei manoscritti sulla terra che daranno questi dettagli mancanti ?
R- Ve ne sono alcuni che sono stati contraffatti. Tutti quelli che esistevano sono stati distrutti,– cioè gli originali – con le attività ad Alessandria

http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Alessandria

È un fatto che quella gigantesca e preziosa raccolta libraria, che presumibilmente riassumeva lo scibile della cultura antica, fu distrutta. Il bello è che non sappiamo quando, se cioè nel I sec. a.C., o alla fine del III, o durante il VII. Le due ipotesi che si confrontano sono note: la catastrofe fu dovuta a Giulio Cesare in un incendio che lo vide quanto meno corresponsabile, nel 48-47 a.C., ovvero al fanatismo degli arabi musulmani e in particolare del conquistatore di Alessandria, nel 642 d.C., Amr ibn al-Asi, nel 642 d. C.. Ma non va trascurato un episodio intermedio: la guerra dell’ imperatore Aureliano (270-275 d.C.) contro Zenobia, nel corso della quale fu raso al suolo il quartiere alessandrino detto del Bruchion dove si trovavano la reggia e, al suo interno, la biblioteca dei Tolomei. Riassumendo, il corso più probabile degli avvenimenti secondo la critica storica, filologica e archeologica recente è questo: a causa o per colpa (ma non per volontà) di Giulio Cesare, è molto probabile che il venerabile edificio e il suo contenuto soffrissero di danni, l’ entità dei quali non possiamo valutare, già nel 48-77; quindi, in pieno III secolo, ebbe luogo un nuovo episodio d’incendio; infine la nuova biblioteca, che era stata intanto ricostituita e che nel IV secolo si era andata arricchendo attorno alla celebre scuola filosofico- matematica alessandrina, fu distrutta e dispersa dai conquistatore arabi.

Nel 2008, il tema fu ripreso in un bel volume curato dall’attuale direttore della «nuova» Bibliotheca Alexandrina, Ismail Serageldin, What happened to the Ancient Library of Alexandria? (Leiden, Brill, 2008). Alcune voci di studiosi contenute in quel libro, tutte autorevoli, appaiono tuttavia preoccupate di riversare la responsabilità della sciagurata distruzione su Giulio Cesare, scagionandone il conquistatore musulmano e al tempo stesso riprendendo un’erronea congettura moderna che portava a ben 400.000 il numero dei manoscritti distrutti, che secondo Tito Livio sarebbe asceso alla pur spaventosa cifra di 40.000
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27984

Io non voglio dimostrare che l'ossario sia una prova dell'esistenza di Gesù
sottolineo tutta la battaglia e la confusione nata dopo la notizia dell'esistenza di questo reperto, falsificato o meno..