Rispondi a: Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1291133943=CeccodAscoli]
[Buttar chiodi lungo la strada da percorrere, per mandarla “FUORI STRADA”]

A questo punto è fondamentale porci una domanda: perché Ipazia non godette più
della tolleranza e dei privilegi che i re egiziani prima (i Tolomei) e gli imperatori romani
poi, avevano concesso per 700 anni a tutti gli studiosi che l’avevano preceduta? Cercherò di
riassumere, in poche pagine, le drammatiche vicende che narro nel libro… e che ci
aiuteranno a comprendere come e perché mutò il destino della città che fino allora era
stato il faro della Sapienza del mondo intero.

Anno 391 d.C. – Ipazia, bellissima figlia ventunenne del matematico Teone, studia
astronomia, matematica e filosofia nel Centro Studi della Biblioteca di Alessandria
d’Egitto. Aiutata dal suo allievo Shalim, vuole mettere in salvo le opere scientifiche e
filosofiche degli antichi, perché le lotte religiose stanno mettendo in pericolo la Biblioteca
(situata sotto al tempio di Serapide). La religione pagana viene dichiarata fuorilegge dagli
editti dell’imperatore Teodosio: il prefetto imperiale Evagrio e il vescovo Teofilo chiudono
il tempio. Shalim riesce a nascondere nei sotterranei del Faro una minima parte dei trattati
scientifici.
Teone, Ipazia, Zeev e gli studiosi della Biblioteca cominciano a trasportare i 700 mila
volumi sulla nave di Zosimo, ancorata nel porto preistorico sull’isola del Faro. Ma la
situazione precipita: i cristiani profanano le statue del dio Serapide, i pagani occupano il
tempio, l’imperatore ne ordina lo sgombero e una folla inferocita aiuta il vescovo Teofilo a
distruggerlo e ad appiccare il fuoco alla biblioteca: nell’incendio muoiono Teone e Zeev. I
cristiani distruggono tutti i templi pagani di Alessandria, e danno fuoco anche alla nave di
Zosimo con 50 mila volumi fino allora evacuati. Nel rogo bruciano anche Zosimo e
Ausenzio, compagno di studi di Shalim.

http://www.antikitera.net/download/Ipazia.pdf

Ringrazio Cecco
[/quote1291133943]
grazie dello spunto
mi incuriosisce proprio questa cosa della Biblioteca, che non si sa chi e non si sa quando e come è bruciata e si sono perse migliaia di uniche copie di documenti