Rispondi a: Gamala, la città che ispirò la vera storia di Gesù

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AlessioDa
Partecipante

Un saluto a tutti gli utenti ed a tutti i lettori appassionati di “AG”, sono Alessio De Angelis, mi scuso se non sono intervenuto prima. Spero che l'articolo, inteso a verificare la realtà storica della Nazareth dei vangeli e ad aprire nuove possibili prospettive per quanto riguarda la questione neotestamentaria del “Gesù storico”, sia riuscito almeno in parte nel suo intento. Presto provvederemo a pubblicare nuovi interessanti articoli sulla ricerca storica comparata tra Nuovo Testamento e scritti storiografici extratestamentari.

[quote1291147177=CeccodAscoli]
Mi complimento con Alessio per il suo esaustivo, preciso e chiaro post. Ecco altre basi di ricerca vangeli e storia sul personaggio vero, e che con le sue vesti altro mito è osannato da inconsapevoli “crétiènn”. Alessio io ti conosco tramite YOUTUBE, ti vedo ragazzo molto sveglio, “figlio “DNA” docet. Ora ti faccio una domanda conoscitiva: [u]COSA NE PENSI DEI PASSI IN G: FLAVIO SUL BATTISTA?[/u] Ti ringrazio anticipatamente, come ringrazio tutti del forum.
Cecco d' Ascoli.

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Salve Cecco, so che sei molto interessato a questi argomenti vista la tua costante partecipazione in forum dove si tratta l'annosa questione del “Gesù storico”.
Dovendo essere sincero, devo ammettere che non mi sono mai soffermato troppo a lungo sulle vicende di Giovanni il Battista, né ho mai pubblicato un approfondito studio al riguardo (forse sarà mia intenzione non appena avrò un po' di tempo disponibile).
Personalmente, anche se non ci metterei la mano sul fuoco, ritengo che, sebbene sia molto probabile che il personaggio di Giovanni il Battista fosse realmente esistito durante il periodo in cui si svolsero le vicende evangeliche, alcuni passi che lo riguardano nelle Antichità di Giuseppe Flavio siano senz'ombra di dubbio spurie interpolazioni cristiane, come ad esempio il seguente passo:

“Erode infatti aveva ucciso quest'uomo buono che esortava i Giudei a una vita corretta, alla pratica della giustizia reciproca, alla pietà verso Dio, e così facendo si disponessero al battesimo; a suo modo di vedere questo rappresentava un preliminare necessario se il battesimo doveva rendere gradito a Dio. Essi non dovevano servirsene per guadagnare il perdono di qualsiasi peccato commesso, ma come di una consacrazione del corpo insinuando che l’anima fosse già purificata da una condotta corretta.” (Antichità Giudaiche libro XVIII, 117 – edizione UTET -).

Innanzitutto, rispetto alle altre vicende narrate da Giuseppe Flavio, il brano risulta stilisticamente discordante con lo stile rapido e coinciso dello storico ebreo; in seconda istanza salta fuori una contraddizione tra il Giovanni Battista pieno di pietà, buono e caritatevole descritto in questo passo, simile, guarda caso, al Gesù dei vangeli, ed il Giovanni Battista, descritto poche righe dopo sempre da Giuseppe Flavio, che infonde la paura nell'animo di Erode che egli potesse indurre molti dei suoi seguaci ad una pericolosa sedizione nei suoi confronti.
Terzo era molto improbabile che Giuseppe avesse la concezione di Battesimo che abbiamo noi oggi, introdotta molti anni dopo dalle correnti religiose cristiane.

Risulta dunque palese che il Giovanni Battista dei vangeli canonici, la cui madre Elisabetta viene definita “parente di Gesù” in un passo del vangelo di Luca (mi sembra in Lc. 1: 36), il che lo rende praticamente uno dei cugini di Gesù (che, bada bene, non sono i Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda dei vangeli di Marco e di Matteo), non corrisponde al “Battista” di Giuseppe Flavio.
In effetti il vangelo di Marco in particolare riporta molti errori sulle vicende del personaggio (dovuti forse al fatto che, al contrario di Luca, Marco non aveva mai letto Giuseppe Flavio); al riguardo scrive Emil Schürer:

“Filippo è menzionato come primo marito di Erodiade in Mc. 6,37. Nel brano parallelo di Mt. 14,3 il nome manca nel cod. D ed è aggiunto tra parentesi da Tischendorf. Invece in Lc. 3,19, dove il nome similmente compare nel textus receptus, esso è eliminato da Nestle e Aland. Poiché, secondo Giuseppe, non il tetrarca Filippo ma l'Erode menzionato sopra era il primo marito di Erodiade, la notizia di Marco risulta errata. È vero che molti hanno cercato di spiegare l'errore ipotizzando che la persona a cui si riferisce Marco fosse un Erode Filippo distinto dal tetrarca; ma sarebbe molto strano che Giuseppe e gli scrittori del Nuovo Testamento si fossero divisi i due nomi, e ancora più strano che il vecchio Erode avesse avuto due figli di nome Filippo. Il ricordare per analogia che più d'uno dei suoi figli portava il nome di Erode non fa al caso, perché questo era il nome di famiglia. Altrettanto non convincente è l'analogia dei due fratelli Antipatro e Antipa, perché questi sono due nomi completamente diversi” (Emil Schürer 'Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù cristo (175 a.C. – 135 d.C.) – Volume I', Brescia, Paideia Editrice, 1985).

L'autore del vangelo di Luca che invece, come abbiamo detto, aveva certamente letto Giuseppe Flavio, cercò invano di riconciliare le due fonti – quella di Marco e quella dello storico ebreo – incorrendo, però, in altri terribili errori, come quando fa concepire Maria sotto Erode il Grande (prima del 4 a.C.) e la fa partorire durante il censimento ordinato da Quirino (6. d.C.), facendo restare la Madonna in stato di gestazione per un minino di 10 anni (e, incredibilmente, Luca viene addirittura definito dalla tradizione “un bravo medico siriano”).
Senza contare, inoltre, che mentre i vangeli ci dicono che Gesù sia morto tre anni dopo la morte di Giovanni il Battista (ovvero, stando ai vangeli, proprio agli inizi degli anni trenta), ponendo la morte di Giovanni negli ultimi anni del secondo decennio, Flavio Giuseppe riporta, in aperta antitesi con i Vangeli, che il Battista sia stato ucciso da Erode tra la fine del 35 d.C. e l'inizio del 36, ponendo la sua morte molti anni dopo l'ascesa in cielo del messia dei Cristiani.

Giovanni il Battista, insomma, come personaggio storico probabilmente esistette per davvero, tuttavia non entrò assolutamente in contatto né con Gesù, o con chi ne faceva le veci, né pertanto con le prime correnti “cristiane” (che, tra l'altro, a quel tempo ancora non esistevano).

Un caro saluto a tutti i frequentatori del forum
Alessio De Angelis