Rispondi a: Il mito del piccone

Home Forum TEOLOGIA Il mito del piccone Rispondi a: Il mito del piccone

#36886

pablo
Partecipante

Questa considerazione andrebbe a supporto della teoria extraterrestre, che però in alcuni casi continua lasciarmi perplesso, nel senso che ci sono punti in cui questa teoria è poco convincente, come ad esempio il fatto che gli Annunaki scavano per 144 mila anni (secondo quanto dice Enki in un antico documento recentemente rinvenuto) e per di più con strumenti rozzi e rudimentali quali il “piccone”…
Considerando la teoria della relatività di Einstein ho provato a darmi una risposta, ovvero considerando che l'orbita di Nibiru (che non penso sia un pianeta!) è di 3600 anni, e che quindi ogni 3600 anni corrisponderebbero ad un anno terrestre, i 144 mila anni in cui loro sono stati a scavare risulterebbero come…40 anni visti dal punto di vista terrestre! Inoltre può darsi che i testi sumeri non si riferissero propriamente strumenti rudimentali come il piccone in quanto, nel caso questi Annunaki avessero avuto delle tecnologie superiori, i sumeri non avrebbero saputo come descriverle e quindi avrebbero usato dei termini di paragone, oppure li avrebbero chiamati con il nome di strumenti di loro conoscenza; senza considerare il fatto che questi testi sono stati scritti in un momento in cui, nel caso il contatto con la civiltà extraterrestre sia avvenuto realmente, gli Annunaki già erano stati da tempo mitizzati…

———————————————————————————-
ma si anch'io sono convinto che il termine “piccone” era l'unico modo per loro di descrivere un atrezzo meccanico(se di questo si trattava) cosi come nibiru. certamente un uomo di quell'epoca non sarebbe stato in grado di pensare ad un'astronave ,o qualcosa del genere(questo per l'ipotesi extraterrestre). anche riguardo all'estrazione dell'oro
i sumeri potrebbero aver interpretato la cosa a modo loro,
facendo un esempio,se noi dovessimo andare in mezzo ad un popolo estremamente primitivo a spiegargli come funziona
un aeroplano dovremmo per forza cercare un linguaggio adatto a loro