Rispondi a: Il mito del piccone

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#36902

AlessioDa
Partecipante

[quote1316007442=pasgal]
Caro Alessandro sto appunto studiando il settimo capitolo. (…)
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Proprio così Pasquale, l'identificazione Mosè-Akhenaton è una teoria che va avanti dalla notte dei tempi, addirittura la propone lo stesso Freud in un libro che scrisse dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon nel 1922, quindi sembrerebbe ridicolo affermare che per primi l'abbiamo tirata fuori noi; la nostra ricerca si basa, nel presente caso, in un lavoro di “ricomposizione” e “ristrutturazione” di quelle che sono ipotesi avanzate dalla notte dei tempi: addirittura lo stesso Giuseppe Flavio ipotizzò, 1920 anni fa, ciò che noi oggi siamo in grado di dimostrare più semplicemente tramite nuove scoperte archeologiche e paleografiche!
Riguardo l'assoluta convinzione con la quale diffondiamo le nostre “teorie”, posso dire che è dovuta, in gran parte, oltre che all'ardore ed alla passione con la quale ci dedichiamo a queste ricerche, alla consapevolezza di avvalerci di testimonianze storiche, archeologiche ed etimologiche sicure, che non possono pertanto essere smentite, come appunto non si può fare con l'evidenza storica; tuttavia questa sarà una cosa che si capirà meglio una volta che si leggerà il prossimo volume della trilogia, dove sarà evidente l'inconfutabiltà delle prove da noi portate a supporto della non esistenza dei personaggi neotestamentari; con le quali, perdonami l'ostentata sicurezza, sfido chiunque, da Ravasi a Messori, dall'ultimo dei sacerdoti al più esperto degli esegeti, a dimostrarne la fallacia e l'inattendibilità 😉
In merito di ciò che è scritto a pagina 192, si tratta più che altro di una superficialità con la quale ci siamo espressi, ciò che si sarebbe voluto dire (ma non è stato detto), reso in modo più esplicito, sarebbe stato questo: “Questa è la storia, di cui vi avevamo prima accennato, che sarebbe scritta nella scatola dei papiri 101”, ma purtoppo, alcune volte, si incorre in superficiali errori di espressione che, a causa della mole di informazioni e della velocità con la quale si scrive, passano spesso inosservati in primis allo stesso autore; che, non a torto, prima di iniziare a scrivere un'opera di tale importanza, è consapevole delle difficoltà – che inevitabilmente gli si paleseranno – che avrà nel non farsi sfuggire neppure una frase che potrebbe ingenerare disattezioni o, ancora peggio, veri e propri equivoci.

Fammi sapere cosa ne pensi quando arrivi alle prove etimologiche riportate a fine capitolo =) =)

Un abbraccio
Alessio