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civile
Partecipante

[quote1355993169=Richard]
Paul Anton Keller, allora trentenne, che lo descrisse nel suo libro Im Schattenreich (Nel regno d'ombra) del 1948. Mentre Keller aiutava alcuni ragazzi del paese ad alzare l'albe¬ro della cuccagna, qualcuno perse l'equilibrio e il pesante palo piombò sullo scrittore:

«Un colpo spaventoso mi scaraventò a terra. Dolore lancinante in tutto il corpo. Poi ogni rumore svanì. E tuttavia io sentivo ancora, percepivo, vedevo, comprendevo l'evento con una chiarezza e una limpidezza che non avevo mai sperimentato prima in vita mia… Vedevo me stesso, vedevo il mio corpo giacere sul prato calpestato e lo osservavo senza alcuna partecipazione, quasi con ripugnanza… Arrivò in bicicletta il dottore. Il mio corpo fu sollevato. Ora vedevo le larghe spalle del dottore che si chinava sul mio corpo. Accorsero anche alcuni curiosi e io mi misi in mezzo a loro, non incontrando alcuna resistenza. Che gli altri non mi vedessero mentre io ero vivo come non mai era cosa che mi stupiva e meravigliava. Poi tutto quello che mi circondava svanì e io mi ritrovai solo. Indescrivibile è la sensazione di pace e felicità che provavo: tutto ciò che mi aveva turbato era lontanissimo, non riuscivo neppure a richiamarlo alla memoria. Avevo ancora la capacità di pensare? Mi sembrava che tutto si fosse dissolto in un sentimento, in una limpida percezione che mi si rivelava come una realtà potenziata e trasfigurata. Avevo già sperimentato svenimenti e anestesie, ma il mondo sensibile in cui mi trovavo era infinitamente più chiaro e tuttavia indipendente da organi e nervi…
http://www.neardeath.it/aaa/d24-giovetti.htm

Vediamo ora qualche caso italiano. Un signore di Como, Romeo N. racconta:

«Nel 1977 ebbi un collasso, persi i sensi e di colpo mi trovai in un'altra dimensione: con grande stupore vidi i miei genitori defunti, mamma e papà che mi sorridevano. Non parlavano, eppure capii che mi dicevano di non aver paura, che non era giunto il momento di stare con loro, di continuare a comportarmi così, che loro erano contenti del mio modo di vivere. Era una gioia capirsi senza aprir bocca. Dietro di loro c'era una grande pianura, piena di luce viva, una luce di pace, di gioia, una luce che si intuisce eterna, in cui è dolce vivere, una luce cui ci si assoggetta interamente senza esserne obbligati, una luce che nessun vocabolario umano può contenere le parole adatte a descriverla. Poi gradatamente cominciai a tornare alla realtà terrena, a distinguere i contorni della stanza, la luce del sole. Ero disorientato, spaurito, mi accorgevo con rammarico di aver lasciato quel mondo così bello. Ma quello che mi stupiva era il fatto che tutto ciò che era terreno l'avevo dimenticato: avevo dimenticato, e non mi dispiaceva, tutto ciò che mi era più caro, la moglie, i figli, tutto ciò che fa felici gli esseri umani qui sulla Terra. Questa esperienza ha cambiato totalmente il mio modo di pensare, di agire, di vivere. Ora la morte non mi fa più paura, perché là c'è la beatitudine, la vera pace, immersi in quella luce che è vita»….
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non é altro che un esperienza pre-morte,simulabile con l'utilizzo di certe droghe,c'é una droga che addiritura simula l'assenza di gravità,il loro cervello era sotto-schok,era in fase di cortocircuito,regalandoli tali sensazioni paranormali,ma di certo non erano morti,altrimenti l'effetto sarebbe stato anestesia totale senza risveglio,la fine.