Rispondi a: la morte!

Home Forum TEOLOGIA la morte! Rispondi a: la morte!

#37321
Richard
Richard
Amministratore del forum

“In alcuni casi la sospensione delle funzioni vitali è stata determinata da esigenze di tecnica chirurgica strettamente controllata, che non dovrebbero lasciare dubbi sulla verifica delle condizioni di sospensione del funzionamento del cervello (per esempio, lunghi periodi di encefalogramma piatto). Le testimonianze delle esperienze vissute dalle persone le cui funzioni vitali si trovavano in quello stato inducono alcuni ricercatori ad ipotizzare che la corrispondenza coscienza=stato mentale=attività cerebrale in alcune circostanze possa venir meno.

Coloro che sostengono la tesi che in ogni caso le NDE devono essere prodotte dall'attività del cervello, appartengono a due categorie: o si richiamano al fatto che, senza eccezioni, qualsiasi forma di consapevolezza e qualsiasi elemento di informazione ricevuto dagli esseri umani deve passare attraverso l'attività cerebrale – il che si risolve in una negazione a priori di altre alternative – oppure cercano di provare che le NDE non si verificano in condizioni di EEG piatto (pur se così potrebbe sembrare) ma prima o dopo tali stati, e che l'attività cerebrale anche in condizioni di ridotta efficienza può consentire il prodursi di tutte le esperienze delle NDE e la loro memorizzazione. I primi sostengono (logicamente, in base ai loro presupposti) che l'onere della dimostrazione del fatto che le NDE potrebbero non dipendere dall'attività cerebrale sia tutto a carico di chi sostiene tale tesi, mentre i secondi ritengono di aver dimostrato che le NDE sono prodotte dal cervello.

Per conto mio, ritengo che allo stato attuale le conoscenze scientifiche sul modo in cui il cervello elabora l'informazione – e soprattutto un tipo di informazione come quella presente in diverse NDE – siano insufficienti per poter trattare l'argomento con adeguata sicurezza, nonostante i recenti sviluppi delle neuroscienze..”
http://www.neardeath.it/aaa/d-nde.htm

“«La maggior parte degli atei sembrano essere certi che la coscienza dipende interamente (e sia riducibile al) dal funzionamento del cervello. Nell’ultimo capitolo del mio libro, sostengo brevemente che questa certezza è ingiustificata. La verità è che gli scienziati non sanno ancora quale sia il rapporto tra coscienza e materia» (The End of Faith, Norton & Company 2004). Questa frase appartiene sorprendentemente al filosofo Sam Harris, conosciuto per essere uno dei leader internazionali dell’ateismo scientifico (si, farà anche sorridere, ma c’è ancora gente che ci crede)…

Mettendo da parte questo genere di odifreddure, interessante andare a leggere la recente opinione, ad esempio, di Robert Lanza, responsabile scientifico presso l’Advanced Cell Technology e docente presso la Wake Forest University School of Medicine, il quale scrive: «nonostante i superconduttori che contengono una quantità sufficiente di filo di niobium-titanium per fare il giro della terra sedici volte, non abbiamo una maggiore comprensione del perché esistiamo rispetto ai primi pensatori della civiltà […] Quanto più scrutiamo lo spazio, tanto più ci rendiamo conto che il segreto della vita e dell’esistenza non può essere trovato controllando le galassie a spirale o visionando lontane supernovae . Si trova più in profondità. Si tratta di noi stessi […]. Siamo molto di più di quanto ci è stato insegnato nelle ore di biologia a scuola. Non siamo solo una collezione di atomi […] c’è di più per noi che la somma delle nostre funzioni biochimiche. La scienza non è riuscita a riconoscere le proprietà della vita che lo rendono fondamentale per la nostra esistenza». Ed infine: «La risposta alla vita e all’universo non può essere trovata guardando attraverso un telescopio o esaminando i fringuelli delle Galapagos. Si trova molto più in profondità. E’ per questo che esiste la nostra coscienza».

il filosofo Colin McGinn, docente presso l’Università di Miami, ha affrontato http://www.newstatesman.com/ideas/2012/02/consciousness-mind-brain la tematica: «Più guardiamo il cervello, tanto meno sembra un dispositivo per la creazione della coscienza. Forse i filosofi non saranno mai in grado di risolvere il mistero». Ecco dunque, come si diceva, che la parola “mistero” torna a fare capolino. Parlando della filosofia della mente, ha delineato le 5 posizioni correnti sulla coscienza..
http://www.uccronline.it/2012/05/13/il-mistero-della-coscienza-non-e-nel-cervello-e-non-arriva-dallevoluzione/

http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1657919,00.html
University of Kentucky neurophysiologist Kevin Nelson theorizes that NDEs are what can happen when a particular sleep state intrudes on the imperiled brain. “I wouldn't say it's definitive,” says Nelson. “But it's an intriguing hypothesis that answers a great deal.”

Read more: http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1657919,00.html#ixzz2FaQKIC5h

http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/vita-morte/vita-morte/vita-morte.html
“Questa differenza – conclude Nelson – suggerisce che l'intrusione dei sogni nella vita cosciente è una condizione che potrebbe favorire, in situazioni estreme, delle esperienze pre-morte”.

comunque si sapeva che le obe sarebbero inducibili http://books.google.it/books?id=6IG3qiAjJGcC&pg=PA13&dq=%22I+will+not+scratch,%22+I+thought,+knowing+that+if&hl=it&sa=X&ei=wvbSUMnvPKX-4QT9vYCACA&ved=0CDcQ6AEwAA#v=onepage&q=%22I%20will%20not%20scratch%2C%22%20I%20thought%2C%20knowing%20that%20if&f=false sia da sè stessi che artificialmente
Il punto è, è un sogno o abbiamo proiettato la coscienza, visto ad esempio le testimonianze di persone che hanno visto e descritto stanze dell'ospedale http://xoomer.virgilio.it/mariafel/OOBES.html che non avrebbero potuto visitare soprattutto nelle loro condizioni.

Mi consenta di spiegarle questo: quando il cuore si ferma, il cervello smette di funzionare, dopo 11 secondi non c’è attività logica. Se si chiede alla gente che ha avuto l’esperienza di pre-morte che cosa succede, dicono che quando il cervello cessa di funzionare ci si allontana dal corpo e si assiste al processo di rianimazione. Se riusciremo veramente a dimostrare che queste persone hanno acquisito delle informazioni nel momento in cui hanno abbandonato il loro corpo e il cervello non lavora più, saremo in grado di dire che la mente e il cervello non sono la stessa cosa. Durante l’esperimento avremo una telecamera che riprende il processo di rianimazione, così sapremo tutto quello che succede. Inoltre avremo un display a cristalli liquidi sopra il tavolo operatorio ma rivolto verso l’alto, insomma uno schermo piatto su cui appaiono dei disegni.
https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.7596

Scientists discover 'near death' evidence
Dr Sam Parnia, a clinical research fellow at Southampton University who made similar findings earlier this year, called the latest report 'very exciting'.

'Very little is known scientifically about the subjective experience of dying, the nature of the human mind and its outcome during ” clinical death”. The findings need to be investigated with a much larger study. If the results are replicated, it would imply that the mind may continue to exist after the death of the body, or an afterlife.'

Read more: http://www.dailymail.co.uk/news/article-89926/Scientists-discover-near-death-evidence.html#ixzz2FafMTVQv
Follow us: @MailOnline on Twitter | DailyMail on Facebook

Serve tempo…