Rispondi a: la meditazione funziona?

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Omega
Partecipante

Ma io tutto quello che ho postato ho già praticato e verificato su me stesso parola per parola 'sillaba per sillaba', altrimenti sarei un ipocrita parlarne senza Conoscere.

La Paura porta alla chiusura, è perfettamente normale. (Ah, l'invidia- brutta bestia.. !sad )

Il fatto che siamo differenti non è un problema per me, ma un vantaggio. Amando in effetti la diversità – la 'posizione' del prossimo più è differente dalla mia e più mi arricchisce spiritualmente (oltre che culturalmente).

E soprattutto saluto il grande Totò che probabilmente si trova nell'aldilà e che si farà due risate leggendo le nostre discussioni terrene sul Computer Alieno. 😀 !alien !dodge

Poi.. le parole umane sono fallibili- “La Lettera uccide, lo Spirito vivifica” (II Corinzi 3:6).

Il che vuol dire che il percorso di una persona è necessariamente differente dal percorso di una qualunque altra persona non esistendo sulla Terra due DNA identici. Ognuno di noi è unico e per questo motivo (tra gli altri) prezioso – dunque da valorizzare. Mi piace incoraggiare gli altri ad essere differenti da me perché non ho mai desiderato attorno a me i miei cloni..

Tutto ciò significa che io potrei vedere l'insegnamento di Don Juan in un modo tu in un altro modo e Pasgal in un altro ancora etc.. Importante è ciò che accade dentro di noi (ed è anche lo scopo della meditazione o della 'Via') e non quello che avviene fuori di noi. Quello che per te rappresenta il progresso per me potrebbe rappresentare il regresso e viceversa con tutte le possibilità intermedie.

Non per caso siamo nati come individualità (con diritti e doveri individuali), non come collettività 'da standardizzare'. Ogni meditazione o Via si divide in due parti: 1-la preparazione e 2-l'Essere; la 1° fase dipende solo dalla Comprensione di ciò che si sta facendo nell'istante presente, la 2° dal Codice Genetico 'immutabile' – il quale decide il nostro carattere; la prima parte è un mezzo dell'Essere, la seconda è appunto Essere (fine a se stesso..).

L'arco del destino (il “destino” = il nostro carattere..) di un “Guerriero” (interiore) è inalterabile. La sfida consiste in quanto lontano saprà andare e in quanto riuscirà ad essere impeccabile all'interno di questi rigorosi limiti. Un “Guerriero” (interiore) sa che sta aspettando e sa cosa sta aspettando, e mentre aspetta si gode la vista del mondo.

Dunque il percorso è sempre in funzione dell'Archetipo genetico (che varia da persona a persona), non è l'Archetipo a dover essere o diventare lo servo della mente, di un paradigma illusorio. Per questo motivo è inutile cercare di 'capire' la mia visione dello sciamanesimo Tolteco anche perché i discendenti Yaki furono Istruiti 'dallo Spirito' (Universale) per restare al passo coi tempi 'di allora' in una progressione attiva continua e dinamica. Ed ogni istante è DIFFERENTE da quello precedente e quello successivo.

:! Il vero Sciamano però è a caccia di Libertà non del Limite.