Rispondi a: Esperienza "strane" e premonitive dormendo e non

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#38139

deg
Partecipante

[quote1216680426=sharon]
Probabilmente ti sei imbattuta in uno degli 11 universi

paralleli in cui sono proiettata… o in un mio ologramma….

nella visione quantica dell'universo multimensionale.

Ormai mi trovi dappertutto! 😀
[/quote1216680426]

Un incuboooooooo! !amazed
Se spieghiazzamo un po' di più le stringhe potremmo anche arrivare a 20, 50, 100, 1000 e più universi paralleli!

A proposito di universi paralleli.
Noi abbiamo più o meno due teorie principali della meccanica quantistica: quella di Copenhagen e quella dell'esistenza di mondi paralleli di Everett.
La prima conferisce un ruolo fondamentale all'osservatore, la cui coscienza influenzerebbe la realtà.
E' un'idea che metta a disagio un sacco di ricercatori e, da alcuni è vista come un ritorno al vitalismo (brevemente: le idee precedono la materia) http://www.molwick.com/it/evoluzione/328-vitalismo.html#vitalismo
La teoria di Everett elabora questo concetto, affermando che i fenomeni quantistici provocano una continua scissione dei mondi, ma gli effetti di queste interazioni quantistiche hanno luogo ognuno in un universo differente. Non è l'osservatore a determinare la realtà, bensi' ogni realtà concepibile come esistente, esiste di per sé. http://www.keplero.org/2007/07/biforcazioni.html

Proviamo ad elaborare una sorte di sintesi delle due teorie:

Questa nuova teoria contempla anch'essa l'ipotesi dell'esistenza di molteplici universi paralleli, ma non ritiene che tali universi siano il frutto di eventi quantistici casuali, bensi' che siano creati dall'azione di osservatori consapevoli;

Cioè, grossolanamente, quando il primo essere umano ha improvvisamente cominciato a fare delle scelte si è determinata la scissione dell'universo (nostro).
Cioè, centomila anni fa, i nostri cervelli erano probabilmente gli stessi di oggi, ma la coscienza si attivo' solo quando si verifico' il fenomeno di meccanica quantistica, forse dovuto al caso (Roger Penrose sostiene che la coscienza umana segue i principi di meccanica quantistica – “La mente nuova dell'imperatore”): la scissione è avvenuta proprio nel modo ipotizzato da Everett.

Questa teorie potrebbe spiegare il grande balzo in avanti degli ominidi, esseri capaci certo di “fabbricare” e di “utilizzare” utensili fatti in serie senza pero', per millenni, affinare il modello.
Senza consapevolezza, non si è in grado di capire che una versione diversa dal modello originale prodotto in serie potrebbe essere migliore; sembra che i reperti archeologici non mostrino variazioni o miglioramenti consapevoli nel tempo, perché i miglioramenti non erano frutto di una scelta, ma di un caso.
Il modello era immutabile.

Quindi la coscienza, forse, si attivo' soltanto quando si verifico' il fenomeno di meccanica quantistica….

(Dalla lettura di: “La genesi della specie” – Robert J. Sawyer –
ll canadese Robert Sawyer, che con il romanzo “La genesi della specie” ha vinto il premio Hugo 2003, ci fa vivere simultaneamente in due universi paralleli di cui uno è abitato da una specie umana scomparsa ventisettemila anni fa, quella dell’uomo di Neanderthal. E il lato curioso, nel confronto fra i due mondi, è che la società che per noi è scomparsa lasciando poche rozze tracce, in realtà ha proseguito nel suo sviluppo e offre il quadro di una comunità per molti versi più equilibrata ed equa della nostra, governata da leggi razionali nonché supportata da una avanzata tecnologia. La vicenda coinvolge due gruppi di ricercatori, in Canada- perché la geografia dei luoghi è uguale, in entrambi gli universi.
Nel mondo Neanderthal Ponter Boddit sta facendo un esperimento su un computer quantistico con il suo compagno Adikor Huld e, per un errore, si trova catapultato nell’osservatorio di neutrini del nostro mondo, a 2 km. di profondità nel sottosuolo. Boddit viene portato immediatamente all’ospedale e solo in un secondo tempo si presta attenzione alle sue caratteristiche somatiche- la forma del cranio, il doppio arco sopraccigliare che sembra il marchio di McDonald’s, la fronte bassa, l’enorme cavità nasale. Superato lo stupore, risolte le difficoltà di comunicazione grazie al piccolo computer inserito nel polso di Ponter Boddit, inizia il paragone tra le due civiltà, perché, nonostante la nostra arroganza, è civiltà anche quella del mondo Neanderthal.
La società di Ponter Boddit ricorda per alcuni versi quella del Mondo Nuovo di Huxley e per altri quella swiftiana degli Houymnhns: la religione non esiste, gli uomini e le donne si ritrovano per accoppiarsi in date fisse con il fine della procreazione regolamentata, il computer Companion è un controllo costante, migliore di quello degli schermi del “1984” di Orwell, e quindi la criminalità è quasi debellata nel mondo di Ponter Boddit: la pena è la sterilizzazione per i colpevoli e per tutti i membri della loro famiglia- ottimo deterrente. Abbastanza per scoraggiare chiunque, abbastanza per capire gli sforzi disperati di Adikor Huld per dimostrare la sua innocenza, quando viene accusato di aver ucciso Boddit, in una trama parallela che ci permette di osservare direttamente gli stili di vita del suo mondo.)
😉