Rispondi a: Vita dopo la morte

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Anonimo

[quote1363782060=orsoinpiedi]
L'informazione puo essere consapevole,cosciente del “Se”?

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Quando non si muove, quando rimane statica, no.

L'uomo è consapevole di Chi E', e di quello che fa, perché i dati del DNA, del sistema sensoriale, e della memoria vengono messi in relazione tra loro. Dal confronto tra lo stato d'essere potenziale, primordiale, originario, con lo stato d'essere vissuto adesso (l'attimo fuggente) è possibile sentire dentro – quindi conoscere chi siamo, chi non siamo e la differenza tra “l'originale” e la “copia”; dunque tra l'altro possiamo intuire se siamo vicini o lontani dal Risveglio.
La consapevolezza dipende da quanto siamo vigili o presenti ma senza dover essere “concentrati” altrimenti la mente interpone dei filtri tra noi e la realtà. Se per essere consapevoli è necessaria una precisa “azione” da parte nostra, che si attua nel cervello (cioè essere costantemente vigili o presenti) – e senza di questa la consapevolezza si interrompe, ovvero non risulta automatica, allora per me è evidente che la consapevolezza sarebbe l'elaborazione (flusso, movimento) di dati essenziali disponibili nell'essere umano. Il frutto di questa elaborazione o confronto tra il “dentro” (l'archetipo/ prototipo dell'Uomo, inscritto nel DNA) e il “fuori” (quello che abbiamo osservato in Natura, in questo istante), ci permette di percepire, oppure a volte anche di comprendere, la nostra posizione nello Spazio tridimensionale e nel Tempo locale (in questo caso un riferimento arbitrario) rispetto al resto dell'infinito. Ma anche e soprattutto la nostra posizione “spirituale” (Gnosis) rispetto alla Sorgente “Celeste”. L'uomo non ha bisogno di mettersi a pensare o a studiare per essere consapevole perchè questo tipo di elaborazione, di movimento o trasmissione di energia, è sufficientemente veloce da apparire come istantanea, atemporale o senza tempo (oltre al fatto che interagisce con il Tutto anche a grandi distanze). Per questo si dice che per la coscienza il tempo non esiste, perché la coscienza non “cerca” la verità/ realtà ma E' la verità/ realtà, dunque non può vivere un prima e un dopo ma può soltanto sperimentare l'eterno presente – e per far questo non ha bisogno di intermediari (né del “tempo” o aspettative o attese), non può averli.
Il DNA, i sensi-sensori e il cervello (con le innumerevoli funzioni che ha, inclusa la ghiandola pineale) sono fatti in modo tale da far circolare le informazioni senza sosta. Per questo motivo è relativamente facile, quasi “automatico”, essere consapevoli per un Uomo che ha rinunciato all'attaccamento e alle ingiustizie perché la consapevolezza è uno stato naturale d'Essere non per caso procura Gioia e Pace, quello che in fondo tutti gli uomini “desiderano” “raggiungere”.
L'energia non è altro che una qualche forma di informazione che si muove. E' sempre dinamica, Vivente.

«La lettera uccide, ma lo Spirito vivifica» (2Cor 3,6). L'informazione fa morire, mentre il suo movimento intelligente fa vivere.