Rispondi a: L'Amore, un'opinione?

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brig.zero
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Il vero sentire

Molti di voi pensano che il progresso conduca gli uomini alla realizzazione di se stessi; che il regno di Dio sia una perfetta organizzazione sociale in cui tutti i bisogni degli uomini trovino pronto appagamento. Sappiate invece che ciò che è conosciuto come realizzazione dell'uomo, vita del superuomo, non appartiene al mondo dei fenomeni e della percezione.

Che cosa significa questo?
La percezione si fonda sul giuoco dei contrari: la luce l'ombra, il caldo-il freddo, il bene-il male. Secondo la personalità che rivestite, siete attratti or dalla vita spirituale, or da quella materiale. Ma appena avete raggiunto un estremo, subito il suo opposto vi richiama a sé.

Così giacete preda del conflitto dei contrari e non comprendete che la Realtà sta al di là, sì, del male e dell'odio, ma anche del bene e dell'amore intesi come opposti di qualcosa. Ciò che è sperimentabile in se stesso e nel suo contrario appartiene al mondo dei fenomeni e della percezione.

Solo l'essere, l'esistere non hanno contrari; nessuno può sperimentare il non essere, il non esistere, il nulla.
Ma arduo è spiegare che cosa intendiamo per “sentire”, sentirsi d'essere; tanto arduo quanto inutile, forse.
Solo chi l'ha provato può comprendere.
Taluni lo sogliono paragonare o definire come amore nella sua forma più elevata di altruismo; ed in effetti il sentire è una lucida constatazione d'essere uno con tutto quanto esiste e perciò assimilabile alla spinta altruistica che infiamma certe creature.
Ma questa, a paragone del sentire, è una pallida sensazione.
Sinché si è presi dal conflitto dei contrari, sinché il senso dell'io esiste si è nella separatività che crea i “molti”.
Allora si chiama amore quella spinta verso gli animali, le persone, il divino.
Ma se si pensa agli altri, sia pure per far confluire ad essi tutto il proprio anelito di bene, il proprio amore, come ad esseri da sé distinti, non si ha quel “sentire” di cui noi vi parliamo.

Il vero “sentire” non conosce né cose, né persone, né soggetto ed oggetto.

Non è amore verso gli altri o verso tutti, ma è un'interezza in cui non v'è separazione.

[color=#ff6600]Il “sentire” è un'estasi in cui si è tutt'uno con gli altri, in cui è totalmente trasceso il mondo dei fenomeni, dei contrari, della percezione.[/color]

Tratto dal libro “oltre l'illusione” Cerchio di Firenze 77


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