Rispondi a: [Sondaggio] L'autoconoscenza

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#39226

spiritualcoach
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Carissimi prendo spunto da un mio piccolo articolo:

[link=http://utenti.lycos.it/francodes/tecnicaomododiessere.html]Tecnica o modo di essere[/link]?

Il vivere la realtà assoluta (quella vera) è una conquista attraverso una tecnica o è un modo di essere?

La tecnica è una modalità attraverso la ripetizione della quale rendiamo attive delle teorie, ma affinchè questa abbia effetto bisogna esser convinti di tale teorie, per cui viene spontaneo capire come ogni tecnica è destinata a fallire quando è un altro a proporcela senza prima averci fornito ed anche consolidato questi convincimenti!

Allora comprendiamo che quando qualcuno vuole con una tecnica produrre in noi delle trasformazioni (si spera in meglio), quello che otteniamo in realtà è sempre un risultato molto scarso e superficiale se confrontato con quanto riusciremmo ad essere anche solo comprendendo il “modo” di come operare in noi!

Quindi conoscere bene il proprio “Sè” è l’unico lavoro da fare e bisogna farlo soprattutto nel modo giusto.”

per dire che quando una dinamica trasformazione è in atto in noi, attraverso quello che è il modo più semplice (la strada migliore è sempre quella più semplice purtroppo proprio per questo motivo è difficile da individuare):

la lettura interiore fatta come proponimento decisionale profondo

si riesce a farla, al di là di ogni tecnica, solo prendendo consapevolezza che siamo quello che crediamo di essere cioè solo tutto quello che decidiamo già ora (cioè sentiamo di essere già ora) attraverso la coerenza perfetta con la nostra intera essenza.

Mi spiego meglio, non possiamo diventare ciò che tutto il nostro essere non è, per cui per far sì di essere quello che ancora non siamo, dobbiamo impartire un ordine perentorio allo stesso, affinchè elimini tutto quanto lo ostacola, poichè gli ostacoli sono dentro il nostro stesso essere e non fuori.

Ci ritroviamo apparentemente con in un circuito chiuso (il cane che si morde la coda) in quanto sembra che per autoconoscersi bisogna “ripulirsi” delle proprie imperfezioni ma la presenza delle stesse impedisce una chiara “autosservazione”.

In realtà il circuito ha sempre un punto d'inizio poichè una volta avviato accade che i primi raggi di chiara autoconoscenza attivano già le prime correzioni.

La domanda che viene un pò a tutti allora è:

– come avviare inizialmente il circuito?

Bisogna volerlo, cioè decidere, in tutta umiltà, riconoscendosi “imperfetti” (facendo una scelta che mette in moto delle azioni in coerenza) di voler ammettere tutti i propri errori, le proprie debolezze e mancanze, convinti che per ogni errore riconosciuto avremo una crescita di maturità del nostro essere.

Questo è l'inizio, poi ci accorgeremo che ogni elemento di “autoconoscenza” produrrà la giusta visione di un aspetto di noi stessi, utile anche all'autocorrezione, laddove ci sia bisogno ed inoltre una maggiore consapevolezza di quello che veramente siamo fin nel nostro profondo.

Qualcuno potrà dire ma allora tutti coloro che indicano una strada è sbagliato seguirla?

No ma, a mio modesto parere ed esperienza, è difficilissimo seguirla e spesso illusoria e scarsa di risultati poichè essa è principalmente valida per il suo creatore che per crearla è partito da sue fondamenta teoriche interiori personali che non possono perciò calzare perfettamente su altre persone.

Questo discorso ci richiama un pò il fatto che il vero maestro da seguire è in noi (attraverso la luce dello Spirito Santo) e non fuori di noi, poichè tutti gli altri potranno indicarci la loro strada e ciò potrà solo stimolarci a ricercarla in noi, per cui la bravura del vero maestro è dari le basi per scoprire in noi la verità!

Quindi per chiudere la tecnica è utile quale disciplina solo se nel nostro essere vi è una piena coerenza di tutto quanto vi è alla sua base e voi capite che ciò è cosa quasi impossibile se essa non è nata da noi.

Allora lasciamo stare le tecniche degli altri ma cerchiamo di “partorire” le nostre quale esternazione della consapevolezza che siamo quello che crediamo di essere e ciò è conseguenza delle nostre scelte, queste infatti si concretizzano solo in base alla coerenza che esse hanno con la nostra intera essenza.

Quindi questa sarà buona se fino adesso vi avremo messo cose (valori concernenti l'amore/benevolenza) buone, poichè “da un'albero buono non possono venir che frutti buoni”.

Grazie dell'attenzione, a presto.