Rispondi a: FISICA QUANTISTICA – Coscienza, Spirito, Materia

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#39413
Richard
Richard
Amministratore del forum

http://www.enzopennetta.it/2014/01/ilcvprs/

Quando diciamo: “ho visto con i miei occhi”; o ancora: “la corteccia motoria è la sede dei movimenti volontari”, non facciamo un passaggio riduzionista certamente accettabile nel campo della comunicazione (anche didattica) e perfino doveroso nel campo della ricerca, ma fuorviante in quello della riflessione epistemologica?
Come possono gli occhi vedere? Come può un neurone della corteccia del lobo parietale decidere la passeggiata delle mie gambe?
Credo che giovi sempre, quando si riflette ad un livello superiore a quello richiesto dalla ricerca empirica, ricondurre tutte le funzioni come la memoria, la vista, l’udito, la volontà, l’intelligenza, il linguaggio, ecc…, all’intera persona e non tanto al singolo lobo o alla singola area cerebrale maggiormente coinvolta nel fenomeno, da un punto di vista elettrico o metabolico.
Del resto, non è vero che basta un mal di denti o un piccolo dispiacere a precludere tante nostre funzioni cerebrali, da quelle cognitive a quelle di memoria, da quelle creative a quelle sensoriali?

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http://www.enzopennetta.it/2014/01/neuroscienze-non-si-puo-misurare-la-coscienza/
Ma non basta, non solo non possiamo dire nulla sullo stato di coscienza basandoci sull’attività cerebrale, ma il metodo proposto si rivela insoddisfacente in quanto facilmente ingannabile da dispositivi certamente incoscienti, infatti Partha Mitra fa osservare che una risposta a tale stimolazione può essere anche ottenuta da sistemi artificiali certamente privi di coscienza:

Si consideri per esempio una rete di resistori, condensatori e induttori con costanti temporali del circuito sintonizzate in modo da restare nel range delle centinaia di millisecondi (corrispondente a quello dell’EEG). Si potrebbe poi usare un’antenna radio per rilevare il campo magnetico variabile e assorbirne l’energia. A questo punto, non sarebbe difficile creare una disposizione circuitale che produca una distribuzione di corrente transitoria, spaziotemporalmente non uniforme e adeguatamente non comprimibile, e quindi capace di ingannare il dispositivo producendo un elevato punteggio di coscienza.