Rispondi a: L'energia – Piccoli cenni

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#39506

windrunner
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Ragazzi lo capiamo che siamo energia… e che siamo immersi nell'illusione?….???

Ora è dimostrato anche scientificamente…. !!! 😉

BIORISONANZA OLOGRAFICA E LUCI WHITE
di Orazio Valenti
per Edicolaweb

Continuando ad approfondire il campo vivente, grazie allo studio di alcuni scienziati italiani possiamo trattare alcuni aspetti della realtà vibrazionale dell’uomo, in relazione al suo ambiente ed all’Universo stesso.

Così come spesso ho sottolineato, nell’invisibile e nel fantastico, vi è molta più realtà di quanta ne possiamo immaginare, non solo: in ciò che crediamo vita tangibile, un mare di illusioni ci hanno finora fatto perdere la strada della conoscenza e quindi della concezione della realtà vivente. Tutto ciò che ci dà gioia od angoscia, è avvolto dalla ragnatela dell’ignoranza, se non la “illuminiamo” di coscenza migliore: ciò che fa differire l’uomo dall’animale.
Se siamo entusiasti, tristi, appassionati o stressati, se le relazioni con gli altri ci aiutano o ci scaricano, se essere presenti ad una manifestazione popolare o ad una partita di calcio ci droga di fanatismo che poi da soli valutiamo diversamente… c’è una spiegazione e sta nella presa di coscienza individuale a non lasciarci condizionare dagli influenzamenti dello status collettivo.
Perché non restiamo padroni di noi stessi non solo per stare meglio, ma anche per aiutare gli altri?
Quali fenomeni succedono dentro e fuori di noi per nutrirci “passivamente” dei più svariati stati d’animo o di salute?
Ringrazio molto il ricercatore Alberto Tedeschi, esperto in bioenergetica ed il dott. Alessandro De Benedittis esperto in comunicazioni, che hanno risposto ad alcune domande offrendomi i risultati del loro gruppo di studio.

Cosa succede ai nostri “stati d’animo”?

Il corpo umano genera, al pari di tutti i corpi viventi, un campo elettromagnetico che è di debole emissione, cioè al livello delle onde cerebrali è rilevabile un segnale con intensità intorno a 10-15µ Ampere. Se esso invece viene letto con sofisticati rilevatori SQUID, risulta di una intensità di pochi µ Tesla. Per avere un paragone con altri emettitori di campo elettromagnetico, il nostro corpo ha una intensità di emissione milioni di volte più piccola del campo generato da un comune cellulare o da un walkman o, a maggior ragione, da un apparecchio televisivo.

Ci sono particolari zone del corpo che emettono o ricevono più di altre?

Da un punto di vista qualitativo, studi recenti hanno rilevato che il segnale elettroencefalografico umano è molto “ricco” di informazione in quanto è rappresentativo dall’insieme delle emissioni del nostro corpo ed è indipendente dal punto di applicazione degli elettrodi rilevatori. Ciò significa che esiste la cosiddetta riflessologia delle onde cerebrali grazie alla quale la elaborazione delle informazioni elettroencefalografiche ha permesso la creazione di una mappa olografica dell’intero nostro corpo in grado di stabilire una relazione tra ogni livello di frequenza cerebrale e parte del corpo ad essa corrispondente.

Ciò vuol dire che il cervello è collegato alle varie zone corporee non solo per semplici collegamenti elettro ormonali, ma anche da una sottile struttura tridimensionale olografica?

Sì. Risulta che le frequenze basse sono collegate alla parte bassa del corpo così come le alte a quella alta. Inoltre, tra i vari livelli di frequenza appaiono delle strutture armoniche fondamentali che sono in relazione tra di loro con una precisa corrispondenza al sistema dei meridiani energetici o dei chakra.

E quale è la caratteristica di questa struttura vivente olografica?

La dimensione olografica di tali mappature è data dal fatto che singole parti del corpo umano, sia pur limitate, sono rappresentative dell’intero, così come in una lastra fotografica laser: una parte della stessa, se spezzata, egualmente riproduce l’intero. Si è arrivati a tali risultati grazie agli studi svolti presso la Università Maharishi negli USA ed in Italia dai dott. M. Margnelli, N. Montecucco ed A. Tedeschi.

Questa struttura dinamica, può variare, essere disturbata?

Si è riscontrato che le frequenze di un certo individuo variano a seconda se la stessa osservazione viene effettuata qualora esso faccia parte di un gruppo di altre persone presenti nello stesso ambiente ove viene fatta la rilevazione. Infatti, se si misurano le onde cerebrali di un gruppo di persone presenti nello stesso ambiente, è possibile rilevare la relazione bioenergetica tra i loro corpi e che si esprime in una “Olografia di Biorisonanza” tra di essi.

Nota: Ecco dunque i collegamenti tra i principi della raffigurazione olografica tridimensionale, la caratteristica olografica per cui in qualunque punto c’è il richiamo dell’intero (vedi l’indagine corporea attraverso le mani, l’orecchio, il piede, l’iride ecc…), e questa “Olografia di Biorisonanza”.
Una sorgente sonora, inizialmente in silenzio, può entrare in vibrazione se è investita da onde sonore di frequenza uguale alla sua, risuonando. L’ampiezza delle oscillazioni indotte in un sistema vibrante, tende ad amplificarsi. Queste possono essere utili o dannose. La Biorisonanza scaturisce dal manifestarsi di effetti simili nei tessuti biologici. “Simili” perché ai fenomeni di carattere vibrazionale “fisico”, si sommano, a maggior tenore, i fenomeni scaturenti dalle frequenze dei “dinamismi Vitali” che appartengono ai “Campi Energetici Superiori” quali le “bioenergie rilevabili dall’Aura”.

Dunque, ci si influenza inevitabilmente?

Tale biorisonanza dà luogo ad una sincronizzazione del tutto spontanea dei segnali emessi da ciascuno. Accade pertanto che l’insieme delle emissioni dei singoli corpi si comportano come un sistema nel quale le differenze del segnale emesso tendono ad omogeneizzarsi e ridursi raggiungendo una impressionante similitudine.

Come si spiega che corpi/persone distinti possano sincronizzarsi al punto di omologarsi in una contemporaneità e somiglianza di emissioni?

Ciò succede perché vi è una relazione di risonanza naturale tra l’ambiente elettromagnetico esterno (emissioni elettromagnetiche dei corpi esterni ed emissioni ambientali) e quello interno. In altri termini: grazie alla risonanza olografica interna tra le parti di un corpo, ogni organo interno viene “rappresentato” in termini di segnale emesso dall’insieme delle emissioni elettromagnetiche rilevabili con un elettroencefalogramma. Parimenti, la biorisonanza olografica esterna fa sì che corpi distinti manifestino vibrazioni che tendano a rappresentare quelle dell’intero gruppo.

Rifacendoci alla spiegazione di “INSIEME OLOGRAFICO”, ogni singolo elettrobiogramma degli organi del corpo umano riflette l’ologramma dell’intero, e così ogni corpo rispecchia l’insieme del nominato raggruppamento. Questa vostra conclusione è straordinaria perché spiega chiaramente alcune correlazioni pratiche tra ogni dinamismo vivente. In specie come, in un gruppo, l’uomo possa quasi spegnere la propria individualità per essere parte come di un gioco collettivo.

Infatti, mentre il limite biochimico tra i corpi rimane inalterato, la vicinanza fisica permette uno scambio elettromagnetico che va oltre i limiti di ognuno e va al punto che ogni corpo, dal punto di vista elettromagnetico, diviene a sua volta organo dal corpo più grande costituito dall’insieme degli individui.
Possiamo dire che ciò che accade all’interno di un corpo, a livello elettromagnetico, accade anche tra più corpi e tra questi e l’ambiente circostante. Quindi la riproduzione olografica del segnale emesso dalle componenti di un sistema si allarga a tutte le componenti dello stesso, indipendentemente dalle dimensioni o dal numero dei componenti stessi. Cioè, da un punto di vista elettromagnetico, il nostro corpo non ha confini.

Questo sia in emissione che in ricezione. “Tutto è vibrazione e tutto interagisce”. Questa è una prova scientifica della armoniosa unicità dell’Universo, anche se racchiudiamo sotto il termine “elettromagnetico” una serie infinita di vibrazioni, oltre le quali ci sono nuove dimensioni vibrazionali che non si discostano da questa stessa spiegazione.

Posso aggiungere che una delle conseguenze di questo fenomeno è che noi stessi, a livello corporeo o meglio vibrazionale, oltre a co-vibrare con l’esterno, “cerchiamo” o “generiamo” intorno a noi ambienti compatibili con la nostra energia di base al fine di renderci coerenti con esso.

Considerando che: nei fenomeni di interferenza acustica o luminosa, dovuti alla sovrapposizione di due onde di uguale periodo e di ampiezza ma di fase diversa, le due onde si dicono coerenti se il ritardo di fase necessario al prodursi del fenomeno resta costante.
Siamo dunque coerenti con l’ambiente o con altri “corpi viventi”, se siamo o ci predisponiamo ad una sintonia equilibrata…

Tale ricerca dell’equilibrio energetico e quindi delle situazioni di minino attrito, può essere letta in termini di fisica quantistica, come una ricerca del minimo sforzo, cioè di minima energia impiegata al fine di raggiungere una situazione sostenibile tra noi e il nostro ambiente. Questo non significa che noi cerchiamo comunque un’armonia col nostro ambiente, molto più semplicemente si è alla ricerca di un equilibrio energetico, ed in termini di valore può significare che qualsiasi tipologia è ammessa, dalla migliore alla più inquinata, purché mantenga il principio del minimo sforzo.

Questo spiega che una certa parte del nostro quoziente evolutivo ci spinge ad assestarci in modi di vita comoda che siano altruistici od egoistici?

Secondo la fisica quantistica i sistemi (e quindi i corpi) cercano spontaneamente una situazione nella quale l’energia utilizzata per mantenere l’equilibrio omeostatico tra interno ed esterno viene ottimizzata grazie alla riduzione progressiva delle differenze energetiche ed informative tra i singoli componenti del sistema stesso e questo vale sia all’interno di un corpo che tra questo ed il suo ambiente.
La lettura dell’EEG del cervello è la rappresentazione vibrazionale dell’equilibrio omeostatico di noi stessi con l’ambiente e quindi dell’insieme delle energie emesse dagli organi interni del corpo, siano essi fisici o più sottili. Lo stesso equilibrio è rilevabile dalla lettura tramite la riflessologia plantare o l’iridologia.

In genere per “omeostasi” si intendono le condizioni interne di equilibrio organico che assicura una normale attività biologica delle cellule o dei tessuti. Possiamo dunque valutare diversi aspetti di questa stabilità, ma come potremmo ricercarne un miglioramento, con quali terapie?

Passando dalla semplice lettura della nostra energia alla sua diagnosi e alla cura, va rilevato un altro fenomeno estremamente interessante che è legato alla possibilità non solo di percepire la situazione energetico/vibrazionale di un organo interno, ma anche di agire a ritroso sullo stesso organo mediante la “manipolazione” dei suoi terminali vibrazionali/energetici presenti ad esempio nella mano o nel piede. In tal modo, agendo dall’esterno, è possibile intervenire sugli organi interni mediante applicazioni meccaniche come la pressione (shiatzu) o di calore (moxa) o di aghi nei meridiani (agopuntura). Ogni organo componente del sistema umano pertanto emette e riceve segnali, dando luogo ad una interminabile “matassa” energetica distribuita nell’interno del corpo, che può essere modificata e manipolata agendo non solo meccanicamente sui terminali dello stesso, ma anche energeticamente immettendo vibrazioni specifiche atte ad interferire con quelle emesse dall’organo su cui si interviene.
Questo fenomeno apre la possibilità della cura mediante intervento energetico o vibrazionale sugli organi interni escludendo, quale principio attivo, l’utilizzo di sostanze biochimiche. Tale metodologia comprende anche l’omeopatia in quanto, utilizzando comunque sostanze “fisiche” di queste, in realtà viene utilizzato soltanto il messaggio vibrazionale memorizzato nell’acqua.
La metodologia della medicina energetica ha infatti scoperto la possibilità di dialogare con organi del corpo umano mediante un linguaggio vibrazionale e non biochimico.

Tanto più avanzano queste riscoperte di “Medicina Alternativa”, quanto più e conosciamo delle energie della vita. Da questi aspetti, quale differenze voi ponete con la medicina tradizionale?

Questa nuova medicina, a differenza di quella allopatica/biochimica ha il vantaggio di non usare sostanze tossiche e di agire direttamente senza generare effetti generali indesiderati (malattie iatrogene), non solo, ma in virtù della possibilità di leggere la mappa energetica interna, è possibile effettuare indagini molto più puntuali e precise.
L’individuazione della malattia avviene sfruttando il principio della risonanza, grazie al quale l’organo o la parte non armonica risulta patologicamente impossibilitato a risuonare dinamicamente con l’esterno, ovvero è in ristagno di energia con un eccesso di coerenza biochimica. Il segnale elettromagnetico che corrisponde olograficamente alla zona patologica è stabile nel tempo, ed è a tutti gli effetti una cristallizzazione biochimica ed elettromagnetica. In altre parole, la parte si comporta, rispetto al resto del sistema, come un sistema chiuso che perde la sua caratteristica olografica; quanto più alto è il livello della patologia, tanto maggiore è l’isolamento rispetto all’insieme fino ad arrivare allo stato patologico cronico.

Possiamo paragonarlo alle volontà ribelli dell’uomo verso le Leggi Naturali per cui isolarsi o voler fare diversamente ci pone su un piano di avversione della vita stessa verso di noi. Questo concetto è rilevante nei diversi aspetti sia fisici che psichico. E le dimostrazioni scientifiche a riguardo ci aiutano. Sorge però un dubbio dell’interno stesso di questa scoperta: come possiamo essere sicuri che i mezzi usati per le indagini “energetiche”, non possano essere influenzabili da altre energie che ci sfuggono o da quelle degli operatori stessi?

Ricordiamo che il limite della medicina vibrazionale è dato sia dalla soggettività della diagnosi che necessariamente dal terapeuta, in base ai dati di cui dispone. Fatto che di per sé non porrebbe tale metodologia di cura tanto distante da quella tradizionale, se non intervenisse ad inficiare in tutto od in parte la non invasività del metodo, la necessità di basare la diagnosi su dati sfuggenti o assai difficili da rilevare quale la dimensione energetico-vibrazionale del “paziente”. Una diagnosi Kinesiologica, oppure fatta con EAV (elettro agopuntura di Voll), o con il Vega Test, infatti, può essere inficiata dalla biorisonanza del corpo del terapista con quello del paziente in quanto costituiscono un unico campo elettromagnetico. Pertanto è certo che il terapista ha effettuato una parte della diagnosi su se stesso, perché non è materialmente possibile stabilire una separazione netta a livello energetico tra sé ed il paziente. Pertanto la bontà della cura assicurata dal metodo vibrazionale, può in tutto o in parte essere invalidata dall’errore di lettura e quindi di diagnosi con il grosso problema etico di testare con la stessa metodica un’insieme di rimedi vibrazionali che vanno ad equilibrare l’interdipendenza bioenergetica tra paziente e terapeuta e non la reale sostanza patologica; la terapia porta quindi a una reale dipendenza bioenergetica e ad una falsa condizione di salute.
Ideale sarebbe che il paziente potesse da solo effettuare sia la diagnosi che la terapia escludendo ogni intervento esterno. Non si porrebbe in tal caso, da parte del terapista, il problema della sua interferenza e quindi del possibile errore.

Naturalmente questo è da sottolineare nei diversi settori di indagine, senz’altro di carattere enorme e straordinario, ma da fare con la massima cautela:
– La misurazione dell’aura, influenzata da qualunque “campo” ambientale.
– L’esame dei campioni di sangue od altri liquidi o tessuti biologici, in cui può avvenire lo “scambio energetico” tra campioni o con i manipolatori.
Può indicarci nuovi metodi di operatività?

Attualmente esiste una soluzione al problema data dal metodo WHITE. Con esso il paziente utilizza la sua energia per informare lo strumento di cura. In tal modo si realizza un rimedio “isoterapico”, cioè basato su un principio attivo “prelevato” dallo stesso paziente. Si utilizza la naturale proprietà del corpo di emettere un segnale elettromagnetico olografico che è fedelmente rappresentativo dello stato elettromagnetico del corpo, e quindi della eventuale patologia.
La creazione del cosiddetto rimedio olografico sincronico o “Acqua di WHITE” si realizza nel seguente modo:
Il paziente agita nelle mani una boccettina contenente acqua minerale naturale e, tramite la succussione, le molecole dell’acqua vengono attivate dal segnale elettromagnetico emesso dalla mano. L’informazione in tal modo trasferita all’acqua viene successivamente rifasata con la luce WHITE attraverso un processo di fisica quantistica per il quale l’acqua perde il contenuto informativo elettromagnetico legato alla patologia e diventa un rimedio ad alta risoluzione olografica che va a colpire direttamente i tessuti e gli organi che sono in ristagno di energia.
Risultato di tale intervento è “l’apertura” elettromagnetica delle zone di ristagno che riacquistano la loro caratteristica olografica originaria. Il principio di attivazione dell’acqua o “Olio di WHITE”, si chiama: Biorisonanza Olografica (holographic bioresonanceâ).
Il metodo WHITE è quindi un metodo etico perché usa la stessa metodologia del paziente e limita fortemente la problematica della diagnostica. Il funzionamento fisico della Luce WHITE deriva direttamente dalla teoria QED (Quantum Electrodynamics) del prof. Giuliano Preparata recentemente scomparso e del prof. Emilio Del Giudice.

Il gruppo ricerca “Luci WHITE” è composto da medici, psicologi, tecnici e naturopati tra i quali segnaliamo: per la parte bioenergetica: dott. Marco Del Prete, dott. Pietro Rabolli, dott. Elio Sermoneta, dott. Vanni Zacchi.
Per la parte psicologica e naturopatica: prof. Claudio Vacava.
Per la parte di indagine radioestesia e geopatologica: dott. Roberto Tresoldi e dott. Giampiero Quadrelli.
Per la conoscenza ed il coordinamento: Alberto Tedeschi.

Per informazioni e conferenze sulla luce WHITE e la biorisonanza olografica:
http://www.evoluzioni.info/White1.htm
a.tedeschi@tiscalinet.it

Conclusioni:
I nostri strumenti rivelano onde elettromagnetiche provenienti dal nostro “campo” corporeo con segnali di debole intensità. Questo non vuol dire che emettiamo segnali molto blandi, ma solo che sono registrati tali dai nostri strumenti. Se avessimo altri strumenti e potessimo meglio indagare sui “campi formativi” del vivente, avremmo risposte tanto straordinarie quanto una migliore presa di coscienza “sull’extracorporeo”. Tra l’altro alcuni ricercatori in fisica stanno scoprendo quanto sia di estrema importanza l’Etere Cosmico, dove risiedono i dinamismi che strutturizzano equilibri intergalattici ed interplanetari. Lo stesso vale per l’immenso “vuoto” che è tra atomi e molecole della nostra struttura corporea: vi sono in gioco energie talmente potenti e sottili che ci fanno vivere in questo interscambio olografico tra microcosmo e macrocosmo.
Da considerare, anche se si indaga sullo stato di salute del paziente “isolato” da qualunque influenzamento, che sarà poi ben diverso sia lo stato della salute sia che la terapia non funzioni a causa del suo “ritorno” nell’ambiente vissuto. Bisognerebbe curare parimenti la società, il rapporto dell’uomo con la Natura Madre. Quanto sarebbe utile “rifare” questa umanità!
A questo punto, quanto vale il campo di massima energia che è il proprio Sé Spirituale!
Quanto vale una cura spirituale, stimolata da un maestro ed autorealizzata dall’individuo personalmente e per sempre!
Curare le cause è massimamente così, ma per chi e come arrivarci?
E… dove sono questi maestri?
Non certo con fideismo, fanatici rituali o adorazione di misteri, o attraverso sedicenti “guaritori o pranoterapeuti” dalla dubbia evoluzione spirituale, perché in questo caso sarebbe meglio la medicina chimica.
Da un canto la forza della meditazione ha un grande potere, perché il pensiero dell’uomo ha forza creativa, ma bisogna vedere di quale uomo. Dietro questa forza c’è un animo, uno spirito che può esercitare od amplificare volontà pure o sporche, ciò che c’è dentro ognuno di noi.
Qual è il vero realizzato che può trasformare il male in bene?
Chi può esorcizzare anime e destini con un pensiero, desiderio, pulito o sporco?
Non è importante solo sapere che si può fare, ma se si può fare come e cosa…

http://www.edicolaweb.net/oltre11a.htm