Rispondi a: La felicità è una conseguenza dell'essere

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#39972
giusparsifal
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Partecipante

[quote1223670778=mudilas]
[quote1223557906=giusparsifal]
Sono d'accordo, ma se non si inizia da se stessi, che è l'unico essere su cui possiamo davvero imporre la volontà e la voglia senza prevaricare nessuno, dato che possiamo davvero decidere solo per noi stessi, quel 3/4 è destinato a non diminuire…
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grazie, prospettiva interessante, non l'avevo mai considerato così, la vedevo come una sorta di individualismo…
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Ciao, ed infatti il limite è davvero labile. Io credo, almeno è il mio metodo in generale, che la distinzione fra l'individualismo (sacrosanto in quanto parte su cui poter accedere con la propria volontà) ed egoismo stia nel far si che la mia felicità (in questo caso) non vada a danneggiare quella altrui. Ne va da se che se l'altro è infelice se io sono felice (il che contrasterebbe con quanto detto ora), be' la prova di egoismo sarebbe di quella persona, non la mia :).
Se a tutto questo poi ci metti che l'individualità è illusoria allora, dato che siamo tutti connessi, risulta evidente che la tua felicità sia di beneficio al mondo intero!
Ricordo il giorno in cui capii in pieno una frase del film Excalibur (come già detto, film della mia vita) quando Merlino dice: “Quando si dice una bugia si uccide una parte del mondo”.
Da questo punto di vista, in linea di principio, e perciò nei limiti di quanto umanamente, al momento, possiamo fare, essere felici non è solo un diritto ed un dovere nei confronti di se stessi, ma anche nei confronti del mondo intero…