Rispondi a: L'Arcangelo Michele e il senso iniziatico dell'equinozio d'autunno

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#40133
giusparsifal
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Partecipante

[quote1224239301=Pyriel]
Pertanto Gius ti dico che tra Uomo e uomo è solo una scelta
di essere, che prescinde dal contesto esteriore.
[/quote1224239301]
Hai visto,credo, quanta importanza dia innanzitutto ai rapporti interiori, intesi come il rapporto con se stessi. Per me, e sono d'accordo con te (almeno credo se interpreto bene quel che hai scritto qui sopra) la nostra vita dipenda per grandissima percentuale da noi stessi. Ed insomma, questo non lo diciamo ne io ne te, o meglio, anche io e te dopo che lo ripetono da millenni.
Vero è che, nel corso del cammino dell'uomo, egli è sempre stato portato (brrr, non potevo formularla meglio questa frase :)) a credere che la sua vita dipendesse dall'esterno.
E questo è quanto ci ha portato sin qui.
In questi ultimi tempi (diciamo così) si è ritornati alla corsa sfrenata all'individualismo, innanzitutto visto come una maniera per soddisfare i propri bisogni spesso a “scapito” di altri, e solo proprio di recente quest'individualismo viene visto (ad esempio da me) come una forma di educazione che serve a “crescere” come essere umano (senza danneggiare gli altri), in grado, poi di poter essere valido supporto anche agli altri, SE NECESSARIO E SE RICHIESTO (non bisognerebbe mai dimenticare la storiella della vecchietta all'incrocio :)).
In tutti i casi, se si ricorre ad una forma estrema per spiegare i comportamenti, si corre il rischio di perdere di vista la migliore via per essere un Uomo o meglio, un Essere Umano.
Questo preambolo, per dire che finchè davvero non sarà scoperta (semmai lo sarà) la Vera Natura Umana (e non intendo a parole o con i discorsi ma come Verità accettata Universalmente) risulterà sempre arduo dire se noi siamo quello che siamo per scelta e/o quanto il contesto esterno influisca sulle nostre scelte.
Questa è una ricerca affannosa, un dibattito che ancora oggi divide Menti, Cervelli e Cuori.
Una delle teorie che ha rivoluzionato il mondo della Biologia, e che in qualche modo ha contribuito ad “accantonare” Darwin, è stata quella evoluzionista di due biologi sudamericani, Maturana e Varela. Dal canto loro, essi han sempre affermato che la loro Teoria non voleva contrapporsi a quella di Darwin e che anzi la ratificavano. Loro dicevano che Darwin era stato mal interpretato e che la sua Teoria andrebbe rivista sotto un'altro aspetto.
Ebbene, per non portartela alla lunga, Maturana e Varela spiegano molto bene la loro teoria anche in un libro di divulgazione “L'Albero della Conoscenza” http://tecalibri.altervista.org/M/MATURANA_albero.htm , tanto da poter essere afferrata anche da un profano come me. Specialmente interessanti sono le loro valutazioni finali, ultime 20-30 pagine del libro, in cui “esteriorizzano” la loro teoria riportandola su un piano sociale.
Dai loro studi ne sono stati sviluppati altri, ed insomma tutti questi studi ci fanno capire di come l'uomo sia in qualche maniera “rinchiuso” in se stesso.
Pare, giusto per fare un esempio, che il rapporto recettori esterni – recettori interni sia di 1 a 100.000.
Questo darebbe un supporto “biologico” a quel che dici. Ma se così fosse stato, cioè se questo elemento fosse stato davvero così preponderante, pensi mai che l'uomo sarebbe sopravvissuto sino a nostri giorni?