Rispondi a: Sapienti, saccenti o vanesi?

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windrunner
Partecipante

Quoto anch'io Pyriel.
Io non sarei felice di vivere sempre e per sempre in questa terza dimensione.

E' limitata. Come sono limitati i nostri sensi, le nostre percezioni.

Cambiare piano significa espendersi. Espendere il proprio Sè.
L'esperienza stessa si espande per vivere nuove situazioni, nuove esperienze.

Se riteniamo che Dio non esiste così come non esiste la nostra Anima allora non si è nient'altro che questo… carne, un'insieme di DNA… ma questa è la nostra macchina… e quando ci si identifica con essa… tutto morirà con essa.

Abbiamo altri corpi più sottili che ci permettono di visitare gli altri piani coscientemente.
Quando il corpo fisico muore non facciamo altro che “trasferire” definitivamente la nostra coscienza nel corpo appena più su. E da li si continua… e si continua…

Ecco alcuni pensieri di Yoganada sui quali riflettere…

Pensieri su DIO

“Che cos'è Dio?”, chiese un allievo. “Dio è Beatitudine Eterna”, rispose il Maestro. “Il Suo Essere è Amore, Saggezza e Gioia. Egli è impersonale e personale, e Si manifesta in qualsiasi modo Gli piaccia farlo. Appare ai suoi santi nella forma che ciascuno di essi tiene cara: un cristiano vedrà il Cristo, un indù Krishna, o la madre Divina, e così via. Quei fedeli la cui devozione è impersonale, prendono coscienza del Signore quale luce infinita, o il sacro suono Om, la Parola primordiale, lo Spirito Santo. La più alta esperienza che l'uomo possa avere, è quella di conoscere la Beatitudine in cui ogni altro aspetto della Divinità: amore, saggezza, immortalità, è contenuto appieno. “Ma come posso spiegarvi a parole la natura di Dio? Egli è ineffabile, indescrivibile. Solo nella profonda meditazione voi conoscerete la Sua unica Essenza”.

“Ogni giorno io chiedo a Dio perché ci ha creati. (Egli sa che la sua creazione è tutt'altro che perfetta). Il Signore risponde che voi non potete forgiare l'acciaio fino a quando non vien portato al colore bianco nel forno. Tutte le avversità e i mali ci recano una lezione. Le nostre esperienze dolorose non sono fatte per distruggerci, ma per sciogliere le nostre impurità, onde accelerare il nostro ritorno a casa. Nessun altro è più ansioso della nostra liberazione che Dio.”

Pensieri sulla morte e sul nostro essere

“Tutti moriremo in un modo o nell'altro. E allora è inutile avere paura della morte. Non temiamo di perdere coscienza nel sonno, anzi lo desideriamo come forma di libertà. Così è la morte: è uno stato di riposo, un modo di andare in pensione dalla vita. Non c'è niente da temere. Quando la morte arriva, sorridi. La morte è solo un'esperienza attraverso la quale apprendiamo una grande verità: non possiamo morire.”

“Il nostro vero essere, l'anima, è immortale. Possiamo riposarci per qualche tempo in quel mutamento che si chiama morte, ma non potremo mai essere distrutti. Noi esistiamo e quella esistenza è eterna. L'onda si spegne sulla spiaggia, e poi ritorna al mare: non è perduta. Diventa parte dell'oceano, oppure ritorna ancora, nella forma di un'altra onda. Questo corpo si è formato e svanirà, ma lo spirito essenziale non cesserà mai di esistere. Niente può porre fine alla coscienza eterna.”

Questo lo metto in quanto tempo fa si parlava di dover soffrire per fare esperienza… non mi ricordo dove si trova il topic… così lo metto qui!!! 🙂

“Non è necessario sottostare ad ogni genere di esperienza per raggiungere in ultimo la saggezza. Dovreste potere apprendere dall'esperienza degli altri. Perché dovreste attraversare questo panorama senza fine di esperienze, onde scoprire che niente a questo mondo può mai rendervi felici?”

Riflettiamo su queste parole che sento dentro contenere Verità.

Ciao ! 🙂