Rispondi a: Le domande esistenziali

Home Forum SPIRITO Le domande esistenziali Rispondi a: Le domande esistenziali

#41250
giusparsifal
giusparsifal
Partecipante

A parte il fatto di condividere tutte le vostre riflessioni (in primis quella di Mr.Rouge), io credo che si dovrebbe specificare innanzitutto cosa si intende per “bambino/a” e per “adulto/a”.
Generalmente questa distinzione viene fatta in base all'età biologica e, voglio dire, non potrebbe essere altrimenti in una società di tipo “meccanicistico”.
Ovviamente, questa differenza esiste, ma è per lo più una questione, appunto, biologica, non serve che stia a specificare il perchè.
Ma se mai vi siete interessati di psicologia infantile, su questo deg o chiunque altro penso possa aiutarmi, vi sarete certamente resi conto che in realtà, oltre a studiare il mondo dei piccoli, si studia il cosiddetto “mondo degli adulti”.
Non so a quanti di voi questo sembrerà strano o folle eppure è, almeno per me, così semplice vederlo.
Basta analizzare il comportamento infantile e riportarlo, con gli adeguati parallelismi, a quello adulto.
Innanzitutto nel mio discorso mi riferirò al “bambino-medio”, di sicuro numerosissime saranno le eccezioni, e sono altresì riferite al bambino medio della civiltà occidentale o comunque di gruppi sociali mediamente in grado di potersi occupare dei propri piccoli.

1) Un bambino, per cominciare, vive in uno stato di quasi totale dipendenza. Secondo le legislazioni e le convenzioni scientifiche (ma anche religiose) un essere umano è in grado di sopravvivere in maniera autonoma da un età “biologica” di anni 12.

2) Questa condizione di “dipendenza” lo esclude da quasi ogni responsabilità decisionale, rendendolo, di fatto, un burattino alla mercè dei propri genitori e/o istituzioni sociali.

3) E' quasi completamente disinteressato ed ignora l'ambiente che lo circonda, è fondamentalmente egoista e cerca quanto più possibile di affermare se stesso. Per questo “abbisogna” di essere inquadrato dal punto di vista civico, nel rispetto degli altri e dell'ambiente.

4) La sua condizione di dipendenza “cozza” violentemente con la necessità di affermare la propria persona, il che lo conduce ad escogitare comportamenti atti a mediare questa condizione. I meccanismi più frequenti sono negazione, bugia, capriccio, isolamento, dispetto, pianto giusto per citare i più diffusi.

Per il momento la finisco qui. Non sono in grado di essere più esaustivo senza cadere nel raccontare “storielle” di vita di cui tutti siamo a conoscenza. Inoltre, qui non sono elencati gli innumerevoli pregi che i bambini possono ampiamente vantare.
Vi chiedo però di analizzare i suddetti comportamenti “infantili” e cercare esempi nei comportamenti “adulti”.
E' abbastanza facile vedere come i soli 4 punti elencati su possano raggruppare un elevatissimo numero di adulti, riscontrabili in ogni fascia di età, classe sociale, posizione occupata all'interno della società.
Lo vediamo ogni giorno qui sul forum, lo vediamo in tv, al Parlamento, sui nostri posti di lavoro.
Fortunatamente anche qui esistono “eccezioni”, solo che in genere queste eccezioni non vengono chiamati “adulti” ma “risvegliati”…