Rispondi a: SATANA è il dono più grande che ci ha fatto il nostro buon DIO

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Pyriel
Bloccato

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Preciso che alcune affermazioni hanno intento provocatorio e non devono essere prese alla lettera.

Furono gli gnostici ad immaginare un dio imperfetto: essi lo definirono “demiurgo” che significa, alla lettera, artigiano. Secondo gli gnostici, un dio minore, identificato con YHWH del Vecchio Testamento, aveva creato la materia, con tutto il corollario di turpitudini e di nefandezze che per loro implicava. Purtroppo la pur suggestiva concezione delle correnti gnostiche non scioglie il nodo, poiché mentre addossa al demiurgo la responsabilità dell’imperfezione del mondo, non spiega per quale motivo il Dio vero avrebbe dovuto lasciare mano libera a codesta divinità inferiore.

Nella gnosi tutto è concepito come l’emanazione da un principio inconoscibile ed abissale, da cui, per gradi successivi, si piomba in questo cosmo sordido: è una concezione, per molti versi discutibile, ma che possiede una sua coerenza. Non solo, essa, in un certo senso, a dispetto di quegli infidi teologi cristiani (?) che calunniarono ed ingiuriarono i pensatori gnostici, anticipa visioni recenti, quale per esempio, quella del filosofo rumeno naturalizzato francese Emile Cioran, le cui pagine sul male e sull’assurdità dell’esistenza, sono tra le più lucide e le più penetranti che mai uomo abbia scritto. Gli esseri viventi gettati (Heidegger docet) nell’abisso dell’inferno possono soltanto constatare l’impossibilità di ogni risposta alla domanda che, nonostante tutto, continua ad echeggiare nell’infinita, inutile vacuità degli spazi. Il caso, la gratuità di tutto ciò che esiste è espressa, anche se in modo meno lacerante, da Stephen Hawking, il cosmologo britannico autore di brillanti studi sui buchi neri. Hawking, contraddicendo Einstein, che vagheggiava un universo retto da leggi eleganti e regolari, afferma: “Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma spesso li lancia dove non riesce più nemmeno a vederli”.

Di fronte a queste riflessioni sul male e sull’accidentalità, come appare misera la dottrina del viscido vescovo d’Ippona, per cui il male è solo mancanza di bene! Vorrei che Agostino, assillato dal pensiero del furto delle pere, se fosse ancora vivo, venisse appeso al ramo più alto del famigerato pero, da chi ha vissuto sulla sua carne e sulla sua anima la sofferenza più inenarrabile: ad esempio, i bambini cotti dalle armi ad energia diretta usate dalle truppe della coalizione in Iraq, oppure le persone costrette a lanciarsi nel vuoto dalle Torri gemelle, in seguito all’attentato orchestrato e perpetrato dalla diabolica sinarchia.

Ad Agostino, impiccato al ramo, tra le convulsioni del soffocamento, bisognerebbe gridare: “Non ti affliggere: il male è solo mancanza di bene”.

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E bisognerebbe dirlo anche a tutti gli
umani (femmine) che si dedicano con passione a perpetuare questa vita… quando sono alle prese con le voglie
di Belzebub.

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