Rispondi a: Accettare la morte

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InneresAuge
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Partecipante

[quote1308927760=brig.zero]
… Dio ci parla “continuamente” … siamo Noi che non riusciamo a “sentire” la sua voce (interiore) … stai tranquillo che prima o poi (il tempo è relativo…) sotto qualche forma + sottile … lo sentirai non attraverso alla mente … ma con il cuore/sentimento …

Dio non è Colui che ama ma è [color=#ff6600]AMORE[/color]
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Io posso immaginare che in questo momento ci sia un uomo immaginario seduto accanto a me…
Auto-convincendomi di ciò, potrei arrivare ad un punto in cui giurerei che tutto ciò è vero, ma non cambierebbe il fatto che oggettivamente quest'uomo esiste solo nella mia fantasia.
I sentimenti non so fino a che punto possono venirci in aiuto.
Potrebbero essere frutto di una sofisticata chimica (come la paura ad esempio).
Ho sempre pensato che se esiste l'anima e lo spirito, siano qualcosa di più sottile, forse percepibile attraverso un sesto senso.
C'è una canzone di Battiato che in un verso dice “nelle cadute c'è il perché della sua assenza”.
È un bel dilemma.

Magari uno psicologo non credente mi direbbe che ho avuto qualche mancanza da piccolo… :hehe:
Ma in realtà questa separazione, mancanza, la sto sentendo maggiormente da “grande”… :ummmmm:
[quote1308928317=Pier72Mars]
Le tue sono paure fondate e spesso anche a me succede di pensare a questo.
Però la vita deve avere un senso e, nel peggiore dei casi, comunque vivremo nei ricordi delle persone amate e questo per me già è un traguardo.
Ma la mia paura è quella di non poter vivere per l'eternità con loro in qualche altra forma dopo la morte
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Io invece non do un grande valore ai ricordi, e ai momenti “passeggeri”, vivo il presente e ho un certo odio per tutto ciò che è troppo impermanente…
Quella paura non ce l'ho, perché sarebbe il passo successivo… e comunque se esiste un Dio, un equilibrio, non credo che ci farebbe mancare gli affetti costruiti in questa vita… o in ogni caso, non ne sentiremmo forse più la mancanza e penso le sue “mani” sarebbero comunque “mani” più “sicure” e amorevoli delle mie.


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato