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sephir
Partecipante

Io non condanno chi mangia carne come assassino di animali e non amante degli animali …

concordo con il livello del tuo discorso richard, ma in questo punto preciso a me sovviene da un pò l'esigenza di dire: Ognuno deve smettere di mangiare ciò che altri uccidono.
e non si può obiettare che un tempo c'erano i cacciatori e il resto del villaggio aveva altri compiti perciò non si occupava di questo, o che le donne avevano altre mansioni…

in quel tipo di società sai bene anche tu come il rapporto con la morte, seppur non possa parlare con certezza, era profondo e coltivato, magari non per forza teorizzato ma comunque sentito da ogni elemento a cui anticamente veniva sempre posto di fronte il ciclo di vita e morte continuo…
interessante ill libro di pincherle “i Mandei” su questo rapporto uomo morte vita….

In una società industriale dove tale rapporto con l'universo, con i cicli della terra e dello spirito è andato a farsi benedire, mangiare carne uccisa da macelli intensivi rende un ancora meno salutare cibarsi di carne…

In scala a mio parere bisognerebbe: mangiare carne non industriale, biologica, della propria zona; l'animale che ha donato se stesso deve aver vissuto libero, sotto alimentazione totalemtne naturale, in zone prive di inquinamento magnetico finchè è possibile; curato omeopaticamente o con fiori di bach o altre cure sottili; amato da chi gli stà attorno; ucciso e mangiato dalle stesse persone che hanno fatto tutto questo; non ucciso ma morto naturalmente…

Ora come ora abbiamo solo della sofferenza nel piatto talmente anonima e priva di vita (e piena di ormoni, antibiotici e vitamine e tutto quel che c'è di peggio nella sofferenza fisica di un animale/vita in gabbia) che la vita che può dare al nostro organismo sarà minima o nulla

Questo fintanto che la scelta di non nutrirsi di carne non ci venga incontro…