Rispondi a: Gli animali sono immortali?

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IL POPOLO DEGLI ANIMALI

Il legame fisico e spirituale tra animali, terra e uomo. Il ruolo del regno animale nell'universo.

Abbiamo cercato di capire tutti insieme che gli animali hanno un’anima, o meglio gli animali come l’uomo non hanno un’anima, essi sono un’anima che è molto diverso. Gli animali hanno un corpo fisico, un’anima e uno spirito proprio come gli uomini, hanno una nascita divina. Gli animali hanno però la parte emozionale più sviluppata di quella razionale, questo naturalmente li porta ad avere un grande senso di Amore verso l’uomo e anche un profondo senso di fedeltà. L’animale non ha bisogno di elaborare ciò che fa attraverso la razionalità, l’animale emotivamente si avvicina all’uomo e sente per lui un trasporto molto grande, perché è un pochino più avanti sulla strada evolutivo. L’animale uccide solo per difesa e per sopravvivenza, l’uomo uccide per sete di dominio e di potere, quindi va ad interagire con l’intero sistema della Creazione. Gli uomini con il decadimento originale, che tutti abbiamo vissuto e di cui stiamo pagando ancora le conseguenze, hanno inquinato le energie vitali degli animali oltre che di tutta la natura. Così gli animali vivono di paura, si ammalano e muoiono, l’uomo ha inquinato il grande sistema di vita della Creazione. Quando nella Bibbia si dice che “l’uomo deve dominare sugli animali” non deve essere inteso come noi facciamo oggi, cioè dominio e potere; il dominare biblico significa essere Dominus, dal latino essere Signore, assomigliare al Signore Dio. Quindi dovremmo esercitare un servizio d’Amore per tutte le creature, così come Dio lo ha verso gli uomini e tutta la Creazione. Invece l’uomo uccide, lo fa per divertimento, mangia gli animali, li distrugge ecc., non ha Amore ne rispetto! Questo non è un servizio di Amore. Abbiamo visto nel filmato che le anime gruppo degli animali pagano enormemente le sofferenze prodotte su di loro, sono danni molto gravi che poi è difficile riparare.
San Francesco d’Assisi parlava agli animali, predicava agli uccelli che lo ascoltavano e che poi volavano via felici, San Antonio parlava ai pesci che mettevano la testa fuori dall’acqua per ascoltare fino alla fine quello che lui diceva. Chi ha avuto o possiede un animale sa di quanto Amore e fedeltà essi siano capaci, hanno una grande sensibilità, ci insegnano la semplicità e la bontà, cose che spesso dimentichiamo. Semplicità e bontà che sono la vera intelligenza della Vita e quindi della Natura. Nella Bibbia si parla di animali che obbediscono agli Angeli e al Signore, animali che portano dei messaggi. Anche i testi sacri delle altre religioni sono pieni di riferimenti agli animali. Lo spirito di Dio è in queste creature quindi Dio le nutre. Anche Gesù nelle sue parabole usa molti esempi con gli animali, non a caso entra a Gerusalemme su un asino e al momento della sua nascita viene scaldato da un bue e un asino; se andate a leggere vedrete che tutto l’insegnamento di Gesù aveva bisogno degli animali. San Pietro riceve da Dio una visione nella quale gli dice che non deve ritenere certi animali impuri. Nell’apocalisse viene dato all’interlocutore un aspetto di animale, i figli di Dio che si manifestano sono paragonati agli animali. Anche nella tradizione sciamanica gli animali e il loro spirito hanno una funzione purificatrice, guaritrice e di intercessione per l’umanità e per l’intera Creazione. Il paradiso musulmano viene descritto pieno di animali e il libro della Genesi è il documento più importante, che da piena dignità agli animali come esseri viventi, usciti dalla mani divine del Creatore. Quando Dio fece l’alleanza dopo il diluvio universale la fece con ogni essere vivente che era con l’uomo, c’è un patto che Dio propone all’uomo e che coinvolge tutti gli animali. Gli animali possono darci tanto Amore ma anche tanti insegnamenti: San Paolo dice che tutta la Creazione soffre in attesa del grande parto di una nuova Creazione, di un rinnovamento totale. Tutto deve risorgere ad un livello diverso, la Creazione come noi la vediamo non può continuare a sussistere, poiché tutto è inquinato. Gli animali non hanno la malizia che abbiamo noi, riconosco l’uomo come loro Signore e punto di riferimento, loro si riconoscono in questo servizio di Amore verso l’uomo, l’uomo non si riconosce in questo; gli animali sentono di partecipare a questo servizio di Amore soprattutto quando l’uomo ricambia il loro Amore. Quando siamo pieni di attenzioni l’animale lo è per noi, non sono violenti se non in casi molto rari, per difesa o per motivi particolarissimi. Soltanto l’uomo ha insegnato loro la vera violenza, tant’è che si allevano gli animali per fare le gare di violenza, questa è una storia antica. Ci vuole dunque una nuova cultura che riscopra il rispetto, l’Amore e la vera funzione che l’animale ha nella Creazione. L’uomo sta aiutando l’umanità ad andare in una fase sempre più oscura se non ritrova dentro di se l’armonia universale, se non impara a vivere l’Amore e a riscoprire l’Amore di Dio per tutte le sue creature questa fase oscura potrebbe avere il suo pieno compimento! Francesco D’Assisi è stato il più grande mistico riconosciuto da tutti i popoli del mondo, considerava tutte le creature come suoi fratelli, camminava scalzo sulla pietra per timore di offenderla e sull’erba per timore di sciuparla. Chiamava fratello il Sole, sorella la Luna e Madre la Terra, amava grandemente tutti gli animali. Il suo Amore mistico non conosceva frontiere, aveva un rapporto speciale con tutti gli animali. Oggi abbiamo davanti a noi esempi di violenza senza precedenti, abbiamo fatto ammalare tutti gli animali, poi per ringraziarli del loro sacrificio siamo costretti ad ucciderli in massa a milioni, perché sono diventati inutili e dannosi, questa è la cosa più brutta!
Cosa significano la clonazione e la creazione di razze transgeniche?! Si cerca di far produrre agli animali organi e proteine che possono servire all’uomo, quindi andiamo a produrre un disordine in un ordine che era prestabilito, secondo il quale l’uomo deve avere organi di un uomo e l’animale quelli di animale. Interagire in questo senso può portare a delle conseguenze che non possiamo valutare. Dobbiamo e possiamo fare qualcosa per i nostri amici animali, perché ce ne verrà chiesto conto, abbiamo il dovere di fare qualcosa per affrettare un cambiamento della coscienza. Non servono le grandi parole, sappiamo che arriverà un momento in cui l’uomo ritroverà questa armonia con la Creazione e sulla Terra ci sarà pace ovunque, tanto che gli animali “feroci” vivranno a fianco di quelli mansueti e dell’uomo. Per ritornare a quest’equilibrio non è necessario abbandonare tutta la nostra ricerca genetica, ma bisogna mantenersi nel rispetto di un ordine della Creazione che l’uomo ancora non ha compreso: finché non lo comprendiamo come possiamo rispettarlo? Vedete, non è la ricerca che è sbagliata, è l’ordine che viene infranto, dobbiamo mantenerci in un ordine che non conosciamo e che dobbiamo invece cercare di conoscere. Questo è una manifestazione della forza universale che è Dio stesso, diventa molto pericoloso manipolare questa energia senza conoscere le conseguenze. Ogni incoscienza e brutalità va a ledere fortemente l’equilibrio fisico e spirituale delle persone. Questo era doveroso dirlo per non dimenticare subito quanto abbiamo appena visto nel filmato, ma oggi voglio parlarvi di qualcosa di bello riguardo agli animali: quanto soffrono lo sappiamo ma quanto ci danno di positivo dove noi possiamo anche partecipare, questo non comprendiamo a fondo. Gli animali hanno una capacità profonda di intuire le cose, se ci avviciniamo agli animali rapportandoci alla loro realtà dimensionale possiamo comprendere che loro istintivamente seguono un qualcosa che noi non sentiamo. Per esempio, se noi abbiamo bisogno di una sostanza erboristica o guardiamo un libro o andiamo dall’erborista; l’animale invece va in giro e annusa, finché non trova istintivamente ciò che gli serve, questo noi non lo possiamo fare perché l’abbiamo dimenticato. Gli animali non hanno bisogno ne di trattati ne di erboristi, questo istinto animale io lo chiamo sensitività, è qualcosa migliore della medianità. La medianità si avvale di un mezzo, la sensitività invece è propria di ogni essere. Tutti gli animali hanno questa sensitività, piccoli, grandi, domestici e tutti sono in grado di entrare in contatto con altre realtà e dimensioni di vita. Si dice che i cacciatori aborigeni come i pellirossa sappiano qual’è l’animale che si offre in un dato momento come cibo; si dice anche che gli eschimesi richiamino, a primavera dopo l’inverno, i loro cani da slitta che sono stati dispersi, li richiamano con la mente! Nel giro di poche ore tutti i cani si radunano, testimoni hanno assistito al fatto durante diversi anni, è un processo che avviene sempre. Gli animali hanno una spiccata sensitività che in molti casi gli ha permesso di ritrovare i padroni anche dopo viaggi di anni o migliaia di chilometri! Molti sono i casi di salvataggi di uomini, soprattutto di bambini, da parte di cani. Ma oggi voglio parlarvi della capacità guaritrice dei delfini, delle orche e di altri cetacei, in questo momento stanno aiutando moltissimo l’uomo e non a caso sono quelli che più si sacrificano. Il delfino è senz’altro il miglior amico marino dell’uomo, fin dall’antichità c’era questo mito meraviglioso del delfino che si intrecciava con la vita dell’uomo. Il Dio Apollo vedeva nel delfino la serenità e la felicità della vita. La mitologia ci racconta che Apollo ne assumeva spesso le sembianze, infatti cosa fece mettere nell’oracolo di Delfi?! Appunto una scritta in onore di questo animale: “Conosci te stesso e conoscerai l’universo e Dio”, questo perché l’animale che per gli antichi più conosceva se stesso era il delfino, quello che sapeva molto di se stesso, che era nella grande consapevolezza che tutte le cose sussistono e sono collegate tra di loro. Per gli antichi il delfino era sacro, non a caso chi uccideva un delfino veniva ucciso come chi uccideva una persona: ancora oggi gli aborigeni dell’Australia settentrionale comunicano con i delfini in un modo particolare che gli studiosi non possono capire perché è un contatto telepatico. I delfini hanno spesso salvato delle persone, anche gruppi di persone, però ora questo animale viene impiegato in scopi terapeutici per salvare l’uomo da una morte interiore molto più brutta: quella della depressione.
Alcuni libri raccontano che il delfino abbia portato molte persone che erano sull’orlo della distruzione e del suicidio ad una nuova vita. Molti risultati positivi hanno permesso alla delfino-terapia di essere presa in grande considerazione, in Italia ci si può rivolgere a Rimini e Roma: questa terapia aiuta persone depresse, persone con blocchi motori, paraplegici, persone che hanno subito amputazioni, bambini autistici, malati terminali, persone sordo-ceche, persone che non riescono a superare un lutto particolarmente doloroso. Queste malattie si possono tutte alleggerire o anche guarire con l’aiuto dei delfini. Vengono usate anche orche ed altri cetacei, con il risultato di ottenere lo stesso effetto benefico. Un ricercatore russo sostiene che i delfini possono comunicare telepaticamente con i feti: ha studiato delle donne in gravidanza è sostiene che i delfini erano in grado di parlare al bambino prima che nascesse, gli facevano capire che non doveva avere paura dell’acqua. Tutti gli esperimenti sono stati condotti nel mar nero, si tratta di parti effettuati in acqua e anni fa se ne parlò anche in televisione: alla nascita il bambino non aveva paura dell’acqua e sapeva già nuotare, le delfine lo portavano in superficie! Il contatto con i delfini trasmette quindi un grande e profondo senso di benessere, produce l’incremento delle onde alfa, che sono quelle tipiche degli stati di profondo rilassamento e concentrazione. Queste sono le energie guaritrici che rivolgono l’uomo, vanno a sollecitare l’equilibrio fisico, psichico, mentale e spirituale dove c’era stata una frattura, vanno a colpire la nostra parte più nascosta. Le onde alfa favoriscono l’attività della zona limbica, che la medicina considera la parte più primitiva del cervello umano, perché quella emozionale. I delfini hanno spesso dimostrato di essere saggi, hanno lacrime come noi, hanno la sudorazione e sanno stare eretti sulla punta della coda, esercizio che richiede la capacità di tendere tutta la colonna vertebrale. Tutte queste sono caratteristiche dell’uomo, nessun animale oltre all’uomo cammina eretto tranne un particolare tipo di scimmia non a caso molto simile a noi. È molto interessante notare che i delfini hanno una corteccia celebrare più sviluppata della nostra, 97,8% contro 95,9%. Il ricercatore John Lealy è riuscito a stabilire che i delfini entrano spesso in uno stato di profonda meditazione, quando sono rilassati dopo il pasto, in mezzo al gruppo si crea una quiete e un rilassamento collettivo che li aiuta ad entrare in un particolare stato di rilassamento che comporta la meditazione, quindi é capace di pensieri trascendentali! I delfini hanno compreso l’interconnessione di tutte le cose, tramite il risveglio di questa conoscenza anche l’uomo può aiutare la sua vita, tramite questo i delfini stanno aiutando l’uomo a non autodistruggersi. Mi viene spesso in mente la seconda legge degli indiani pellerossa che dice: “Sto dando vita a me stesso, sto dando vita agli altri e dopo che avrò concluso quello che sto facendo lascerò vita dietro di me”. La prima dice “Tutto nasce da donna e niente, proprio niente, deve essere fatto perché possa morire il bambino interno ed esterno che è dentro di noi”. I pellerossa sapevano che il cuore di un essere umano che si estranea dalla natura si indurisce, non a caso mai come ora il cuore dell’uomo dimostra di essere indurito, perché uscito dall’equilibrio della natura, perché la tecnologia, la scienza e una certa cultura di vita l’hanno portato a fare delle scelte di distacco che non l’hanno reso più felice, gli hanno dato solo un maggiore “benessere” materiale che riguarda una piccola parte dell’umanità. I pellerossa sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli altri, per tutti gli esseri viventi qualsiasi essi siano, presto lascia morire anche il rispetto per noi stessi. Per questo motivo l’influsso della natura che rende i giovani capaci di sentimenti profondi aveva per loro un ruolo dominante nell’educazione, loro aiutavano i giovani a vivere in contatto con la natura. Sapevano le cose fondamentali che riguardano la vita, che la psiche di ogni singola persona è collegata alla psiche degli altri uomini, che tutti siano viventi immersi in una sola grande energia, un’energia vivente che è quella della grande intelligenza creatrice. Per cui vivere in armonia con l’essenza di questa energia può portare molto in alto nella conoscenza: l’uomo che non fa questo passo evolutivo sicuramente si autodistrugge!
Anche il cinema ha sempre creato molti prodotti in cui i protagonisti sono animali, naturalmente non sto a citarli, ognuno di voi li ricorda sicuramente. Molti di questi film spesso hanno come trama centrale la ricerca da parte dell’animale della libertà, quella libertà che in fondo l’uomo vuole raggiungere, questi film ci ricordano il valore profondo dello spirito!
Gli animali avvertono il calore e l’affetto, l’intento con cui facciamo una cosa, sentono se stiamo bene o stiamo male anche a distanza; si ha notizia di animali che sono caduti in agitazione e depressione in certi momenti e in quello stesso istante la persona cara, magari distante anche migliaia di chilometri è deceduta, di questi casi ce ne sono tantissimi! La nostra sopravvivenza in fondo dipende dal ritrovarci nei saggi insegnamenti che avevano ricevuto gli antichi popoli, quelli che avevano imparato a vivere in contatto e armonia con la natura, cioè nella interdipendenza di tutti i regni, per cui neppure il regno umano può evolvere o pensare di essere evoluto se trascura o lascia indietro anche una minima frazione di vita, questa è la Legge della Creazione. Gli animali respirano la divinità, in ogni istante della loro vita c’è un campo universale di energia chiamato “Campo Universale di Dio”. È un’emanazione della divinità per mezzo di cui l’Intelligenza Creatrice è sempre in contatto amorevole con tutta la Creazione, uomo compreso. L’animale ha conservato la sensibilità di sentire questo contatto mentre l’uomo l’ha perduta, quindi gli animali percepiscono la divinità continuamente e continuamente hanno uno scambio, vivono immersi in una particolare visione.
Si può dunque parlare di un contatto di fratellanza fra tutte le cose, ma non fratellanza in cui c’è un fratello maggiore e uno minore, una fratellanza e basta. Anche se l’animale è stato creato dopo l’uomo a livello materiale, non si può parlare di uno che può dominare e dell’altro che deve essere sottomesso! La Terra è un immenso tempio di vita, per volontà dell’uomo è divenuta un tempio di sofferenza, ma in realtà, se vivessimo secondo le caratteristiche della Creazione, sarebbe un Eden meraviglioso. Qual’è la caratteristica della vita? È la coscienza, cosa che anche gli animali hanno: coscienza significa soffrire, crescere, amare e offrire, cioè donarsi. Ciò che è immensamente piccolo può servire allo stesso modo di ciò che è immensamente grande, Dio si sente incompleto anche se manca solo una piccola molecola di se stesso e la va a cercare, questo dovrebbe insegnarci molto. Anche ciò che sembra insignificante ha valore, il sacro è sempre onnipresente in mezzo a noi, sta ad ogni uomo riconoscersi nel sacro rispettando ogni vita. Chi non rispetta la vita avvelena se stesso e la sua esistenza, per cui può giungere all’autodistruzione. Si sente spesso parlare di suicidi di massa di animali, suicidi collettivi di cui la TV ha dato notizia, soprattutto di cetacei ma anche di altri animali. In realtà questi non sono dei suicidi e cercherò di spiegarlo: come nel caso di miliardi di animali che vengono sacrificati come cibo per l’uomo,…………vi ho detto che coscienza è soffrire, crescere, amare, offrire, cioè donarsi……ebbene, l’animale conosce il dono di se stesso, ricordate le mamme che spesso si sacrificano per i cuccioli o alcuni animali che lo fanno al posto di altri. Gli animali che si offrono per cibo si donano, ma si donano anche quelli che si offrono e muoiono in certi punti e in certi momenti dell’anno: lo fanno per il mantenimento o il ristabilimento di un equilibrio là dove é necessario, perché è stato perturbato. Questo è un sacrificio che dobbiamo considerare, per l’animale la morte non ha lo stesso significato che ha per noi, ma è comunque sempre una morte. L’animale sa che va a morire, lo fa per uno scopo di obbedienza ad una volontà di salvezza di Dio, ci saranno ancora casi di animali che si uccidono, ma dobbiamo considerare che questo non è mai un suicidio! Ci sono animali che vanno a morire dove affondano le petroliere inondando tutto di greggio, anche quelli si offrono: se la natura percepisce che in un certo luogo sta per avvenire qualcosa, potrebbe spostare tutti gli animali altrove. Si dice che nel bosco il peggiore segnale di allarme è il silenzio, in cui tutti gli animali non si sa dove siano andati a nascondersi! L’intelligenza della natura potrebbe spostare tutti gli animali, ma allora l’uomo cosa imparerebbe? Quindi ci sono animali che rimangono lì intrappolati per un sacrificio d’Amore, chi l’avrebbe mai pensato?! Eppure è così. Ci sono casi di animali che si lasciano morire quando sono messi in cattività: il fatto che non mangino può sembrare un suicidio ma non è così. L’animale privato del bene della luce che ha dentro di se si sente stanco e triste, una tristezza grande, per cui lascia il corpo: non è un suicidio, l’anima si ritira. Chi ha sofferto molto a causa di una separazione da qualcuno ha provato questa tristezza, questa stanchezza e può comprendere cosa significhi non sentirsi più l’anima dentro, non essere più vivi. Nel caso dell’animale c’è “un filo d’argento” più sottile che può essere spezzato più facilmente; per l’uomo è più difficile morire, ci vuole più tempo, ma questo dimostra che si può morire d’Amore!
Quello che conta è salvare l’equilibrio del tutto, personalmente vi consiglio di prendere la video cassetta del film che abbiamo visto oggi e di farla conoscere, anche questo è un modo di aiutare e partecipare al mantenimento dell’equilibrio del tutto. Non è poco aiutare una parola vera di consapevolezza a farsi strada in una coscienza che ancora non ha preso consapevolezza! Chi genera sofferenza può trovare solo odio, non Amore: tutti vorremo l’Amore degli altri, star bene ed essere ben voluti, ma se non lo diamo non lo possiamo ricevere. Se l’uomo dimostra la compassione del cuore, praticando il vegetarianesimo, tenendo un animale in casa, soffrendo nel vedere filmati di maltrattamenti sugli animali, questo può aiutarlo ad entrare in una nuova prospettiva di vita. Non possiamo fare tutto da soli, però la storia dell’uomo sta cambiando rapidamente. Certo, la luce e l’ombra sono dentro ogni essere vivente, nessuno può permettersi di giudicare perché siamo tutti in cammino, ma il bene e il male lo possiamo riconoscere tutti. La vita ci insegna il bene e il male, questa è la Legge evolutiva. Tutti vorremo poterci nutrire già di prana, ma questo non è possibile anche se adesso c’è il recente caso di una donna orientale che vive da tempo senza mangiare ne bere, noi in Europa abbiamo avuto Teresa Neumann, che ricevette non a caso la visita di Yogananda. Si può sicuramente vivere di prana, ricordiamo anche Padre Pio che solo per obbedienza era costretto raramente a ingerire un po’ di gelatina. È possibile nutrirsi di prana, ma dovremmo essere ad un livello evolutivo molto più alto.
Gli animali a volte superano l’uomo come senso di umanità: definiamo la caccia bestiale se un animale aggredisce l’uomo, mentre se l’uomo uccide un animale in modo violento non è bestiale, si sente Dio e si arroga il diritto di togliere la vita senza doverne rispondere, questo è molto grave! La giornata è stata lunga quindi vorrei concludere: io ritengo che salvare l’equilibrio del Tutto sia quello che serve in questo momento e per farlo tutto è utile, anche una conferenza come questa. Durante la vita ho imparato che tutto serve realmente: quando abbiamo dei contrattempi, quando ci feriamo, quando ci ammaliamo, quando fatichiamo molto, quando soffriamo e quando gioiamo. Anche la nostra morte serve in quel preciso momento, perché riguarda il mantenimento dell’equilibrio del Tutto affinché possa esistere, Tutto che noi non sappiamo comprendere. Grazie a tutti per aver partecipato e per avermi ascoltata, spero che porterete nelle vostre case qualcosa di utile e che soprattutto riusciremo a prendere parte attiva ad una causa a favore della vita anche solo con un piccolo aiuto, fare questo non significa altro che riconoscersi tutti in quel Tutto che è il fine della salvaguardia della vita, di noi tutti. Abbiamo bisogno di una società a misura dell’uomo perché egli sia veramente tale.

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