Rispondi a: Esempi di sincronicità originali

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#45917

sephir
Partecipante

[quote1344447395=Richard]

. In questo campo di forma avviene la relazione psiche-materia e qui si inserisce il frutto delle ricerche di Jung e Pauli: la sincronicità come colla dell’universo. Secondo Pauli infatti la sincronicità spiegherebbe il Paradosso EPR, che trae origini dal nome degli scienziati che lo teorizzarono, Einstein, Podolsky e Rosen; secondo tale effetto due particelle in contatto, una volta allontanate, comunicheranno istantaneamente fra loro senza che ci siano scambi di segnali, ovvero emissioni di fotoni. La sincronicità offrirebbe, agli occhi di Jung e Pauli, questa matrice comune nell’inconscio collettivo, come serbatoio di energia psichica, al di fuori del tempo e dello spazio, non inteso come campo di forza, ma come campo di forma. L’uomo avrebbe tale capacità di connettersi a una matrice universale dove il mondo della materia e legato indissolubilmente a quello della coscienza, attraverso l’attività intuitiva umana che mette in contatto l’inconscio individuale a quello collettivo, originando così una scienza olistica onnicomprensiva che Pauli chiamava psicofisica; la fisica della coscienza, un sodalizio in grado di unificare spirito e materia, realizzando in questo modo il sogno alchemico del matrimonio fra conoscenza scientifica e umanistica sognato dagli alchimisti rinascimentali.
http://lucapicco.wordpress.com/2010/06/23/il-sogno-alchemico-di-jung-e-pauli/

http://www.circolonada.org/approfondimenti-dal-circolo-nada/archivio-approfondimenti/99-sincronicita-jung-pauli

Penso in particolare che serva un intento, una volontà interiore particolarmente profonda per avere delle risposte sincroniche che ci guidino in modo davvero “miracoloso”. Penso che come diceva anche Cayce, più la nostra volontà segue quella della nostra anima e quindi la porzione dell'Infinito/a Mente Universale in noi e più questo agisce “miracolosamente” sulla realtà continuamente organizzata dal “vuoto quantistico intelligente”.
Quindi se segui il tuo “dharma”, sarai guidato con più evidenza e efficienza dalla sincronicità del “vuoto intelligente” che tutto collega e informa e dal quale è informato costantemente.
Se ti rendi conto consciamente di questa relazione allora potrai cercare di capire come meglio “ingegnerizzare il vuoto”, utilizzarla con più controllo.
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grazie, è quello che intendevo… ingegnerizzare il vuoto, ovvero meditare e ricollegarsi alla parte più profonda di Sè. Ho letto ishamel consigliato da pasgal (grazie pas, sincronicamente contiene discorsi che proprio in questi giorni sto affrontando), in questo caso si parla di ridefinire totalmente le premesse fondanti con cui osserviamo e descriviamo il mondo e la comunità di vita.
E se sembrerebbe un'opera disperata cambiare i meccanismi insani che ci guidano(dentro e fuori), forse, forse, lo è meno ricollegarsi all'intelligenza superiore di cui siamo parte (con l'aiuto iniziale dei più saggi), riconoscendone e adoperandone il linguaggio.