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#4598
Richard
Richard
Amministratore del forum

Fusione Calda
https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.2883

Il capo della NASA in quel tempo era Gene Fletcher e fece una richiesta al Congresso, perchè finanziassero la fase seguente, perchè avrebbe fornito alla NASA il definitivo sistema energetico spaziale. Il Congresso rifiutò per almeno 3 anni.
Io parlai al Congresso nel 1993 su questa proposta. Parlai alla presenza di brillanti fisici sul dibattito in merito alla Fusione Tokomak (1), che è la principale spinta per la ricerca sulla fusione in questo paese. Molti dei fondi del governo sono monopolizzati per la Fusione Tokomak, col maggior lavoro fatto alla Princeton University.

Si fondono due carburanti, deuterio, che è l'isotopo dell'idrogeno a volte detto “idrogeno pesante” e il “trizio”, idrogeno radioattivo. Il 90% dell'energia che risulta dalla reazione è radioattività, quindi non è una opzione conveniente per l'ambiente. Al pubblico è stato fatto credere che questo tipo di fusione (ndt. Tokomak), avrebbe fornito energia sicura per l'ambiente.

http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=12789
Parte il progetto internazionale Iter, il bluff del nucleare pulito e sicuro http://it.wikipedia.org/wiki/ITER

su Liberazione del 22/11/2006

Un reattore sperimentale verrà finanziato da Cina, Corea del sud, Stati Uniti, India, Giappone, Russia e Ue

«Non sarebbe meglio spendere i soldi che vogliono investire nella fusione in tecnologie collaudate invece di inseguire un sogno?». La domanda, formulata da Roger Higman di Firends of the Earth, potrebbe tranquillamente esaurire l’argomento Iter, titolo del fantascientifico progetto che ha l’obiettivo di produrre energia dalla fusione calda, ovvero dal tipo di reazione nucleare che fa “funzionare” il sole.
Nel commentare il lancio del progetto Iter il portavoce dell’organizzazione ambientalista fa notare giustamente che i circa 10 miliardi di euro necessari a finanziare il progetto di ricerca potrebbero essere spesi in modi molto più razionali. Prima di tutto riducendo gli sprechi causati da una rete fatiscente, da un sistema di trasporto privato quasi alla paralisi e da un modo di costruire che non sa cosa sia l’efficienza energetica. ..

l’idea del progetto Iter – il processo può essere generato “a caldo” portando un gas (per esempio una miscela di deuterio e trizio, due isotopi dell’idrogeno) a temperature equivalenti a quelle del sole. In questa condizione il gas si trasforma in plasma, ovvero nel quarto stato della materia (oltre al solido, al liquido e al gassoso), costituito da un insieme di protoni e neutroni sparsi, uno stato nel quale è molto probabile che si verifichino eventi di fusione.

I fautori della fusione nucleare calda sostengono che, rispetto agli attuali reattori nucleari, il processo è più sicuro perché non si basa su una reazione a catena che comporta sempre il rischio di una perdita di controllo. Nel reattore a fusione in teoria basta chiudere il condotto del plasma e il processo si arresta da solo. L’altro vantaggio, sempre secondo i fan della fusione, è che non ci sono i prodotti della trasformazione del combustibile, la cui radioattività decade in centinaia di migliaia di anni. Le reazioni attivano solo le strutture intorno al plasma, che possono essere stoccate per 100-120 anni. Inoltre, mentre l’uranio è destinato ad esaurirsi, le fonti primarie della fusione nucleare sono più varie e “virtualmente inesauribili”, sempre per citare i lanci di Iter.

Tutto ciò naturalmente è valido soltanto in teoria visto che il primo reattore sperimentale, che molto probabilmente verrà costruito a Cadarache (circa 60 chilometri da Marsiglia), dovrebbe «cominciare a prendere forma nel 2009» come è stato dichiarato ai giornalisti della Bbc presenti ieri a Parigi dove il progetto è stato lanciato alla presenza di Chirac e del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso. Per ammissione dei suoi stessi ideatori il progetto Iter richiederà fra i 35 e i 40 anni prima di dare i primi frutti e almeno un secolo prima di consentire un’applicazione su vasta scala, sempre che non sorgano intoppi. E gli intoppi, quando si tratta di tecnologie altamente sperimentali, sono all’ordine del giorno. Infatti, basta una rapida consultazione delle riviste scientifiche internazionali più prestigiose, per accorgersi che il lancio del progetto Iter era già stato annunciato in pompa magna nel 2003, solo che allora il costo complessivo era stato stimato sui 5 miliardi di euro, esattamente la metà di oggi. ..

altro motivo per cui si ostacola la “fusione fredda”