Rispondi a: I Maya Galattici di Antonio Giacchetti

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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1282199597=skorpion75]
Fratello mio è l'attimo che va vissuto serenamente, senza i condizionamenti e le credenze del passato ne le ansie e le paure tipiche del futuro.

E' l'aspettativa/ansia di un futuro, che ancora non esiste e che potrebbe esistere o no in quanto tale, che regola e determina le nostre vite oggi, e non i condizionamenti e le credenze del passato come si potrebbe supporre (anche se ammetto che esercita un forte peso anch'esso).
Se ci riflettete per bene è proprio la vostra visione, e quindi aspettativa, positiva/ottimistica o negativa/pessimista che sia a determinare il vostro comportamento di oggi, di adesso; se comprare o meno una tal cosa (auto, casa), se programmare un corso di studi, un figlio, etc….

Tutta la “Realtà” di adesso (l'unica ad esistere) è condizionata dalla nostra visione della “realtà futura”, che in quanto tale non esiste, se non in una forma di probabilità tra le tante (una funzione d'onda tra tante che poi collasserà nella forma da noi umanità voluta).
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:VV:
ciò che rimane scritto nel tempo fa comunque parte della coscienza dell'uomo,del rapporto tra la coscienza dell'uomo e la vita, l'Universo che lo circonda, il suo rapporto e la sua idea di un Dio in quel momento, fa parte del rapporto tra le coscienze e tra queste e la “Coscienza Universale”..
la nostra realtà di oggi è sicuramente influenzata da questa coscienza del passato, in cui l'uomo definiva un Dio estremamente masculino, ad esempio.

..Il significato che poi verrà dato da chi leggerà infuturo, dipenderà dalla sua coscienza, dal modo in cui in quel dato momento interpreterà il testo, dal punto di vista in cui vorrà vederlo.
In parte andrà decodificato, in parte può essere preso letteralmente come una storia descritta e in parte come metafora..ora possiamo pensare che in quel dato tempo gli uomini fossero poco istruiti e molto fantasiosi, la stessa cosa potrebbe accadere a ciò che lasciamo scritto ora, quando eventualmente sarà riletto in un lontano futuro. Lessi tempo fa un articolo che diceva che anche noi dovremmo usare la mitologia e il sacro se volessimo far sopravvivere nel futuro la nostra conoscenza, anche in seguito ad un eventuale drastico declino dell'umanità.

Il sentire profondo dell'essere umano che interpreta l'Universo in cui vive, lo spinge a definire, a descrivere l'Intelligenza di cui intimamente sa di fare parte, ma lo fa nei limiti che ha in quel dato momento e che purtroppo vengono sfruttati per strumentalizzare e deviare.
In futuro qualcuno potrebbe prendere parte di testi dei nostri tempi diciamo dal 700 a oggi, da vari popoli e farne un libro…
Vi consiglio questo film
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