Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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#46138
Richard
Richard
Amministratore del forum

ok 🙂
però anche qua io resto col dubbio..non ho mai approfondito in merito, forse Sephir può darci una mano ulteriore..da quanto leggo per il Buddismo non esiste una reincarnazione della stessa entità come pensiamo ma una rinascita, comprende comunque un concetto di continuità.

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Reincarnazione o rinascita nel Buddhismo.

Il buddhismo fin dagli antichi agama/nikaya riportati nei tre Canoni oggi
esistenti, nega l'esistenza di un atman. Nega l'esistenza di un principio
intrinseco e immutabile nell'uomo.
Tutte le scuole buddhiste oggi esistenti seguono, per vinaya, quello degli
sthavira quindi sono eredi di chi negò l'esistenza del 'pudgala', un'altro
elemento di discussione in senso alla comunità buddhista che condannandolo
lo ritenne analogo all'atman.
Premesso ciò, per quelle che sono le mie discutibili opinioni, su questo
tema (reincarnazione o rinascita) come su altri non c'è una omogeneità di
posizioni nelle scuole buddhiste contemporanee che riflettono posizioni
molto antiche.

Secondo Kogen Mizuno: “Per alcuni filosofi buddhisti la teoria del karma
sembrava violare in qualche misura la basilare dottrina buddhista secondo la
quale non esiste anima immortale e nulla in alcun ambito è stabile o
immortale. …. Una dottrina che ammetta la possibilità di una ricompensa o
di una punizione causale per le azioni compiute in una vita precedente non
presume forse l'esistenza di un'anima che possa accumulare residuo
karmico?”.
La posizione delle scuole antiche è stato quello di confermare un processo
di rinascita non sostenuto però da una sostanza soggiacente (atman o
pudgala).
Cosi nel Milindapahna ciò è metaforizzato con il passaggio di fiamma da una
candela all'altra. Le due fiamme non sono identiche, né diverse.

Tuttavia ciò non spiega il senso di continuum di coscienza che consente di
creare una soggettività in questo corpo e in questa vita.
http://www.purodharma.it/NG/StalkerReincarnazione.html

Il Buddha certamente insegno' la rinascita, ma in tal caso si tratta di una visione ciclica della vita, dell'esistenza e del mondo.
Il ciclo della vita e' fatto di nascite e di morti, d'apparizioni e di disparizioni. In tale contesto la successione delle nascite e' chiamata rinascita. Ma in questa rinascita non vi e' alcuna individualita' o anima individuale che trasmigra da nascita in nascita. Se vi e' certamente una continuita' di rinascite, vale a dire della vita, questa si stabilisce nell'interdipendenza e nell'interazione dell'abitante-coscienza e del suo abitacolo onnipresente chiamato, in sanscrito, alaya. L'alaya, o fondamento primordiale, assicura la continuita' di un flusso esistenziale, corporale e spirituale da una vita cosciente ad un'altra. Cosi' si raccoglie cio' che si e' seminato e non c'e' alcun raccolto che non fu a suo tempo seminato. Cio' nonostante, tale rinascita-continuita' non e' quella d'un io, d'un ego, di un'individualita' o di un'anima. Questa corrente che continua non e' quella di qualcuno, ne' lo stesso, ne' un altro. Cosi' la vita continua in se' e, nel suo seno, la nostra responsabilita' individuale.
http://www.buddhismo-pesaro.org/obiezioni.htm