Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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sephir
Partecipante

[quote1278163602=pasgal]
sephIr Buddha non credeva nella reincarnazione, questo é un punto abbastanza conosciuto, in seguito alcuni discepoli hanno modificato tutto, compresa la sua dottrina.

Mauro ha citato una semplice frase, ma ci sono interi suoi testi a confermarlo.

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Pasgal ovviamente il Buddhsimo non sarebbe tale se accettasse l'atman!
Altra cosa è il discorso del passaggio (di cosa?) di vita in vita…
ci sono frasi del Canone in cui il Buddha parla di pudgala… e come dice lo stesso biglino tutto rimane nel campo delle ipotesi, soprattutto su testi come il canone pali abbastanza stratificati (come tutti i testi sacri).

é evidente che vorrei leggere attentamente il testo di Biglino sulla reincarnazione, ma avendo letto altri testi abbastanza autorevoli sul Buddhismo e sulla diatriba riguardante la reincarnazione, non mi vien facile essere certo.

Per esempio i buddhisti odierni che dicano “io sono Buddhista e credo nella reincarnazione” non stanno tradendo ciò che nel buddhismo è vero (ma chi decide cosa è vero nel Buddhismo? noi che interpretiamo) quando dentro di sè abbiano capito la differenza fra l'anatman (non-sè), che vuole insegnare a staccarsi dall'idea che ciò che penso essere “io” sia importante ora, o in altre vite future o passate, quando tutto è impermanenza e quando tutto, compreso l'io, è frutto di condizioni e aggregazioni, e il pratityasamutpada (coproduzione condizionata) che invece è la concezione che insegna appunto come avviene e perchè il passaggio di vita in vita di quel che può essere definito un esserci.
Tutto parte dalla brama e dall'ignoranza.
E mi dico anche che il fatto di non dare spazio al sè in questa dottrina non delucida a cosa allora serva il concetto di karman, a meno che non vogliamo definirlo interpolato successivamente alle 4 nobili verità.

Sono d'accordo che il fulcro del messaggio del Buddha è l'ottuplice sentiero che dispone ciò che è giusto ora, in questa vita per combattere il dolore derivante dalla brama, e che il sentiero di mezzo è la soluzione per vivere l'immediato e potersi salvare (ma per il buddha non bisogna salvarsi dall'eterno ciclo samsarico, che implica dei ritorni ciclici?)
Ma è altrettanto vero che la sottigliezza metafisica riguardante il passaggio di vita in vita di un qualcosa che poi potrà “accedere” allo stato nirvanico non si scioglie facilmente, tranne potendo chiedere al buddha cosa intendesse con alcune frasi in cui il termine persona viene o non vinene utilizzato.

Pasgal, secondo chi studia il buddhismo si sa con assoluta certezza che quest'ultimo vuole aprire gli occhi sul baratro che l'uomo si trova di fronte quando gli si dica che tutto, dal corpo al pensiero è frutto di 5 aggregati e di concause esterne… ma mi chiedo e non solo io: chi o cosa procede nel seminare karma?
chi o cosa arriva al nirvana, alla liberazione?
Su questo come dici tu si può fare molta filosofia.
Io non mi imbarco in un tale enigma.
Qualcosa che nasce e può liberarsi, pur essendo parte del Uno-tutto (forse questo intendeva buddha con l'annullamento dell'io, passato presente e futuro?), ci sarà?

A volte ho pensato che l'anatman fosse un “trucco” (e il buddha utilizzava spesso linguaggi differenti per coscenze differenti!) per distrarre le menti ignoranti dal pensiero sul se e ricondurle alla verità sublime e universale, sapendo che per superare l'ego superficiale e arrivare alle profondità nascoste dell' universo interiore (insondabile con le parole fonte di ignoranza) bisognava percorrere un sentiero difficile. A che serviva allora dare retta ad una vita passata o futura se nel presente si era ancora come prima o peggio?
ecco un pò un modo per togliereil peso al samsara (temporale) e ridarlo all'infinito senza tempo che ora è già dentro noi.

chissà