Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1278175896=Richard]
ok 🙂
però anche qua io resto col dubbio..non ho mai approfondito in merito, forse Sephir può darci una mano ulteriore..da quanto leggo per il Buddismo non esiste una reincarnazione della stessa entità come pensiamo ma una rinascita, comprende comunque un concetto di continuità.

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Reincarnazione o rinascita nel Buddhismo.

Il buddhismo fin dagli antichi agama/nikaya riportati nei tre Canoni oggi
esistenti, nega l'esistenza di un atman. Nega l'esistenza di un principio
intrinseco e immutabile nell'uomo.
Tutte le scuole buddhiste oggi esistenti seguono, per vinaya, quello degli
sthavira quindi sono eredi di chi negò l'esistenza del 'pudgala', un'altro
elemento di discussione in senso alla comunità buddhista che condannandolo
lo ritenne analogo all'atman.
Premesso ciò, per quelle che sono le mie discutibili opinioni, su questo
tema (reincarnazione o rinascita) come su altri non c'è una omogeneità di
posizioni nelle scuole buddhiste contemporanee che riflettono posizioni
molto antiche.

Secondo Kogen Mizuno: “Per alcuni filosofi buddhisti la teoria del karma
sembrava violare in qualche misura la basilare dottrina buddhista secondo la
quale non esiste anima immortale e nulla in alcun ambito è stabile o
immortale. …. Una dottrina che ammetta la possibilità di una ricompensa o
di una punizione causale per le azioni compiute in una vita precedente non
presume forse l'esistenza di un'anima che possa accumulare residuo
karmico?”.
La posizione delle scuole antiche è stato quello di confermare un processo
di rinascita non sostenuto però da una sostanza soggiacente (atman o
pudgala).
Cosi nel Milindapahna ciò è metaforizzato con il passaggio di fiamma da una
candela all'altra. Le due fiamme non sono identiche, né diverse.

Tuttavia ciò non spiega il senso di continuum di coscienza che consente di
creare una soggettività in questo corpo e in questa vita.
http://www.purodharma.it/NG/StalkerReincarnazione.html

[color=#ff0000]Il Buddha certamente insegno' la rinascita, ma in tal caso si tratta di una visione ciclica della vita, dell'esistenza e del mondo. [/color]
Il ciclo della vita e' fatto di nascite e di morti, d'apparizioni e di disparizioni. In tale contesto la successione delle nascite e' chiamata rinascita. Ma in questa rinascita non vi e' alcuna individualita' o anima individuale che trasmigra da nascita in nascita. Se vi e' certamente una continuita' di rinascite, vale a dire della vita, questa si stabilisce nell'interdipendenza e nell'interazione dell'abitante-coscienza e del suo abitacolo onnipresente chiamato, in sanscrito, alaya. L'alaya, o fondamento primordiale, assicura la continuita' di un flusso esistenziale, corporale e spirituale da una vita cosciente ad un'altra. Cosi' si raccoglie cio' che si e' seminato e non c'e' alcun raccolto che non fu a suo tempo seminato. Cio' nonostante, tale rinascita-continuita' non e' quella d'un io, d'un ego, di un'individualita' o di un'anima. Questa corrente che continua non e' quella di qualcuno, ne' lo stesso, ne' un altro. Cosi' la vita continua in se' e, nel suo seno, la nostra responsabilita' individuale.
http://www.buddhismo-pesaro.org/obiezioni.htm
[/quote1278175896]
10 – Il Buddhismo insegna la reincarnazione?
Può sembrare strano: la filosofia originale del Buddhismo NON insegna la metempsicosi, intesa comunemente come trasmigrazione dell'anima individuale da un corpo ad un altro. Ciò costituirebbe una contraddizione in termini ed è, di fatto, una leggenda metropolitana. Il Buddhismo insegna innanzitutto l'inesistenza sostanziale del sé separato. Con questo presupposto, quale sarebbe l'entità individuale che trasmigra da un corpo ad un altro? Qualche sedicente buddhista risponde: la mente personale; dimenticando, o ignorando, che la mente personale è la controparte psichica dell'architettura neurologica e che con la morte essa si dissolve.
Al di là delle tante comuni credenze popolari, secondo le quali è vero tutto l'impossibile e il contrario di tutto il possibile, IL DISCORSO SULLA REINCARNAZIONE ANDREBBE RIVISITATO come concetto di UNIVERSALITÀ della vita e della sua continua trasformazione attraverso INTERSCAMBI e relazioni di CAUSA-EFFETTO (legge del karma).
Purtroppo la chiarezza su questo punto è messa seriamente in pericolo dalla disinvoltura con cui talvolta opinioni e convinzioni di facile e conveniente fruibilità sono confuse con l'insegnamento reale, non altrettanto facilmente comprensibile dalla gente comune. La storia di tutte le religioni reali è storia di un intreccio fra credenze popolari e insegnamento originario. In conclusione: l'autentico pensiero Buddhista NON implica l'idea della reincarnazione intesa nel senso tradizionale della metempsicosi.
http://www.nostraterra.it/buddha.html

http://www.olistica.tv/Default.aspx?tabid=91
Il Buddha storico dice di no, formulando una dottrina della reincarnazione diversa da quella del bramanesimo: ogni esistenza inizia da un residuo di azioni (karma) ereditate da esistenze precedenti. Non vi è però una entità individuale che si reincarna: l’unico elemento di continuità è il dharma, un difficilmente definibile insieme di “aggregati psichici” che durano assai poco e sono privi di essenza loro propria ma esistenti per reciproca relazione. Il dharma è quindi l’unico elemento di continuità fra un’incarnazione e l’altra, ma non si può considerare un elemento “personale” o distintivo che continua nel cambiamento di forme, in quanto il dharma svanisce immediatamente.

Sicuramente per me c'è molto da approfondire ancora e sarà col tempo materia di indagine anche scientifica. Io ho una mia idea per quanto mi serva o meno..ma mi interessa la ricerca in merito con vari mezzi e la scienza pian piano se ne sta occupando.