Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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Anonimo

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Il professore dice che le sue deduzioni provengono dalla Bibbia, ma a me pare che sono solo frutto della sua fantasia o qualcos'altro.

questo a forza di cercare l'ho trovato su di un forum che vi consiglio di leggeree che parla di questo prof Baglino. http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=58603864&st=15
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Anche se Mauro Biglino avesse ragione ed anche se il suo lavoro fosse perfetto e senza il minimo errore di traduzione- comprensione- interpretazione, difficilmente i Rabbini e studiosi “ufficiali” della Torah riconosceranno il loro errore ossia che la religione Ebraica per millenni ha insegnato ai suoi fedeli bugie e mezze-verità poiché altrimenti sarebbe la loro fine definitiva, il crollo di un impero globale basato sulla teocrazia strisciante. Non possiamo aspettarci la verità, l'onestà intellettuale e l'assoluta coerenza da esegeti di parte che direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente sono completamente integrati nel “sistema” politico- religioso oligarchico che li finanzia e protegge. Ho potuto constatare che Biglino di errori effettivamente ne ha commessi soprattutto perché crede che basti la “traduzione corretta” per comprendere un “testo sacro”, questa è pura illusione in quanto la vera comprensione deriva da un elevato livello di Coscienza del Ricercatore, quindi dal Risveglio interiore (stato d'Essere di Buddhità) dunque da un Percorso spirituale non automatico né facile da accettare. Sarebbe impensabile avvicinarsi al verbo dei profeti senza considerare questa premessa. Lui cerca di bypassare totalmente il problema dello “Spirito” o coscienza superiore buttando l'intero discorso sul significato apparente degli avvenimenti narrati nel Mito, a lui pervenuto tramite canali più o meno ufficiali, sul significato apparente del Mondo, sul significato apparente della Vita. Questa grave lacuna, ingenuità o l'approccio unilaterale ha allontanato molti studiosi e traduttori dalla realtà dei fatti. Non bisogna mai confondere i fatti con i testi che li “descrivono”. C'è da considerare inoltre che i codici “originali” non sono veramente originali, anche quelli sono stati alterati più volte in misura maggiore o minore in particolare i masoretici, dove è il rabbino di turno a scegliere (per cui, indirettamente imporre) alle successive generazioni di credenti uno dei tanti significati possibili, non l'unico significato possibile, ovvero nessuna certezza spacciata per certezza. Il loro contenuto non è per niente “chiaro”, univoco anzi è approssimativo. Detto ciò però, anche se esistono interpretazioni parallele delle Scritture, tutte ugualmente valide ognuna avente un suo ruolo nell'insieme, la fondamentale resta comunque quella letterale la quale a mio avviso senza alcun dubbio parla di civiltà extraterrestri molto progredite e non di un Dio soprannaturale o immateriale. Su questo sono perfettamente d'accordo con M.B.

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Il professore ha poi detto che il testo parli di elohim al plurale. Una cosa che desta non poca meraviglia che un professore di ebraico non sappia distinguere un semplice plurale da un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti. I verbi ad esso collegati sono infatti singolari ed “Elohim” non ha l'articolo determinativo ed è quindi un nome proprio essendo i nomi propri autodeterminati. Il singolare è “Eloha” di radice “alah”=comporre norme giuridiche. Quindi significa “Legislatore” che con il plurale di astrazione (“Elohim) diviene: Legislatore Supremo.
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I verbi collegati alla parola “Elohim”, spesso ma non sempre, sono singolari perché secondo l'antica concezione (anche esperienza) iniziatica “gli Elohim” sarebbero, sono sempre stati, e tuttora “sono Uno” e non perché “c'è un solo Eloha”. Era un “monoteismo” particolare, un “politeismo” unificato. L'etimologia di “Elohim” è incerta, il vero significato nell'Ebraico antico è andato perduto, nessuno sa con certezza come tradurre questo sacro nome, il secondo come importanza dopo il tetragramma “YHWH” (bytheway il plurale maiestatis non esisteva a quell'epoca).

Per approfondire, suggerisco altri due autori, in lingua francese: André Chouraqui http://www.nostreradici.it/Morselli-Chouraqui.htm e Roger Vigneron ( “Elohim, une autre lecture de la Bible” http://ddata.over-blog.com/xxxyyy/0/11/73/62/roger-vigneron—elohim.pdf ).

…”Tu parli della pace tra le nazioni. Questa pace non è compromessa solo dagli interessi. La pace tra le religioni fa invece entrare in lizza gli dèi. Come fermare la guerra degli dèi?”

“Questa guerra, orribile fra tutte, è fatta contro le vostre religioni. Continua a insanguinare il mondo sotto maschere e nomi diversi, tutti altrettanto menzogneri di quelli dell’‘Elohim del Sinai quando è invocato dai suoi seguaci ebrei, cristiani e musulmani per giustificare le loro violenze. YhwH ‘Elohim è la matrice trascendente della creazione: non può ordinare la distruzione delle vite e degli esseri di cui è il Creatore, il Padre. Come vi sono dei falsi profeti, vi sono anche dei falsi teologi. L’errore che diffondono più generalmente è quello di dire a mio nome: Non c’è che un Dio.

Questo Dio unico, immaginario, esiste solo tra i loro fantasmi. Questo Dio solitario è necessariamente il loro, prima di essere il Creatore del cieli e della Terra. Esalta innanzi tutto il loro ego, è il loro ego che gonfiano per imporre all’universo le leggi e i dogmi delle loro Chiese o dei loro Stati. L’‘Elohim del Sinai è innocente di questo disprezzo, vero e proprio tradimento della sua Torah. La Torah non ha mai detto: “Non c’è che un Dio”, come i vostri dizionari e i vostri catechismi definiscono il mio preciso monoteismo.”

“Rileggete la mia torah. Non ho mai negato l’esistenza degli ‘Elohim, non ho mai detto una parola di critica nei confronti degli dèi d’Egitto. Ero in lotta contro Faraone e le sue prigioni, contro i suoi dèi, i suoi templi, i suoi sacerdoti. Se, in seguito, i profeti, miei fratelli, criticavano gli dèi, questo dimostrava almeno la loro esistenza e il cattivo uso che ne facevano i loro seguaci sviati.

YhwH si autodefinisce come il Dio degli dèi, l’‘Elohim degli Elohim, l’‘Adon degli ‘Adonim. Il Suo Nome, YhwH ‘Elohim, è formato a partire da due plurali, ‘Adonai e ‘Elohim, che consentono di esprimere, per quanto è possibile, l’ineffabilità del Tetragramma, YhwH, l’Essere che è stato, che è, che sarà, che fa essere ‘Elohim, le potenze creatrici che ne emanano. Gli ‘Elohim sono Uno, è quel che ho proclamato, il che è completamente diverso da quello che dicono: “Non c’è che un ‘Elohim”. Se esistesse solo un ‘Elohim, che noia nei miei Cieli e sulla Terra!

YhwH è un Dio vivente, l’‘Elohim di ogni vita, molteplice nella sua unità come la Vita.”[…]

Ma che dire ai teologi che insegnano il contrario? Che dire ai cristiani e ai musulmani che hanno condotto guerre inespiabili in nome di Cristo o in nome di Allah, distruggendo intere civiltà, assassinando popoli in nome del loro Dio, del loro Cristo o di Allah, e dei loro dogmi, delle loro leggi?”

“Di’ loro che erano – che sono – in questo dei criminali. Ascoltatemi bene: nei Cieli, gli dèi che li popolano, assistiti da innumerevoli angeli, sono molteplici, nell’unità e nell’unione della mia trascendenza. Sulla Terra il loro culto è lecito, nei santuari delle nazioni. Solo il mio popolo Israele e la sua Terra hanno il dovere di non adorare altri che l’Unico YhwH ‘Elohim.”

Tratto da “Mosè. Viaggio ai confini di un mistero rivelato e di una utopia possibile” di André Chouraqui, Marietti 1996.