Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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Anonimo

[quote1340550895=UFOTAV]
Nessuna Chiesa seria e intenta ad adorare Dio si preoccuperà mai delle sciocchezze del prof. Biglino.
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Un Credente in Dio non cerca il suo Dio nei libri di un Ateo o di un Agnostico… mi sembra ovvio. Non lo farebbe mai.

Biglino più o meno ha detto: non so se esista un Dio ma di sicuro non c'è nella Bibbia.

In realtà, a mio avviso, entrambe sono posizioni un po' estremiste, al limite del fanatismo.

Il Credente NON vuole conoscere la verità (realtà), è convinto che gli basterà approfondire o mettere in pratica i dogmi di una comunità specifica che ha scelto (per caso?) – spesso in contrasto o in opposizione con i dogmi delle Chiese concorrenti.

Dall'altra parte Biglino si autolimita enormemente interpretando il tutto in modo letterale e considerando come valida un unica interpretazione, la sua, quando sappiamo benissimo che non tutto nelle scritture è letterale e che esistono interpretazioni parallele perfettamente coerenti, a strati.

Forse, senza volerlo, entrambi alla fine hanno un atteggiamento superficiale… o fideista.

Intendo dire, è vero che Biglino non interpreta ma traduce, questo a livello conscio, però è anche vero che interpreta l'intero testo a livello inconscio prima e dopo la traduzione dunque il risultato è SEMPRE un ipotesi di lavoro, mai la comprensione del contenuto.

Quindi mentre il Credente è sommerso dalle finte verità divine (favole e matafore, alcune “capite” altre no), Biglino è immerso nel dubbio e nelle incertezze, senza avere nemmeno una vaga idea di quanto la sua “versione” della Bibbia si sia avvicinata, o allontanata, dai fatti narrati nel Mito Sumero-Giudaico.

Quello che conta non è quanto viene raccontato da uomini primitivi ma quanto è accaduto realmente, dal punto di vista del protagonista non Terrestre (che sia Dio o no).

L'approccio corretto sarebbe quello dello Gnostico, non come una corrente di pensiero ma come la Ricerca della Conoscenza attraverso l'esperienza, soprattutto interiore.

Solo così è possibile comprendere e “dimostrare” qualcosa che va oltre le parole.

Né Biglino né un tipico Credente hanno fatto né faranno questa necessaria verifica, nessuno dei due ha dimostrato le sue affermazioni.

Ma, nello stesso tempo, ognuno dei due ha “indovinato” qualche pezzettino del puzzle, ha comunque dato un (piccolo) contributo allo studio dei testi sacri.